Non c’è notizia, perché molte ce ne sono state durante l’estate, ma l’intervista del Guardian a Julian Assange, fondatore di Wikileaks, secondo me è da segnare. E’ stata portata in Italia in un numero scorso da Internazionale, che in questa pagina raccoglie altri contributi.

La frase che a me ha colpito di più è “Journalism should be more like science”. Che mi ha ricordato un po’ il passaggio logico fatto da De Biase nel suo Keynote Speech al Festival del Giornalismo – purtroppo non trovo più il video, solo un comunicato - da Mestiere a Metodo. In Italia è classico dire che “Il giornalismo è un mestiere”. Eco di quando si imparava “sul campo”. Forse è tempo di crescere.
Il tema principale è quello della trasparenza. Di come Wikileaks verifichi le sue fonti, di come è finanziato, etc. E anche quello del disclosure, cioè se sia corretto diffondere notizie riservate. Di nuovo Luca De Biase ha scritto sul tema, raccogliendo anche altri pensieri importanti. Io penso solo che sia troppo dura fare ragionamenti in assoluto. E che dipende dai tempi. Quelli in cui viviamo, per esempio, mi sembrano pieni di notizie ma molto poveri di significato. Mi sembra anche che le notizie siano a volte usate più per distrarre che per informare, e che ciò che è importante sapere per aver coscienza della Cosa Pubblica resti invece oscuro.
E allora forse una finestra su certe stanze buie può solo aiutare. Giornalismo compreso.
Giusto perché è l’ultimo giorno di agosto, perché di commentare la cronaca italiana non ho proprio cuore e perché sto di nuovo studiando i visualizzatori per Twitter. Qui sotto il video di un wall interattivo usato dall’ente del turismo del Canada. Divertente.
I ragazzi di Mashape ne hanno beccata una notevole. Qui sotto.

Qualche anno fa ho avuto l’occasione di assistere a uno speech dell’allora direttore marketing di Fiat. Per un po’ ho seguito i contenuti, poi ho iniziato a notare come il discorso era costruito, verificando le straordinarie capacità di incantare l’audience che solo un grande comunicatore può avere. Questo per dire che, soprattutto di fronte a persone di qualità come i vertici di Fiat, bisogna sempre prendere tutto con le pinze, fare la tara, verificare, controllare di non esser stati ipnotizzati. Eppure, nel discorso di Sergio Marchionne al Meeting di Rimini (qui una search su Google per i commenti dei giornali), disponibile in integrale qui sotto, trovo meno retorica di quanta mi sarei aspettato, e più contenuti.
Fabrizio Capobianco (blog di lavoro) commenta in una nota su Facebook: “Per me, questo documento e’ uno dei migliori scritti che sia mai uscito dall’Italia”. E sottolinea poi la spinta forte al cambiamento che Marchionne ribadisce più volte. Per esempio: “Rifiutare il cambiamento a priori significa rifiutare il futuro. Se non siamo disposti ad adeguarci al mondo che cambia, ci ritroveremo costretti a gestire solo i cocci del nostro passato”. E rivolgendosi ai giovani ricorda la nottola di Minerva di Hegel, che “Arriva a cose fatte, quando la realtà è già passata. Quello che si studia nei libri sul mondo dipinge una situazione che è già un’altra”. Quindi “Non è importante la strada che sceglierete”, afferma, “E’ molto più importante l’approccio con cui deciderete di percorrerla”.
Etica del cambiamento, responsabilità e libertà, virtù delle persone, spinta al futuro. Difficile non lasciarsi incantare.
Per chi è appassionato di divulgazione tecnologica non poteva esserci inizio di stagione migliore. Una trasmissione, su Rai Tre, per “Descrivere le conseguenze di quello che stiamo scoprendo dal punto di vista scientifico e tecnologico sulla vita futura dei ragazzi e dei bambini di oggi”. E che preveda risposte “Non affette da fideismo nella scienza e nella tecnologia”, ma derivanti dalla certezza che “Il futuro è quello che stiamo costruendo”. Finalmente. Complimenti a Luca De Biase, che in questo post ne racconta i dettagli. Video trailer sotto.
[Questo post era programmato]
Da Wikipedia: “Robert Moog è stato un pioniere della musica elettronica… Fu l’inventore di uno dei primi sintetizzatori musicali a tastiera… Questo strumento diede sonorità nuove e permise di tracciare una parte innovativa nella storia della musica rock… Robert Moog è morto il 21 agosto 2005. Nel 2009 esce Switched on Bob, progetto musicale con 20 artisti da tutto il mondo che omaggia Robert Moog, quale inventore e padre dei moderni sintetizzatori elettronici. Il progetto è coordinato dagli italiani Maurizio Mansueti e Luca Cirillo“. Un saluto, Robert.

C’è una citazione di Bruce Chatwin che mi porto dietro da un pezzo:
Siamo viaggiatori dalla nascita. La nostra mania ossessiva del progresso tecnologico è una reazione alle barriere frapposte al nostro progresso geografico
Kurt Vonnegut, attraverso tempo e spazio, sembra essere d’accordo:
[When Vonnegut tells his wife he's going out to buy an envelope] Oh, she says, well, you’re not a poor man. You know, why don’t you go online and buy a hundred envelopes and put them in the closet? And so I pretend not to hear her. And go out to get an envelope because I’m going to have a hell of a good time in the process of buying one envelope. I meet a lot of people. And, see some great looking babes. And a fire engine goes by. And I give them the thumbs up. And, and ask a woman what kind of dog that is. And, and I don’t know. The moral of the story is, is we’re here on Earth to fart around. And, of course, the computers will do us out of that. And, what the computer people don’t realize, or they don’t care, is we’re dancing animals. You know, we love to move around. (via Garry Tan)
Meravigliosa storia scomoda. But, you know, I love to move around too. Buone vacanze.
L’ufficio stampa di Garmin mi ha dotato di sciccoso Nuvi 3700, GPS per auto che non sfigura accanto a uno smartphone.
Interfaccia multi-touch, Bluetooth per il vivavoce e qualche applicazione, tra cui le foto (però non sembra supportare le foto geo-localizzate da usare come Preferiti). Mappe anche in 3D che si orientano automaticamente a seconda della posizione – per esempio se sei vicino a un incrocio, o cose così. Software che si aggiorna o tramite applicazione dedicata o, per il Mac, tramite un plug-in per browser (Safari o Firefox). Decisamente un bell’oggetto. Buona occasione per augurare buone vacanze.
In effetti è stato quello qui sotto, e non questo, il mio primo computer. Lo ZX Spectrum. Girava sul processore Zilog Z80, progettato da Federico Faggin. Riuscire a fargli caricare da cassetta lo Hobbit era già impresa ardua. Molto british.
Curiosità: Clive Sinclair sembra avere i tratti dell’inventore strano, quello col cappello con l’elica. Ancora oggi gira con un regolo in tasca. Ma tra le sue idee significative va annoverata anche la mini-tv. Nel 1966.