fashion-tech-startup-battle-startupweekend-milan-2014

Di Startupweekend ne ho fatti molti (vedi), ma questo è particolare. E’ il primo verticale sul Fashion - anzi sul FashionTech, argomento che sto seguendo da un po’. E’ stato un piacere essere invitato quale giurato, e vedere quali nuove idee si proporranno. Domenica sapremo se c’è buon terreno. Sabato tardo pomeriggio, invece, terrò un piccolo speech dal titolo “Disrupting Fashion”. Il tema è:

La Moda ha iniziato a usare strumenti digitali molto presto. Ma le innovazioni più dirompenti stanno arrivando solo ora. Reactive Web App, Online Personalization, Personal Fabrication, oltre al Digital Marketing, sono i macro-trend che stanno reinventando il Fashion business.

Vediamo. Qui il programma.

fashion-tech-startup

La Moda ha iniziato a usare strumenti digitali molto presto. Ma le innovazioni più dirompenti stanno arrivando solo ora. Di questo parleremo domani, sabato 13, al panel sulle startup del FashionTech, a Festa della Rete. Wood’d, JewelGr.am, Leonardi Milano e Hula sono quattro giovani imprese italiane che stanno sperimentando Personal Fabrication, Online Personalization, Retail Innovation e Digital Marketing. I macro-trend che stanno reinventando il Fashion business.

Non perdetele di vista. Qui il programma.

Microsoft-Timex-Datalink-infoservi

Era un PIM, Personal Information Manager. Si sincronizzava con il PC tramite il flickering dei monitor CRT. L’occhietto in centro in alto andava posizionato davanti allo schermo, si attivava il transfer e venivano fuori robe tipo codici a barre in movimento. L’orologio si sincronizzava e avevi calendario, note, altro, al polso. Non ha mai funzionato, però faceva molto fantascienza. Il commercial di quei tempi:  Continue Reading…

Quelle gatte morte delle fashion blogger  che stanno sempre a farsi selfie del cazzo per mostrare al mondo quanto sono cool, trendy o vintage; i food blogger con le loro ricette alternative e  quei nomi da deficienti tipo “Cucino qui in Ticino” che ti spiegano come fare una cazzo di caprese; quelli che nella sezione “lavoro” di facebook scrivono “blogger”; quelli che hanno il blog su L’Espresso o sull’Huffington Post e si prendono seriamente e ti dicono “sono un blogger de L’Espresso” pure quando hai chiesto “scusa, sai che ora è?”; quelli che cominciano i post con “che poi…” pensando di essere simpatici e al passo coi tempi; quelli che hanno sempre un’opionione contro; quelli che fanno le polemiche tra loro pensando che al mondo fuori interessi qualcosa; i blogger minimalisti; quelli massimalisti; quelli che “la sinistra dov’è?”; quelli che “i diritti civili”; quelli che fanno gli elenchi delle dieci cose che… (tra le dieci cose che hanno martoriato il cazzo ci siete sicuramente voi);  i blogger che fanno satira con battute taglienti; quelli che si sentono fichi a sputtanare i commentatori; quelli che fanno controinformazione per resistere alla dittatura dell’informazione.

MUOIO!!! :D

Vedi I blogger hanno rotto il cazzo | LIBERNAZIONE.

I blogger hanno rotto il cazzo | LIBERNAZIONE

Andy Warhol

“They always say that time changes things. But you actually have to change them yourself”.

Andy Warhol

Meryl Streep

“Non ho pazienza per alcune cose. Non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata a un punto della mia vita in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce. Non ho pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura. Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride. Non dedico più un minuto a chi mente o vuole manipolare. Ho deciso di non convivere più con la presunzione, l’ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato. Non tollero l’erudizione selettiva e l’arroganza accademica. Non mi adeguo più al provincialismo e ai pettegolezzi. Non sopporto conflitti e confronti. Credo in un mondo di opposti, per questo evito le persone rigide e inflessibili. Nell’amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento. Non mi accompagno con chi non sappia elogiare o incoraggiare. I sensazionalismi mi annoiano e ho difficoltà ad accettare coloro a cui non piacciono gli animali. Soprattutto, non ho nessuna pazienza per chi non merita la mia pazienza.”

(Meryl Streep)

Olivetti retro advertising

Dattilografe con la nuova macchina da scrivere Olivetti 1927

Un interessante riepilogo (del luglio scorso) sull’andamento della nostra economia negli ultimi anni da parte di Reuters US, in un articolo che parte raccontando di Olivetti per poi chiedersi com’è che siamo conciati così:

Ivrea offers a window into a nationwide economic reversal that has few real parallels in the developed world. Italy’s economy has barely grown since 1994 and has shrunk since 2000. That is worse than any other country in Europe or any of the 34 rich and developing nations in the Organisation of Economic Co-operation and Development.

Economists look at a mix of factors to explain the long-term rise of the world’s emerging economies: population and employment trends; private and public investments; the productivity of workers; and the strength of a state’s legal, administrative and institutional environment. On each one of these counts, Italy has regressed since the 1980s.

Continue Reading…

Diario de Tarifa

dottavi —  11 August 2014 — Leave a comment

castillo-guzman-tarifa

Qui la vita è:

Mi sveglio e mi faccio un caffè (con la moka). Lo bevo guardando il porto e le palme davanti casa oppure il Castillo Guzmàn e l’Africa, dall’altra parte (ho quattro finestre d’angolo).

tarifa-casco-historico

C’è rumore perché stanno facendo i lavori e qui è centrale, ma non mi dà fastidio. Sono cresciuto nell’angiporto di Sampierdarena, figurati, gru e Caterpillar mi piacciono. Dopo il caffè è il momento in cui dovrei scrivere ma cazzeggio, o dormicchio. Chissenefrega. Continue Reading…

morozov-mondadori-internet-non-salvera-il-mondo

All’incontro con Evgeny Morozov, già noto come “Critico dell’Internet”, sono andato molto incuriosito ma anche, devo ammettere, più che scettico: prevenuto. Sono “Un po’ stanchino” delle solite critiche facilone. Ma non è il caso di Morozov. Le osservazioni che fa sono molto piccanti. Definito su Wikipedia “A writer and researcher of Belarusian origin who studies political and social implications of technology”, è un economista di studi americani (Stanford, tra le altre) ed è quindi anche un’interessante voce fuori dal coro, oltre che persona di argomenti importanti. Legge la Rete davvero in termini di Economia, Sociologia, Politica, perfino Religione. E soprattutto si è innervosito quando gli ho citato Mc Luhan, rispondendomi stizzito: “La lettura della Rete attraverso la Teoria dei Media è limitata e riduttiva”. Perdindirindina. Interessante. Continue Reading…

A-short-History-of-Open-Source

“From operating systems to development tools and programming languages to browsers and thousands of utilities and applications, Open Source has led the way. Now, discover the movement’s history”, dicono in questa infografica che riassume molto bene la storia del movimento Open Source. E concludono con un quote:

“While social change may occur as an unintended by-product of technological change, advocates of new technologies often have promoted them as instruments of positive social change.” – Joel West

Notevolissimo.  Continue Reading…

Yoda

La slide con cui chiudevo la presentazione Startup Life dell’anno scorso. “Perseverance. Do Or Do Not. There Is No Try”. Particolarmente bello il dialogo “Perché hai fallito”Continue Reading…

Birth of Silicon Valley, from Fairchild Semiconductors
Prima di Intel:

In 1957, eight entrepreneurs decided to do something that seemed crazy. They launched a new tech company called Fairchild Semiconductor in a small town south of San Francisco. The entrepreneurs had a difficult start, but Fairchild eventually became the first major computer chip company in the region.

E così è cominciato tutto.

via The First Trillion-Dollar Startup | TechCrunch.