L’accessibilità nei palazzi storici dell’Emilia Romagna

L’Emilia-Romagna è una regione splendida, ricca di borghi antichi e palazzi storici perfettamente conservati.
Dai portici di Bologna fino ai palazzi ottocenteschi del centro di Parma.
Questa straordinaria ricchezza culturale può rendere accessibile un edificio storico senza compromettere il suo valore architettonico?

L’Italia è uno dei Paesi europei con il maggior numero di edifici vincolati, ciò non toglie che ha comunque bisogno di soluzioni per la mobilità; questo è il motivo per cui i montascale si stanno adattando a una risposta moderna e discreta, adatta anche ai contesti più eleganti.

Il montascale, già a primo occhio, sembra un’ottima soluzione: si installa senza demolizioni e non richiede interventi strutturali. La domanda però è sempre la stessa: in un palazzo storico si può installare un montascale?

La risposta è sì, ma bisogna passare attraverso qualche regola e qualche passaggio autorizzativo.

Cosa dice la legge: tra tutela del patrimonio storico e diritto all’accessibilità

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio è la legge che protegge gli edifici con un valore storico o artistico.
Si tratta del testo di riferimento a cui fare affidamento se si pensa di installare qualcosa o di fare dei cambiamenti, anche se riguardano l’accessibilità.

Il Codice non vieta i montascale, la normativa italiana riconosce l’importanza dell’accessibilità, ma ci sono dei criteri da rispettare: il principio di maggiore importanza è la reversibilità, l’intervento deve poter essere rimosso senza compromettere l’edificio.
I montascale per disabili  qui trovano il loro punto di forza, non incidono sulla struttura muraria, non richiedono opere invasive e possono essere rimossi in qualsiasi momento.

Permessi, autorizzazioni e ruolo della Soprintendenza

Per l’installazione di un montascale in un edificio vincolato ci sono da rispettare dei criteri fondamentali, e no, non è un percorso impossibile, basta sapere cosa aspettarsi:

  • Valutazione tecnica preliminare: viene effettuata dall’azienda installatrice e aiuta a capire se l’impianto è adatto alla scala, e quali soluzioni si integrano meglio con l’ambiente.
  • Richiesta di autorizzazione alla Soprintendenza competente.
    Quest’ultima analizza per lo più due aspetti principali, l’impatto estetico e la reversibilità dell’installazione.
  • Presentazione della documentazione: progetto, relazioni tecniche, foto e descrizioni dell’intervento.

I tempi per la risposta sono variabili, nella maggior parte dei casi arriva entro 60 giorni, e una volta ottenuto il via libera, il montascale può essere installato senza ulteriori autorizzazioni.

Montascale per disabili: cosa valutare prima dell’installazione

Il cuore dell’argomento è per lo più pratico, cosa valutiamo quando andiamo alla scelta del montascale per disabili?

C’è da considerare la larghezza delle scale, le superfici delicate, i vincoli estetici, i percorsi curvi, si tratta di variabili che un buon progetto deve non solo rispettare, ma valorizzare.

Per esempio, in Emilia ci sono moltissimi condomini d’epoca con scale a chiocciola, rampe in arenaria o scale alla cappuccina, in questi casi un ascensore sarebbe impensabile, mentre un montascale che può essere modificato su misura, potrebbe essere la scelta più adatta.

Quando il montascale diventa la scelta più sicura

Ci sono situazioni in cui il montascale non solo è possibile, ma è addirittura la scelta migliore anche dal punto di vista della tutela dell’edificio.

Se pensiamo a scale strette, a palazzi in cui la costruzione di un ascensore richiederebbe demolizioni importanti, ad ingressi con gradini alti e irregolari (tipici degli edifici del XIX secolo), ad immobili vincolati dove la priorità è tenere le murature originali.

In questi casi, la Soprintendenza vede nel montascale l’opzione meno invasiva e più rispettosa del bene storico.

Accessibilità e tutela del patrimonio possono convivere

Installare un montascale per disabili in un palazzo storico non è solo possibile: è spesso la soluzione migliore!
Viene garantita la mobilità e la sicurezza senza interferire con il valore culturale dell’edificio, grazie alla loro reversibilità.

Il messaggio finale è semplice: accessibilità e patrimonio storico possono convivere, basta affrontare il progetto con le giuste competenze e con un approccio rispettoso all’ambiente architettonico.
Quando si parla di mobilità, di sicurezza e dignità, ogni passo verso un edificio più inclusivo è un passo nella direzione giusta.