YouDem.tv – Anteprima
Avete presente quelle trasmissioni tipo Porta A Porta, dove il pubblico c’è ma non si vede? Applaude silenzioso, al buio, da “dietro”. Se ne intravede ogni tanto una spalla o un ginocchio. Però le telecamere sono sempre puntate in avanti, verso la zona illuminata con il conduttore e gli ospiti. Cosa succederebbe se le girassimo di centottanta gradi, per chiedere al pubblico cosa pensa? Bella scommessa, no? E’ quello che ho pensato poco fa guardando l’anteprima di YouDem.tv.

YouDem è la nuova web-tv del Partito Democratico, verrà presentata ufficialmente domani, è di ambito veltroniano e nasce con già un bel bagaglio di polemiche – e Democratica.tv? E la tv di ReD, l’associazione di D’Alema, che nasce a sua volta da Nessuno.tv (la tv, non l’associazione)? Non so. Ma sinceramente non mi interessa neanche poi tanto. Perché credo che nella creazione di questi ambienti – nell’attivazione di una (o più) community – la scommessa sia nella progettazione, nell’idea iniziale e nel dar forma a un’intenzione, più che nel prefigurarsi una destinazione, una forma definita e finale. E mi sembra interessante la scommessa di un partito che, mi dicono per primo in Europa, decide di aprire le porte e vedere cosa succede nel lasciar fluire i contributi diretti dei cittadini, iscritti o no, schierati o no, d’accordo o no.

Troppo presto per formarsi un’opinione, ovviamente. Vedremo se sarà così. Secondo me, ma credo di dire un’ovvietà, il PD ha grossi problemi di contatto con “la base”, di cambiamento culturale, d’identità – tra gli altri. Ma credo anche che finché vengono affrontati come è stato fatto finora, questi problemi tali restano. E che le regole del gioco, invece, cambino quando si dà voce alla partecipazione locale, territoriale, delle associazioni, della cittadinanza. Direttamente della “base”. Dal “basso”.
Brutti termini, dobbiamo inventare nuove parole. Anche perché questi fenomeni sono nuovi, e hanno per forza caratteristica di sperimentazione, e creano forme e dinamiche nuove. Intanto… “source said”, cioè una fonte che vuole restare anonima mi dice che gli iscritti sono già più di tremila, e che sono stati pubblicati circa duecento video originali (cioè non provenienti da archivi precedenti come quelli di Democratica.tv, che sono anche presenti) da parte di piccole web-tv, associazioni locali, singoli videoblogger, e altri.
Dai contributi del sito dovrebbero uscire delle indicazioni per gli esponenti del partito, che dovrebbero rispondere in prima persona e farsi portatori di quelle istanze ritenute – dalla community, vogliamo sperare – più importanti o significative. La classica sfida che pongono questi ambienti partecipativi: l’emersione del contenuto.
Troppo presto per formarsi un’opinione, ovviamente. Vedremo. Mantellini (ora non vedo il suo blog on-line, per cui non riesco a linkare il post) l’altro giorno ha fatto notare un problema sulle licenze d’uso dei contenuti, che mi dicono esser stato affrontato passando a Creative Commons. Non ho modo, adesso, di sincerarmene, e non sarà sicuramente questo l’unico problema.
Chissà se YouDem riuscirà ad affrontare queste scommesse. Quel che è certo è che da domani avrà un solo modo per farlo: partecipando.



















Speriamo bene. L’Italia ha fame di informazione libera, ne ha un bisogno impellente.
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