Sto completando lo speciale sui blog di cui parlavo nell’altro post. Tra le tante cose che ho letto ho anche ripreso in mano Cluetrain Manifesto. Ricordate quando, nelle prime pagine, dice qualcosa tipo “aziende svegliatevi, c’è una folla là fuori che vuole parlare con voi”???[//]
Be’ a occhio direi che non solo la maggior parte delle aziende non ha ancora bellamente capito una cippa di questa storia qui, e continua imperterrita a non ascoltare. Ma soprattutto quella folla in cerca di informazioni o curiosità potrebbe anche essersi diradata. O magari come numeri è ancora ampia, perché è arrivata un sacco di gente nuova. Ma non è più lì il centro dell’attenzione.
Perché nel frattempo abbiamo imparato ad aiutarci da noi.
Per cui forse non solo il wiki aziendale di cui parlava alter (giustissimo peraltro). Forse non solo anche un blog aziendale, tipo quello di Google (stra-giustissimo altresì). Ma anche un modo che sia davvero in grado di accogliere i clienti/utenti, e facilitare la comunicazione tra di loro.
Sì lo so che è roba stra-sentita sono un po’ lento però mi sembra importante ribadirlo :)


visto che siamo sotto elezioni… il punto non è (o non è solo) quanto le aziende sono stupide o meno (o le persone che contano nelle aziende). piuttosto: quanto fa o non la politica (istituzioni, partiti, reti, singoli, quello che si vuole) per mettere in piedi regole che costringano le aziende (o la PA se è per questo) ad ascoltare. in altri termini, se pensiamo che ascoltare non sia solo una bella cosa (bella in termini di principio, magari tecno-etico, tecno-idelogico) ma anche una scelta funzionale e pragmatica dal punto di vista aziendale, allora chi ascolta vince, ma se il mercato è almno un po’ aperto. e in Italia è quasi tutto chiuso. vi siete letti le storielle sulle banche estere nell’ultimo anno o giù di lì? mi ricordo ancora qualche anno fa quando la mia ex Grande Banca proponeva l’online banking come un’opzione di lusso…
bravo!bene!bis!
un commento bello articolato. risponderei: bravo, bene, bis…
mi riferivo a: “mi sembra importante ribadirlo :)”
ops-sorry, sono così polemico che vedo la provocazione anche dove non c’è… in realtà io volevo appunto lanciare una provocazione al post originario ma non devo essere stato abbastanza polemico ;))
polemica per polemica mi viene da dire “piove governo ladro” :)
che poi in Italia ci sia un problema di “sistema” e’ arcinoto. spesso l’innovazione viene da piccole aziende che riescono ad andare avanti *nonostante* le istituzioni, grazie principalmente alle capacita’ del singolo imprenditore. penso a permasteelisa, per es, o a tante altre pmi italiane che sono leader globali, a volte micro-multinazionali. pero’ (giusto per riprendere la polemica ;) che il mercato oggi si muova velocemente si sa – internet compreso. e le aziende devono comunque far fronte. o no?
sarà arcinoto l’errore di sistema, ma non so se si è d’accordo su dove sia il cd di ripristino, o se ci sia in giro qualcosa del genere ;) Intendevo dire: l’innovazione tecnologica (forse la tecnologia in generale) non è neutra. non credo si possa tenerla fuori da questioni di valore o di principio. ma spesso le discussioni che la riguardano hanno un sospetto tono ecumenico, un’inclinazione “esortativa” che lascia ovviamente il tempo che trova.
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