Claudio Vaccaro mi “punzecchia” :) con un suo “Decalogo per il marketing sui Social Media” ed esprimo in un commento al suo post una piccola riflessione. In più mi dà l’occasione per pubblicare questa immagine che ho trovato nel white paper sul Web 2.0 (un po’ di tempo fa, ammetto) da CoreMetrics:

Niente di trascendentale (anzi, non sono neanche d’accordo con l’etichetta “Promotion” sopra “blog”, piuttosto “Participation”), ma mi aiuta a illustrare la sciocchezza (da “serie” a “sistema”) che ho esposto qualche giorno fa parlando dell’industria musicale.
Niente di che, lo sappiamo tutti, il problema ora è “come”. Però credo la figura dia un’idea del “live cycle”, per quanto sicuramente da estendere. Io non sono un esperto di marketing per cui la passo “as is” a Gianluca Diegoli, Enrico Bianchessi o Roberto Venturini (che tra l’altro parla di industria musicale anche lui), to name just a few, che magari possono essere interessati.
/*Claudio Vaccaro mi “punzecchia” :) con un suo “Decalogo per il marketing sui Social Media” ed esprimo in un commento al suo post una piccola riflessione. In più mi dà l’occasione per pubblicare questa immagine che ho trovato nel white paper sul Web 2.0 (un po’ di tempo fa, ammetto) da CoreMetrics:

Niente di trascendentale (anzi, non sono neanche d’accordo con l’etichetta “Promotion” sopra “blog”, piuttosto “Participation”), ma mi aiuta a illustrare la sciocchezza (da “serie” a “sistema”) che ho esposto qualche giorno fa parlando dell’industria musicale.
Niente di che, lo sappiamo tutti, il problema ora è “come”. Però credo la figura dia un’idea del “live cycle”, per quanto sicuramente da estendere. Io non sono un esperto di marketing per cui la passo “as is” a Gianluca Diegoli, Enrico Bianchessi o Roberto Venturini (che tra l’altro parla di industria musicale anche lui), to name just a few, che magari possono essere interessati.
*/














Grazie Alberto, è un piacere “punzecchiarti” :) Comunque ho in cantiere la versione “corporate” del decalogo, magari lo scriviamo a 4 mani :D
Ciao Alberto, prendo al volo l’occasione per dare il mio piccolo contributo. Il decalogo è assolutamente condivisibile, io vorrei solo aggiungere alcune osservazioni più generali sull’utilizzo dei social media lato comunicazione/PR. E cito una osservazione che ho trovato in uno splendido documento di John Pavlik: “Web 2.0 is breaking down barriers. Much of the change is about control (…)”Although conceptually the 2-way symmetric model of public relations is the ideal, it’s not usually the practice. PR people like to be in control and get messages out and see the messages resonate and the audience respond accordingly.” Web 1.0 permitted this. Web 2.0 is breaking this down. Web 2.0 is empowering citizens to communicate directly online and the organization can be left out of the conversation entirely. The field of public relations needs to come to terms with that” Ecco, mi sembra che queste poche righe indichino la “sostanza” dei socioal media e quindi possano guidare l’approccio delle aziende. Pe chi ha tempo e voglia qui trovate tutti i riferimenti: http://tinyurl.com/2xwtzz
il problema del marketing 2.0 è che gli strumenti operativi sono chiarissimi.
ma gli obiettivi, e i risultati (a volte non monetari) molto difficili da introdurre all’interno delle aziende. per dire che al momento vedo grandi ostacoli organizzativi e culturali, non certo di tool. Il live cycle mi piace come idea. ma visto in quel modo mi sembra piu’ il live cycle dell’allevatore di bovini, che il live cycle dell’amore eterno
ciao
gluca
Lascia un commento
Benvenuti
Discussioni e Commenti
Interviste e Incontri
Categorie
Partner e Sponsor
Su Facebook
Conversazioni in Tempo Reale
Cose Fatte
Si parla di
Cose Viste
Tweet recenti
Vedi Anche
Altri Luoghi
Libri
Blogrock
Interviste e Incontri
Nuovi Amici
Patron Saints
Vecchi Amici
Immaginario
Ispirazioni
— Jim Jarmusch (su MySpace)
Licenza
Ultimi Articoli Pubblicati
Most Commented
Most Viewed