Twitter vs. Jaiku. Piattaforme, invenzioni, Europa e USA

Twitter and Real-Time Web

14 March 2007 2,924 views 6 Comments di dottavi SHORT URL
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Antonio mi provoca simpaticamente e io non mi sottraggo dal dare i miei due cent su Twitter. Ci ho pensato un po’, faticando a scindere l’uso che se ne fa dal modello. Nel frattempo l’ho provato un po’ meglio di quanto avessi fatto finora, confrontandolo con Jaiku, e alla fine scelgo quest’ultimo per quel che mi immagino sia l’estensione mobile, (anche se confesso di doverlo ancora provare a fondo, quindi mi riservo l’opzione di contraddirmi, che fa sempre bene). Appunto lapidario, a bullet, quel che ho pensato.[//]

Uso e contenuti: per quel che mi riesce di notare, di ciò che viene detto su Twitter non me ne può fregà de meno. Di cosa uno mangia, e dei suoi borborigmi, sinceramente non provo interesse (questo mi ha reso difficile l’approccio, all’inizio, ma riconosco diverso il modello, e ne parlo più sotto).

- Gruppi e relazioni: diverso sarebbe se avessi un gruppo di relazioni “strette”, es. la mia compagna / il mio compagno, o i parenti, eventualmente lontani. Con loro vorrei aver maggior vicinanza, mi piacerebbe sapere cosa combinano. Il tema quindi è struttura sociale / familiare e dispersione geografica. In città fa un effetto, in provincia un altro. Negli Stati Uniti ha un senso, da noi un altro.

- Scenari: non mi stupisce che a trovarne un’applicazione forte sia un tipo d’utenza (i docenti di cui racconta Antonio) lontana dai tecno-entusiasti. E che, metafora perfetta, plasma il tool su un’esigenza, inventando un’applicazione non esattamente prevista dalla piattaforma. Lo fa diventare uno strumento di comunicazione real-time uno-a-molti su gruppi chiusi. Splendido. Altrettanto carina l’idea della BBC di usarlo per i lanci d’agenzia. Ecco, questo forse potrebbe essere un modello utile, eventualmente anche in grado di diventare pay per servizi d’informazione super-esclusivi. Nel finance, per es.

- Modello: ok, niente da dire, interessante. Lo vedo su una linea evolutiva di accorciamento delle distanze e di contrazione del tempo che collega idealmente e-mail (asincrona, one-to-one, meditata), blog (simili, ma uno-a-molti), instant messaging (come l’e-mail ma sincrono). Mixando il tutto ha senso pensarlo anche come eventuale sostituto di altre forme. Per alcuni potrebbe anche sostituire il blog, perché no.

- Contesto: un’applicazione del genere, però, si inscrive nel panorama più ampio della context-awareness e della digital presence. L’idea è di portare all’estremo la descrizione del nostro “stato” che si usa sugli instant messenger: libero, occupato, torno subito, eccetera. Teoricamente la comunicazione della situazione in cui mi trovo dovrebbe servire a facilitare, a volte anche evitandola, la relazione. Vero: un approccio formale. Vero: se alla gente Twitter diverte per cazzeggiare, bene così. Io però non posso fare a meno di leggerlo dal punto di vista business. Da questo punto di vista, l’idea di essere avvertito via SMS di cosa succede su Twitter mi interessa ancora poco. Potrebbe essere utile per farsi i report della giornata, verificando il tempo speso sulle varie attività, ma non c’è un sistema di analisi. Insomma, dipende dalle variabili ai punti precedenti, a occhio non mi sembra una roba da strapparsi i capelli dalla gioia. La penso come Sw4n.

- Business: questi sono quelli del tribolato Odeo, ora fatto confluire in Obvious insieme a Twitter. Così, vuoto per pieno, mi dan l’idea che siano in giro a correre in cerca di altri venture o investitori. Uhmmm, non so perché ma l’approccio non mi convince

- L’alternativa: Jaiku (io sono qua) invece è fatto a Helsinki, a un tiro di schioppo da dove sono nate la tecnologia GSM, l’azienda di pneumatici Nokia, che ha dimostrato, come dire, una discreta capacità di adattamento, e molte altre tecnologie mobili. E Jaiku, come estensione mobile – da verificare – a quanto mi è dato sapere prevede un tool, un’applicazione tipo instant messaging (quindi IP su GSM? Controllare), appunto di digital presence. Un’estensione mobile completa del web. L’idea quindi è che sei in giro e con il cellulare comunichi il tuo stato, oltre eventualmente a descriverlo anche tramite messaggi.

Faccio un esempio: oggi pomeriggio dovevo sentire una persona. Chiamo, è in riunione (fossimo stati su Jaiku, l’avrei visto lì). Dico che mi richiami. Poi mi viene in mente che devo uscire per una commissione, richiamo per dire alla segretaria di dirgli di chiamarmi sul cellulare (su Jaiku l’avrei scritto). Mi chiama tipo una decina di minuti dopo, ma io sono in una strada trafficata e rumorosa, non riesco a parlare (con Jaiku l’avrei descritto dal telefonino e lui l’avrebbe letto sul web). Torno alla scrivania (avrei potuto aggiornare il mio stato dicendo che ero di nuovo on-line) e lui mi chiama ancora sul cellulare (anziché sul fisso, perché appunto non ha visto il mio stato aggiornato). Ecco, a me una roba così servirebbe.

Altra idea: mobile two-way. Vado in un posto, non so se c’è qualcuno che conosco, oppure sto andando in un luogo, appuntamento di gruppo, difficoltà di sincronia. In entrambi i casi una comunicazione server-based su un gruppo specifico, quindi molti-a-molti, e definito da me sarebbe una cosa interessante, oggi non fattibile con SMS o altro.

Rimane l’efficace metafora di Antonio, il “fertile cazzeggio”. Vero, mica niente da fare. Se lo si trova divertente è cosa buona. A me verrebbe da dire che ora come ora c’è un po’ un’ubriacatura, ma probabilmente mi sbaglio. Certo a me dà un po’ di mal di testa. In certi momenti preferisco cose così :)))

PS Consiglio le FAQ…

UPD Simpatico pezzo su Twitter in questa pagina del Guardian (via Amanda)



6 Commenti »

  • Alessandro ha detto:

    Personalmente preferisco di gran lunga Jaiku rispetto a Twitter. Sarà una deformazione professionale ma sono sempre stato convinto che il nucleo di un telefono debba essere la rubrica.

    In un certo qual modo Jaiku implementa quello che tu chiami mobile two-way. Se il tuo telefono ha a disposizione una connessione bluetooth puoi fare in modo che Jaiku cerchi di identificare altri utenti nel raggio di azione.

    Purtroppo il raggio di azione bluetooth è molto limitato. Del resto Jaiku usa il concetto di CellID per identificare la tua posizione. Penso potrebbero usa questa informazione per implementare questa feature. (Che peraltro sarebbe molto interessante).

    Rimane il problema che il concetto di prossimità tramite CellID funzionerebbe solo tra lo stesso operatore. Perche’ potesse funzionare tra operatori diversi si dovrebbero sovrapporre le varie mappe di copertura facendo un match dei rispettivi CellID…. e chiedere ad un operatore la

  • alberto ha detto:

    Alessandro, sante parole, assolutamente d’accordo. La rubrica dovrebbe essere il centro di un telefono e anche di tante applicazioni. Assurdo come l’industria non lo capisca, e faccia software ancora di bassissimo livello per quel tema

    Grazie per l’info sull’integrazione Bluetooth, Jaiku diventa sempre più interessante :D

    Per il CellID… capisco. Mi chiedo se la geolocalizzazione, in prospettiva, non possa risolvere il probl. Venerdì vado a vedere com’è il nuovo N95 e saprò dire

    Però ci vorrebbe assolutamente un client per BlackBerry. Sarà mica che i founder sono ex-Nokia? ;)

  • Antonio Sofi ha detto:

    Vedi che facevo bene a stuzzicarti: sapevo che avresti prodotto una cosa così :)

    Due riflessioni a margine.
    Sto provando Jaiku, che finora non aveva passato le maglie molto strette dalla mia pigra attenzione, e mi sembra avere molte freccia al suo arco – rispetto a twitter.

    La relativa semplicità di Twitter gli ha fornito il vantaggio della malleabilità d’uso – e infatti gli usi più interessanti sono quelli non previsti. Non semplice “cosa sto facendo”, ma soprattutto segnalazione e filtering, imho.

    (sul filtering secondo me bisognerebbe riflettere ancora di più. già il blog lo è, ma evidentemente non basta, vista le maglie strette di attenzione e pigrizia di tutti noi: twitter fornisce un ulteriore filtro di comunità: se qualcosa di importante esce fuori nella propria comunità d’intenti e passioni qualcuno lo metterà su twitter)

    è una forma semantica di digit

  • Antonio Sofi ha detto:

    oh, lo vedo solo ora: “è una forma semantica di digit” è rimasto non cancellato, voleva essere: “è una forma semantica di digital presence” ma non ricordo cosa veniva prima o dopo :)

  • alberto ha detto:

    mi scuso per la troncatura, ho sistemato, sorry

    malleabile: concordo al 100%, twitter è immediato, grande qualità

    sul filtering ammetto di non aver capito, qui io non riesco più a filtrare niente, mi sembra che siamo tutti dei broadcaster con le parabole impazzite… sicuro per le vacanze sceglierò un posto moooooolto off-line ;D

    PS Oh grassie eh… :)

  • Sei Anni di Blog, Il 2011 di Infoservi in Infografica e I Trend del 2012. Auguri! | Infoservi.it ha detto:

    [...] l’anno della nascita del Real Time Web e dell’arrivo di Twitter in Italia. Qui la prima riflessione sulla mia piattaforma di comunicazione preferita (qualcuno si è accorto che non l’ho chiamato Social Network? Lol). Super! Sono in [...]

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