Twitter In The Street: Interactive Video Wall
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Giusto perché è l’ultimo giorno di agosto, perché di commentare la cronaca italiana non ho proprio cuore e perché sto di nuovo studiando i visualizzatori per Twitter. Qui sotto il video di un wall interattivo usato dall’ente del turismo del Canada. Divertente.


Affascinante il videowall interattivo , e anche l’articolo sui visualizzatori. Che ne pensi invece di un futuro in cui saranno direttamente i device ” fisici” a twittare in modo autonomo? (lavatrici , automobili , tostapane , ecc ) . Qualche esperimento c’e gia’. e pure io mi sono divertito a costruire dei piccoli “twitters” con delle schede Arduino.
Grande Luca: premesso che voglio assolutamente vedere i tuoi esperimenti :) sinceramente l’idea delle macchine che twittano non mi entusiasma troppo. Magari utile nella versione machine-to-machine, ma allora basta un protocollo aperto di messaggistica come Jabber
Banale esempio consumer: sensore di movimento lancia una call sul tuo smartphone e insieme accende la webcam. E’ successo qualcosa di simile a un signore che, in vacanza dall’altra parte del mondo, ha sventato un furto in casa quest’estate. Ovviamente non c’è limite alla complessità che si può inventare, però non è detto che serva Twitter
Diverso l’uso per eventi pubblici. Per esempio io su Twitter seguo la sonda Voyager, che per ora si limita a dirmi “sono a x anni luce dalla terra”. Magari poi si sveglierà e racconterà pubblicamente i dettagli delle rilevazioni. Ecco queste cose magari sì. Così come altri sensori, eg rilevamento polveri sottili: sarebbe bella una box in centro a Milano che twitti l’inquinamento in tempo reale e pubblico, senza intervento delle autorità. Logiche che abbiamo già sentito da quelli di OpenSpime / WideTag
Diverso ancora è pensare in prospettiva a come si possono trasfomare – miniaturizzare – i sensori, le logic board di controllo e tutto quanto. Allora pensare di avere un sensore, un Arduino e un trasmettitore wireless in una specie di cerotto grande con niente potrebbe cambiare molte cose
Es qualche anno fa ho assistito a una prese di biotech per neurochirurgia. Hanno fatto un micro-computer con dei sensori in grado di captare i cambiamenti degli impulsi del cervello, capire che stava arrivando un attacco apoplettico e reagire con una scarica di contrasto. Un oggetto, però, grande come una scatola di cerini + più le sonde, che andava installato *dentro* la scatola cranica. E che richiedeva di essere aperto per fare il download dei dati
Ho chiesto al tipo se non sarebbe stato meglio avere un sistema innestato una volta per tutte e poi usare sistemi di near-field communication, in grado di comunicare col chip centrale a sfioramento, per fare i/o di dati etc, e mi ha risposto “you’re running fast” :)))
Insomma sperimentazioni interessanti, ma io per ora sono più incuriosito da ciò che si può tirar fuori dagli umani che twittano…
Niente di trascendentale, ma con le schedine Arduino ci si puo divertire veramente. se poi ci metti il modulo “network” o ” bluetooth” capisci che il device fisico non e’ piu isolato ma connesso ad internet , con tutte le infinite possibilita’. un esempio classico, realizzabile con due lire e’ un mini webserver che indica lo stato di sensori ( interruttori , allarmi, temperature ,ecc ) ma anche , al contrario , la possibilita’ di comandare qualsiasi apparecchio “fisico” via web.
Esempi ce ne sono a centinaia, dal “panettiere che twitta” ( http://www.ubergizmo.com/15/archives/2009/06/bakertweet_informs_customers_of_freshly_baked_goods.html ) al piu banale controllo della presenza del gatto in casa , ecc. Il solo limite e’ la fantasia. c’e anche un bel sito dove si possono geolocaizzare queste applicazioni.. http://www.pachube.com/
A presto
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