Twitter In The Street: Interactive Video Wall

Twitter and Real-Time Web

31 August 2010 2,758 views 3 Comments di dottavi SHORT URL
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Giusto perché è l’ultimo giorno di agosto, perché di commentare la cronaca italiana non ho proprio cuore e perché sto di nuovo studiando i visualizzatori per Twitter. Qui sotto il video di un wall interattivo usato dall’ente del turismo del Canada. Divertente.

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3 Commenti »

  • Luca Perencin ha detto:

    Affascinante il videowall interattivo , e anche l’articolo sui visualizzatori. Che ne pensi invece di un futuro in cui saranno direttamente i device ” fisici” a twittare in modo autonomo? (lavatrici , automobili , tostapane , ecc ) . Qualche esperimento c’e gia’. e pure io mi sono divertito a costruire dei piccoli “twitters” con delle schede Arduino.

  • dottavi (author) ha detto:

    Grande Luca: premesso che voglio assolutamente vedere i tuoi esperimenti :) sinceramente l’idea delle macchine che twittano non mi entusiasma troppo. Magari utile nella versione machine-to-machine, ma allora basta un protocollo aperto di messaggistica come Jabber

    Banale esempio consumer: sensore di movimento lancia una call sul tuo smartphone e insieme accende la webcam. E’ successo qualcosa di simile a un signore che, in vacanza dall’altra parte del mondo, ha sventato un furto in casa quest’estate. Ovviamente non c’è limite alla complessità che si può inventare, però non è detto che serva Twitter

    Diverso l’uso per eventi pubblici. Per esempio io su Twitter seguo la sonda Voyager, che per ora si limita a dirmi “sono a x anni luce dalla terra”. Magari poi si sveglierà e racconterà pubblicamente i dettagli delle rilevazioni. Ecco queste cose magari sì. Così come altri sensori, eg rilevamento polveri sottili: sarebbe bella una box in centro a Milano che twitti l’inquinamento in tempo reale e pubblico, senza intervento delle autorità. Logiche che abbiamo già sentito da quelli di OpenSpime / WideTag

    Diverso ancora è pensare in prospettiva a come si possono trasfomare – miniaturizzare – i sensori, le logic board di controllo e tutto quanto. Allora pensare di avere un sensore, un Arduino e un trasmettitore wireless in una specie di cerotto grande con niente potrebbe cambiare molte cose

    Es qualche anno fa ho assistito a una prese di biotech per neurochirurgia. Hanno fatto un micro-computer con dei sensori in grado di captare i cambiamenti degli impulsi del cervello, capire che stava arrivando un attacco apoplettico e reagire con una scarica di contrasto. Un oggetto, però, grande come una scatola di cerini + più le sonde, che andava installato *dentro* la scatola cranica. E che richiedeva di essere aperto per fare il download dei dati

    Ho chiesto al tipo se non sarebbe stato meglio avere un sistema innestato una volta per tutte e poi usare sistemi di near-field communication, in grado di comunicare col chip centrale a sfioramento, per fare i/o di dati etc, e mi ha risposto “you’re running fast” :)))

    Insomma sperimentazioni interessanti, ma io per ora sono più incuriosito da ciò che si può tirar fuori dagli umani che twittano…

  • Luca Perencin ha detto:

    Niente di trascendentale, ma con le schedine Arduino ci si puo divertire veramente. se poi ci metti il modulo “network” o ” bluetooth” capisci che il device fisico non e’ piu isolato ma connesso ad internet , con tutte le infinite possibilita’. un esempio classico, realizzabile con due lire e’ un mini webserver che indica lo stato di sensori ( interruttori , allarmi, temperature ,ecc ) ma anche , al contrario , la possibilita’ di comandare qualsiasi apparecchio “fisico” via web.
    Esempi ce ne sono a centinaia, dal “panettiere che twitta” ( http://www.ubergizmo.com/15/archives/2009/06/bakertweet_informs_customers_of_freshly_baked_goods.html ) al piu banale controllo della presenza del gatto in casa , ecc. Il solo limite e’ la fantasia. c’e anche un bel sito dove si possono geolocaizzare queste applicazioni.. http://www.pachube.com/

    A presto

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