Twago: Il Futuro del Lavoro, Berlino e le Startup [Intervista video]

dottavi —  8 February 2012 — 7 Comments

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“We try to change the way of working”, afferma Gunnar Berning, founder e CEO di twago, proprio nell’ultimo bit del video. Anche perché, dice invece a 3:58, “Freelancing is the future of online work”. Tra le abitudini di lavoro attuali e quelle che si possono immaginare c’è ancora strada da fare: “This [i marketplace di lavoro online come Twago, ndr] is changing the whole way of how people are working”. E non solo online: “At the moment everybody is working in an office, with the same people, at the same company. This will dramatically change in the next 8, 10 years”. Perché “Now we have infrastructure, connectivity and tools, and people can be more flexible”. Mi ricorda il finale di quel che dice Mårten Mickos in questo video: “Offices are the heritage of last century industry. Today’s organizations are networks”. In entrambi i casi, due esempi europei rilevanti di vision e capacità di execution – Per twago, vedi i dati in fondo all’articolo.

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A Berlino, con Gunnar e Silvia Foglia che da lì è country manager per l’Italia, non abbiamo parlato solo di questo. Nell’intervista video qui sotto, infatti, trovate anche spunti su Berlino, le startup e come si muovono i finanziamenti lassù.

La curiosità sul movimento delle startup in quella che è la riconosciuta nuova capitale Europea della creatività era forte. Creatività prima, richiamata da ogni dove anche dal basso costo degli alloggi, difficoltà di lavoro poi e startup ora. Qualità importante, secondo Berning, è l’ambiente internazionale che rende facile lavorare con persone di ogni Paese e gestire quindi diverse country da un ufficio centrale. Non è più necessario essere multinazionali con base a Parigi, come fino a pochi anni fa: da Berlino, oltre a twago, anche 12Designer, Zalando e Wimdu gestiscono l’Italia, per fare l’esempio delle sole startup che mi è capitato di incontrare direttamente – ma ce ne sono altre.

Questo è vero anche per le competenze, sottolinea Berning. twago è uno dei sistemi dove puoi trovare “Il miglior esperto per il tuo problema”, e non solo “Il miglior esperto raggiungibile nella tua città”. Altro fattore utile alle startup perché consente flessibilità, risparmio e buoni risultati.

E’ facile avere accesso ai VC? “Not easier or more difficult than everywhere else. At the end, you need to believe in the idea of the company, in the vision and in the market. And you need convincing numbers”. Investitori che, abbiamo poi approfondito chiacchierando, sono indaffarati quanto le startup e a volte perdono le mail, com’è successo a un suo contatto da cui aspettava risposta importante. Per cui, startupper: se state discutendo con Berlino (ma non solo, aggiungerei), assicuratevi che si ricordino di voi.

twago ha preso i primi 500.000 euro da un finanziatore privato e ora è in discussione per il round. Nel frattempo parecchio si è mosso, tra cui l’apertura dell’ufficio di Earlybird, che debutta con un corrosivo post di uno dei partner. Divertente e utile reality check: non bisogna mai farsi illusioni. Il Klondike di Zio Paperone esiste solo nei fumetti. Però forse anche troppo severo e “Silicon Valley – centrico”.

Insomma: ecco l’intervista. Sotto, i dati di twago come li ho ricevuti, aggiornati febbraio 2012.

twago in a snapshot:

Nr. di esperti, cioè professionisti ai quali le aziende possono accedere per progetti di programmazione, design e servizi alle aziende come traduzioni, marketing, SEO e SEM (sarebbero quindi i fornitori):

  • Italia: più di 6.000
  • Internazionale: più di 130.000 worldwide da 177 Paesi

Nr. progetti, sia di nuovi clienti, che di clienti ricorrenti:

  • Italia: più di 200 al mese
  • Intl. più di 900 al mese

85% dei progetti vengono commissionati nel paese di pubblicazione, quindi clienti italiani scelgono prevalentemente fornitori italiani.

Nell’ultimo anno twago ha registrato una crescita costante su tutti i fronti, di circa del 20%. L’Italia rappresenta uno dei tre mercati principali.

E’ live da pochi mesi un nuovo sistema di pagamento grazie al quale per tutti i progetti i clienti potranno pagare i fornitori con un sistema chiamato safePay – il “Deposito a Garanzia” di twago per pagamenti in sicurezza tra i clienti e i fornitori della piattaforma. Dopo aver pubblicato un progetto su Twago i clienti lo potranno assegnare al miglior fornitore. Ai fini di effettuare un pagamento sicuro e garantire risultati di qualità, viene richiesto ai clienti di depositare il pagamento del progetto su un conto fiduciario che agisce come una terza parte sicura ed imparziale. In questo modo, i fornitori sanno che il cliente ha già effettuato il pagamento e che saranno pagati quando il progetto sarà concluso. Una volta che il fornitore avrà completato il progetto con successo, il cliente potrà rilasciare il pagamento e il fornitore potrà ricevere il pagamento.

I pagamenti online rappresentano una delle principali preoccupazioni degli utenti che si affacciano al mondo del lavoro a distanza e online, dove la persona con la quale si collabora è spesso solo una persona “virtuale”. Grazie a safePay i clienti sapranno di pagare solo quando saranno soddisfatti del lavoro, ed i fornitori sanno che il denaro è già stato depositato prima di cominciare a lavorare.

Sul tema pagamenti online ci sarà occasione di tornare. Intanto, si prepara un salto a Berlino per la Primavera. C’è qualche evento / occasione particolare da seguire?

dottavi

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Journalist, Blogger, Entrepreneur, Advisor. Writing about tech, culture and society since 1991. Formerly contributor at Forbes, Co-founder Blomming.com. Now Partner at Fashion Technology Accelerator.
7 comments
dottavi
dottavi

Grazie cvp e grazie Martino, concordo, feedback utile, giro. PS Però non c'è nessun "voi", questo è il mio blog non un magazine, ci sono io e basta

Martino
Martino

Grazie cvp, questo è un'opinione nonchè un punto di vista decisamente utile. Ne terrò conto se dovessi aver a che dare con twago in futuro.

cvp
cvp

in altre piattaforme appena un progetto viene assegnato c'è il pagamento anticipato per metà della somma pattuita (il resto a lavoro completato). se qualcosa va male il freelance non ha comunque sprecato il suo tempo per niente. su twago invece l'intero pagamento avviene al termine del lavoro, sempre che il cliente nel frattempo non scompaia nel nulla. riassumendo: il freelance deve pagare una commissione a twago appena gli viene assegnato il lavoro senza neanche avere la certezza di vedere i soldi a lavoro finito e rischia di dedicare il suo tempo a progetti per cui potrebbe seriamente non essere pagato (nemmento in parte). alla luce di tutto questo forse dovreste essere voi a informarvi un po' meglio prima di scrivere elogi surreali e alimentare aspettative irrealistiche...

Martino
Martino

Ahahahaha "... e grazie per il commento utile e costruttivo", grande Alberto! =) CVP ,prima di sparare sentenze almeno argomenta quello stai dicendo portando un esempio tangibile. Grazie.

cvp
cvp

infatti mi guardo bene dall'usarlo nuovamente!

dottavi
dottavi

non sei obbligato a usarlo. e grazie per il commento utile e costruttivo

cvp
cvp

che marchetta... almeno ti hanno pagato bene? no perché le piattaforme come twago sono buone solo per trovare occasioni di lavoro... non pagato! esperienza personale e scommetto di non essere l'unico...