Transmedialità e Morte del contenuto

dottavi —  22 May 2009 — Leave a comment

Forget “multimedia“. Forget even “media“. Forse è possibile ripensare tutto, a partire dal concetto stesso di “content“. Due sono i fenomeni su cui ragiono da un po’, e di cui sto cercando di scrivere per il corso Naba:

  • La parcellizzazione del testo, e quindi lo spostamento dai media alla person-to-person communication. L’abbiamo osservato nell’evoluzione dei giornali, emerge oggi con potenza in Rete in questa seconda generazione di Web 2.0 – es. il micro-blogging di Twitter
  • Il conflitto tra spontaneità e creatività, emerso con YouTube. Voglio dire: il criceto è quasi a 15 milioni di views. What’s media?

Salta il concetto tradizionale di autoralità. Che senso ha, in the long distance, progettare per un media solo? E, soprattutto, che senso ha progettare un contenuto? E’ chiaro che la prospettiva può essere solo quella dello Storytelling transmediale, e della “decentralized authorship”.

Forse quindi non dovrebbe stupire, come invece mi ha stupito, che a vincere l’Interactive Emmy Award dell’anno scorso sia stato The Truth About Marika, un alternate reality game creato su tv, radio, telefonini e… per le strade, con i GPS. Solo l’anno precedente aveva vinto It’s Jerry Time: carino, ma tutto sommato tradizionale.

Se fossi uno che si occupa di format, cinema e tv, come direbbe un mio amico, “ci perderei le notti”. Qui sotto il video promo che ci ricorda, tra l’altro, che questa iniziativa è nata in seno alla televisione di stato svedese.

dottavi

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Journalist, Blogger, Entrepreneur, Advisor. Writing about tech, culture and society since 1991. Formerly contributor at Forbes, Co-founder Blomming.com. Now Partner at Fashion Technology Accelerator.
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