The dark side

dottavi —  21 January 2008 — Leave a comment

Era da tanto che non incontravo un “manifesto” che mi venisse da sottoscrivere immediatamente, così, d’impulso – dall’incontro con Idearium, per la precisione. Mi è capitato recentemente, grazie a una segnalazione del compadrito Luca Galli (aka alter), con Ippolita, o meglio con il loro libro “Luci e ombre di Google“, edito da Feltrinelli. Mi manca ancora qualche pagina prima di finirlo, per cui migliori riflessioni in un prossimo post. Ma intanto non posso non segnalare questa dell’introduzione (evidenze mie):

Ippolita cerca di segnalare il vuoto, tutto italiano, nella divulgazione scientifica dei fenomeni tecnologici… La manualistica tecnica abbonda, la sociologia parla con disinvoltura di Società in Rete, la politica si spinge sino a immaginare una futuribile Open Society, nella quale le Reti saranno il sostrato tecnologico della democrazia globale. Ma quanti navigatori assidui sanno cosa sia un algoritmo? Ben pochi. Eppure moltissimi si affidano al responso di PageRank, un algoritmo appunto, che ordina senza sosta i risultati delle loro interrogazioni e indirizza la loro esperienza in Rete. Occorre il coraggio di riportare al centro la divulgazione scientifica, senza chiudersi nella torre d’avorio del sapere accademico. …

… L’abitudine alla delega [della comprensione dei meccanismi, ndr] provoca un disinteresse generalizzato per i grandi mutamenti in corso nel nostro mondo tecnologico, che avvengono in sordina o coperti dal fumo mediatico, senza essere stati minimamente assimilati dal grande pubblico. L’atteggiamento più comune oscilla fra l’incantata meraviglia e la frustrazione nei confronti dei continui, incomprensibili “miracoli della tecnologia”. Si giunge spesso all’adorazione mistica, come se il digitale ricoprisse il mondo di un’aura esoterica, penetrabile solo da pochi iniziati, coniugata alla frustrazione per la propria incapacità di officiare adeguatamente il culto del nuovo progresso.

… L’attività di Ippolita rivela che “mettere in comune” non basta, perché il livello di riflessione sulle tecnologie è ancora limitato e la cassetta degli attrezzi degli utenti ancora troppo rozza.

dottavi

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Journalist, blogger, entrepreneur. Writing about tech, culture and society since 1991. Co-founder Blomming.com. (Scarcely) contributor at Forbes.
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