Telecom Italia Annuncia un Tool per la Blogosfera

Barcamp, Blogosphere, Events and Reports, News, Startup Italy

14 October 2009 2,429 views 2 Comments di alberto dottavi SHORT URL
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Valorizzare l’imprenditorialità della Rete. Questa l’intenzione più volta sottolineata da Franco Bernabé, amministratore delegato di Telecom Italia, durante il secondo “Incontro con la Blogosfera” tenutosi in occasione della Blogfest di Riva del Garda – qui il report dell’anno scorso. Per questo Working Capital, Jpeggy, Venice Sessions, Capitale Digitale e, per ora ancora in versione alfa chiusa al pubblico, quel che per ora viene chiamato con il nome in codice DailyMe, citando un concetto di Nicholas Negroponte. Si tratta di un aggregatore di blog, pensato per fornire una pagina iniziale cha facilità l’accesso verso la Blogosfera italiana. Se ne vede la prima schermata verso la fine del video qui sotto, che riporta in integrale l’intervento di Bernabé. Io ho fatto un paio di domande di cui allego le risposte in fondo.

Volevo capire quale fosse la struttura dell’intervento sul debito, sia per avere rassicurazioni dirette sullo stato di Telecom Italia – l’esposizione mi risulta ammonti a circa 35 miliardi di euro, i dipendenti circa 80.000 – sia per capire le intenzioni strategiche. Ho infatti chiesto successivamente se Bernabé immagina un ruolo di primo piano, per TI, in ambito Web. Di seguito le risposte, transcript più o meno fedele di quanto ho registrato. In realtà gli ho anche chiesto cosa pensi, quale operatore mobile e dal punto di vista business, di Twitter: su questo non ha risposto, o solo indirettamente. Rimane la curiosità, ma i temi qui sotto sono decisamente prioritari:

Le infrastrutture in Italia sono necessarie, devono espandersi e faremo prima di tutto il nostro mestiere che è quello di gestirle e farle crescere. Credo che, nel paradigma di business che ha introdotto Internet, servizi e infrastrutture siano sempre più separati. I servizi tendono a distribuirsi sulla Coda Lunga con iniziative diffuse, e a essere creati da un ecosistema, non dall’operatore principale. L’unione indissolubile tra servizi e infrastrutture che è stata caratteristica essenziale delle telecomunicazioni degli ultimi 150 anni è in procinto di sparire. Sono soggetti almeno idealmente distinti che devono fare le cose. noi siamo in grado di farlo, cioè di fare servizi over-the-top, ma credo che saremmo velleitari se dicessimo che siamo in grado di fare tutto noi.

La risposta è: noi siamo la rete, facciamo la rete e vogliamo che si promuova un ecosistema non necessariamente collegato a noi ma che cresce nel Paese e che consenta al Paese di crescere. La Coda Lunga, però, funziona se c’è una dimensione mondiale del mercato. In Italia abbiamo il problema della lingua ma credo che se siamo sufficientemente bravi il sistema Italia ha potenzialità.

Debito: certamente sono molto più rilassato [fa riferimento a una battuta iniziale che ho fatto dicendo che su questo tema lo vedevo più rilassato dell'anno scorso, ndr], perché prima di tutto abbiamo dimostrato che siamo in grado non solo di finanziarlo ma di finanziarlo a costi decrescenti. Nei primi cinque mesi dell’anno abbiamo praticamente rifinanziato per cinque miliardi il fabbisogno dei prossimi 18/24 mesi. Quest’anno succede anche un’altra cosa: paghiamo quasi 2,5 miliardi di tasse in contanti. Ho firmato la dichiarazione dei redditi proprio l’altro ieri. In passato Telecom Italia aveva goduto di benefici fiscali importanti grazie a operazioni societarie e che aveva pagato delle tasse limitate, quest’anno dà un contributo enorme alle disastrate finanze pubbliche.

Certo, se non avessimo problemi saremmo una gazzella che corre nella savana. Facciamo un po’ più di fatica ma riusciamo a fare lo stesso le cose importanti che dobbiamo fare. In prospettiva io credo che Telecom Italia può tornare… Telecom Italia è stata… e l’Italia in generale [qui diventa più discorsivo perché, diciamo così, si è "scaldato", ndr]. La cosa che più disturba, e più disturba me, perché onestamente l’ho vissuto sulla mia pelle e perchè la ragione per la quale Telecom Italia oggi ha questi problemi è stata l’OPA del ‘99, è che Telecom Italia e il sistema italiano delle telecomunicazioni è stata all’avanguardia negli anni ‘50 e ‘60. Noi non ricordiamo  la radiodiffusione, il centro di ricerca della RAI [che sono stati all'avanguardia, ndr]. Oggi purtroppo… non voglio dire quello che si vede alla televisione, non voglio far commenti su quello che ci purtroppo tocca vedere tutte le sere, ma insomma… il centro scientifico di ricerca della RAI di Torino è stato all’avanguardia, l’Italia ha fatto l’algoritmo di compressione dell’MPEG4, ha inventato dei sistemi di ottimizzazione del suono che sono stati all’avanguardia a livello mondiale. Torino in particolare perché a Torino era concentrato lo CSELT, il centro ricerca della RAI, c’era il Politecnico, c’erano altre istituzioni…

l’Italia deve tornare ad essere all’avanguardia. Noi abbiamo avuto Marconi, e non a caso: non è nato nel vuoto, c’è stata una configurazione di eventi, non si è prodotto un genio casualmente. E’ perché in Italia negli anni precedenti era all’avanguardia, e lo è stata ancora fino agli anni ‘80 e ‘90. Certo è un Paese piccolino, non possiamo competere con Palo Alto, però è un Paese che le potenzialità ce le ha, ha le intelligenze, ha la cultura e lo spazio per crescere in futuro.

Su ricerca e prospettive spero si tornerà in futuro. My personal point is: ok, bello, facciamolo. Perché questo obiettivo, valorizzare la ricerca in ambito tecnologico, non si raggiunge con la divulgazione. Che è sacrosanta: la demand generation, in un Paese in cui meno della metà della popolazione usa Web e tecnologie in maniera abituale, è ovviamente necessaria. Dico spesso che l’Italia è davvero entrata in Rete giusto un anno fa, quando gli italiani su Facebook sono passati da 700.000 a sette milioni. Possiamo considerare il 2008 come anno zero dell’Italia digitale – con quindici anni di ritardo. Pazienza. Però la sfida per tornare all’avanguardia credo non l’abbiamo ancora affrontata.

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2 Commenti »

  • Folletto Malefico ha detto:

    Si: facciamolo.
    Per ora per quanto sia “ok” quello che dice è il solito, purtroppo trito e ritrito, discorso: “abbiamo potenzialità, facciamone uso!”.

    Grazie.

    Manca però il resto.

    E spero che non si riferisca a Working Capital.

    Perché il suo discorso è giusto, molto giusto: Marconi c’è stato perché c’era l’ecosistema. La “configurazione di eventi” di cui parla lui, di cui uno degli eventi sono soldi, finanziatori. Leggi che semplifichino la vita, non burocrazie idiotiche. Non gente che ti chiede: “bella l’idea, ma oggi quanto è il fatturato della tua startup nata ieri?” che sembra non aver mai sentito il fatto che le startup non fatturano dal day 1.

    Ecco.

    Io una cosa chiederei a lui.

    Io credo lui abbia il potere e l’intelligenza di creare l’ecosistema necessario, o almeno una parte di esso. Lo faccia.

    Magari anche solo nel piccolo: paghiamo alla consegna, non a 120 giorni. Eh? Bella utopia vero? L’utopia chiamata “resto del mondo”. :D

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