Dopopranzo, inizia la sessione pomeridiana. Con il classico buonumore geek da californiano, David Sifry, fondatore di Technorati, intrattiene la platea con un po’ di spettacolo.[//] “Quanti qui hanno un blog?”, “Quanti usano Technorati?”… un classico. Poi entra nel vivo dei dati, afferma senza esitazione che il concetto di “spettatore” non esiste più, che non c’è più distanza o differenza tra chi produce e chi usufruisce del contenuto. Più di 60 milioni di blog, 1,3 milioni di post “legitimate” ogni giorno. “Legittimi” perché è già sensibile il fenomeno dello spam (cita un suo amico: “ogni ecosistema ha i suoi parassiti”), ma a parte questo un numero impressionante.
Nel grafico dello storico dei post quotidiani fa notare gli “spike”, i picchi di traffico, che coincidono sempre con grandi eventi mondiali – esattamente quel che accade nel mondo dei media tradizionali. La seconda lingua al mondo, tracciata da Technorati, è il giapponese, ma Sifry si lamenta del fatto che certe lingue nazionali sono sotto-rappresentate perché molte piattaforme di blogging nazionali non vogliono pagare Technorati per essere presenti.
Si prosegue con il chart già noto della classifica tra blog e media, per sottolineare quanti “blog”, se ancora si possono chiamare così, ormai siano avanti e raggiungano un’audience superiore. Insomma, interessante, anche se non posso dire mi abbia cambiato la vita.
Ora la presentazione di Alexis Helcmanocki di Ipsos, che presenta una ricerca pan-europea sull’uso e l’influenza dei blog sui consumatori europei. E, ancora una volta senza particolare sorpresa, afferma che oggi i blog influenzano i consumi più di altre forme di comunicazione e/o pubblicità.


















Lascia un commento