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Visto che l’intervento su YouTube durante il workshop di Google, ieri allo IAB Forum, è stato parecchio deludente, pubblico qui una chart giusto per rinfrescarci la memoria. Aggiungo il conto fatto da Mashable sul miliardo di subscriptions (e altro). Ma soprattutto segnalo The Wilderness Downtown, esperimento di video interattivo in HTML5. Da guardare attentamente. Fino ai dettagli.

The Numbers Of YouTube

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Chiacchierata interessante, quella fatta con Derrick De Kerckhove in occasione dell’ultimo Meet The Media Guru. Il video che trovate sotto ha richiesto parecchio lavoro per scendere sotto i 10 minuti senza perdere il senso di ciò che è stato detto – anche perché non era affatto poca cosa. Partiamo dalla ricerca: nella prima metà del video discutiamo della sua definizione di Punto dell’Essere (riferimenti nel post dell’altro giorno), inteso come momento prospettico di coincidenza tra corpo, mente e macchina. Le interfacce si fanno sempre più impalpabili, afferma, la velocità aumenta, e altrettanto l’i-pertinenza (vedi) di contenuti e significati. Come nel Rinascimento il Punto di Vista della Prospettiva segnava la distanza tra il vedente e l’oggetto osservato, così il Punto dell’Essere identifica l’orizzonte in cui biologico ed elettrico si possono teoricamente incontrare. Il multi-touch ne è un esempio, con questa manipolazione diretta dell’effimero digitale che, invece, in quel momento diventa oggetto, appunto da toccare, e forse parte di noi. Per contesti diversi, ne ha detto benissimo Antonio Sofi in questo suo post.

Nella seconda parte cambiamo registro. Stimolato da una domanda di Massimiliano Guidetti Migliorati, raccolta da Meet The Media Guru su Facebook, passo a chiedergli del futuro del Web, e in particolare delle tecnologie chiuse. E qui Derrick va giù piatto. Critica la chiusura di Facebook (“E’ uno spazio privato, e non hanno mai risolto il problema della proprietà di ciò che viene condiviso lì sopra”) e dell’iTunes di Apple e sottolinea l’importanza di Internet in quanto Spazio libero. Al minuto 6: “Ci tengo, ci conto. Ho bisogno di uno spazio libero, della metafora di una continuazione dello spazio pubblico”. Ma soprattutto critica con forza e senza mezzi termini il Decreto Alfano in discussione in questi giorni: “Saremo tutti imbavagliati, e non possiamo accettare un Fascismo elettronico che sarà molto peggio del Fascismo classico”.

Ma insomma, mi chiedo e gli chiedo, riusciamo ancora a immaginare il futuro o l’abbiamo consumato tutto? A causa di quanto sopra, mi racconta lui, è cambiata la relazione con il nostro immaginario, che è dentro i nostri schermi e non più lineare come ai tempi della scrittura. L’innovazione oggi è composta da una miriade di frammenti che all’improvviso si compongono in un qualsiasi Twitter o YouTube – e chi poteva mai immaginare cosa sarebbero diventati? Potenza della Rete. Finché dura.

YouTube ha fatto un video per festeggiare i suoi cinque anni. Benché sia spiccatamente promo lo segno qua, che serve come spillo su una mappa che non finirò mai di disegnare. Per l’occasione ha anche creato un intero canale e una timeline per ricostruire una “storia dei tormentoni” – ach, l’avevo dato come compito ai ragazzi NABA, ora si trovano il lavoro pronto. Comunque: la storia di YouTube mentre si svolgeva, raccontata su queste pagine, si recupera a questo link. Dopo il salto aggiungo anche la ricostruzione che Jessica Rose fa di Bree, ovvero della storia di Lonelygirl15.

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Pochi oggetti sono geek quanto i Lego, si sa. E l’uso dei personaggi in ambientazioni varie, o la ricostruzione in Lego di situazioni famose, è una delle subculture che gira in Rete.

Che questa abitudine avesse incontrato quella dello spoof dei film famosi, però, mi era scappata – voglio dire, interi. Su YouTube c’è praticamente tutto Matrix, rifatto.

Qui sotto il video di una scena memorabile: Lego Matrix. After around 440 hours of work, and just in time for the 10th anniversary of the original movie release, we are pleased to present to you our Lego version of the famous Bullet Time dodge scene from The Matrix”.

Qui la search per altri video. Mashable ha raccolto i “Lego tribute” a ben 10 film.

Stefano Quintarelli ha pubblicato estratti e commenti sulla battaglia legale Viacom – YouTube, prima e seconda parte. I documenti citati sono mail provenienti dalle diverse aziende coinvolte, il che ci dà una succosa prospettiva di corporate culture (ricordate il “Don’t be evil“? Be’, scordatevelo). In sintesi emerge che i fondatori di YouTube hanno volontariamente violato il copyright, che quelli di Viacom hanno fatto upload illeciti di materiale promozionale di nascosto, e altre amenità. Il New York Times, seriamente, sintetizza i fatti salienti. Dopo il salto la discussione su Friendfeed.

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Il 14 febbraio, si sa, è una data memorabile. No, non per San Valentino, ma perché è il compleanno di YouTube – quest’anno, il quinto. Lo raccontano in questo post: YouTube & the Online Video Revolution. Io credo che pochi altri servizi on-line abbiano avuto un impatto così importante sui nostri costumi, anche se negli ultimi tempi il contenuto generato dagli utenti è stato di nuovo oscurato da quello proveniente dal mainstream, oltre che da Facebook – e anche questo credo meriti una riflessione su come lo sharing possa essere attività limitante, se non c’è anche una produzione in prima persona.

Nelle righe che seguono riprendo un vecchio post che voleva tener traccia delle classifiche dei video più visti su YT nel corso degli anni, argomento che mi serve anche per le lezioni in NABA. Nel frattempo, dal blog di YT, I video più visti nel 2009 e I “Memorable videos” del 2008 (ingl). Il più importante di sempre, comunque, ritengo che sia Pork and Beans dei Weezer che ora si trova a questo link e che embeddo sotto – sperando che duri. Un incredibile remix: hanno creato un video musicale usando le “hit” di YouTube. Meta YouTube?

Qui il video, dopo il salto altre classifiche degli anni precedenti.

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YouTube On Tv

dottavi —  18 November 2009 — Leave a comment

Non mi ero mai accorto di questa pagina: YouTube On TV. Non male.

Youtube_tv

YouTube Biz Blog racconta il caso del video di un matrimonio un po’ particolare: si è svolto sulle note di “Forever”, un pezzo dance di Chris Brown. Un chiaro atto di pirateria. Divertente, però, veder lo sposo far le capriole e la sposa dondolare il bouquet a ritmo disco. Bum, dieci milioni di view. “Ma non è questo che conta”, affermano i commentatori di YouTube, quanto il fatto che

This newfound interest in “Forever” goes beyond the viral video itself: “JK Wedding Entrance” also appears to have influenced the official “Forever” music video, which saw its Click-to-Buy increase by 2.5x in the last week

Insomma Chris Brown ha fatto un sacco di soldi stando seduto sul divano. I dettagli in questa pagina, qui sotto il video, che in un venerdì d’estate rinfresca un po’.

PS Dal punto di vista della cultura Pop direi che diventa anche un benchmark sul matrimonio ;)

Un piccolo riassunto di come sono cambiati gli scenari del marketing moderno. I temi sono certamente noti, ma non per questo meno attuali. Ancora una volta molto interessante anche il format di comunicazione: il tema dei video di ricerca è proprio quello che approfondiremo di più, il prossimo anno, in NABA.

Riepilogo delle notizie più interessanti degli ultimi giorni, raccolte in giro per il mondo:

  • Con un prezzo tra duemila e tremila dollari, la Tata Nano è ufficialmente disponibile. In India, però. Il che la rende anche un’idea per le vacanze. Si potrebbe andar giù in aereo e tornare in macchina. Avventuroso. Yahoo! News
  • Jeff Bezos, il fondatore di Amazon.com, in un momento di shopping compulsivo, spende 847 milioni di dollari per delle scarpe nuove. Nel senso che si compra Zappos.com. Facoltoso. Alarm:Clock
  • Il 12 agosto si tiene, via web, il primo Information Overload Awareness Day. Offre “High-level interaction, knowledge sharing, and learning about the problem of Information Overload“. Insomma, un sacco di informazioni. Contraddittorio. BaseX
  • Dai loghi alle applicazioni. L’EITO stima che in Europa, quest’anno, si spenderanno quasi 33 miliardi di Euro in Mobile data services. Poi ti spiego, Nokia. Promettente. Telecoms.com
  • AMD si prepara alla ripresa con due nuovi stabilimenti per produrre chip: investimenti da 4,2 miliardi di dollari nello stato di New York e da 1,2 miliardi a… Malta. Buono per l’estate prossima. Previdente. MIT Technology Review
  • Al TED Global Eric Giler, CEO dell’americana Witricity, ha alimentato elettricamente tv e telefonini senza usare cavi e spine. Un altro passo verso le spade laser. Futuribile. BBC
  • Al controllo dei documenti per entrare in Iran, all’aereoporto di Teheran, può capitare che ti chiedano se hai un account Facebook. Ma non per chiederti l’amicizia. Anzi. Spaventoso. Foreign Policy
  • Yahoo! compra Xoopit, che fa software per organizzare le foto. Ma la notizia forse è che Reuters l’ha saputo da All Things Digital. Blogosferico. Reuters (e Allthingsd)
  • Bill Gates, stufo di contare i soldi guadagnati con le iniziative no-profit della sua fondazione, fa il freelance per Gizmodo. Nostalgico. Gizmodo

E per finire in bellezza la settimana, un pezzo d’arte che si può appendere in casa. E’ la riproduzione di uno dei più importanti pezzi di cultura contemporanea dal 2005 a oggi: il criceto di YouTube. Ne avevo accennato qua, e lo vedete nell’immagine sotto. Archie McPhee (via Neatorama)

criceto

Doveva accadere: un video musicale collaborativo, a metà tra l’amatoriale e il progettato, se non professionistico. Le note informative dicono che:

This music video was shot for Sour’s ‘Hibi no Neiro’ (Tone of everyday) from their first mini album ‘Water Flavor EP’. The cast were selected from the actual Sour fan base, from many countries around the world. Each person and scene was filmed purely via webcam.

Il risultato (qui sotto) è decisamente affascinante. A intuito direi ispirato dalla YouTube Symphony Orchestra. Alla quale, tra l’altro, ha partecipato anche un italiano.

Forget “multimedia“. Forget even “media“. Forse è possibile ripensare tutto, a partire dal concetto stesso di “content“. Due sono i fenomeni su cui ragiono da un po’, e di cui sto cercando di scrivere per il corso Naba:

  • La parcellizzazione del testo, e quindi lo spostamento dai media alla person-to-person communication. L’abbiamo osservato nell’evoluzione dei giornali, emerge oggi con potenza in Rete in questa seconda generazione di Web 2.0 – es. il micro-blogging di Twitter
  • Il conflitto tra spontaneità e creatività, emerso con YouTube. Voglio dire: il criceto è quasi a 15 milioni di views. What’s media?

Salta il concetto tradizionale di autoralità. Che senso ha, in the long distance, progettare per un media solo? E, soprattutto, che senso ha progettare un contenuto? E’ chiaro che la prospettiva può essere solo quella dello Storytelling transmediale, e della “decentralized authorship”.

Forse quindi non dovrebbe stupire, come invece mi ha stupito, che a vincere l’Interactive Emmy Award dell’anno scorso sia stato The Truth About Marika, un alternate reality game creato su tv, radio, telefonini e… per le strade, con i GPS. Solo l’anno precedente aveva vinto It’s Jerry Time: carino, ma tutto sommato tradizionale.

Se fossi uno che si occupa di format, cinema e tv, come direbbe un mio amico, “ci perderei le notti”. Qui sotto il video promo che ci ricorda, tra l’altro, che questa iniziativa è nata in seno alla televisione di stato svedese.