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Non sarà solo per la colazione, ma la colazione sarà interessante. All’acceleratore che Working Capital – Telecom Italia ha recentemente aperto a Lambrate, Milano, domattina terrò una presentazione sul tema Startup Lifecycle. Ma non solo. La presentazione (che i ragazzi dello Startupweekend di Cagliari hanno visto in anteprima) finisce infatti con una carrellata di… Startup Humor. Per alleggerire un po’ la fatica, certo, ma anche perché aiuta a capire che tutte le startup del mondo attraversano momenti e affrontano problemi simili.

In questo post di Working Capital tutti i dettagli. Domani pubblicherò anche la presentazione in formato video, narrato. Ci vediamo domattina h9:00 in Via Rombon 48. Quantomeno per le brioche.

Le comunicazioni per laureati e laureandi sono già partite da un po’, e sono anche arrivate le prime iscrizioni. Così questo invito, oltre che per chi vuole presentare la sua tesi, è anche per professionisti, persone d’azienda e chiunque possa essere interessato ai temi dell’innovazione digitale vista da una prospettiva particolare, quella di chi la vive e frequenta ogni giorno: gli studenti. L’occasione è la seconda edizione di Tesicamp, il Barcamp per laureati e laureandi.

Tesicamp - Il Barcamp per laureati e laureandi

Sul rinnovato blog tutte le informazioni, altro sulla pagina Facebook e altro ancora negli articoli relativi a eventi e risultati della prima edizione dell’anno scorso. Che non sono stati poca cosa: i tesisti di Tesicamp sono infatti poi passati nelle selezioni per Working Capital, il progetto di Telecom Italia. Ben due hanno poi vinto la borsa di studio. Ed è con non poco piacere anticipare il fatto che anche quest’anno Working Capital ha concesso la sua sponsorizzazione all’evento :)

“Raccontare le tante Italie, e non la solita Italia che conosciamo, che si raccolgono intorno a una moltitudine di micro-webtv, di paese, di quartiere e a volte anche di condominio”. Così Giampaolo Colletti, fondatore di Altratv.tv. Un aggregatore, appunto, di micro-webtv. Prossimi obiettivi: programmazione e palinsesto comune. Non riesco a non pensare agli inizi di Mediaset, con le videocassette che giravano per le tv locali per aggirare il vincolo della diretta. Auguro ad Altratv altrettanta fortuna, e mi candido subito per il telegiornale.

Qua sotto il video in cui Giampaolo racconta i dettagli.

Working Capital, iniziativa Telecom Italia per le startup, ha sempre creato discussioni, interesse e… critiche. Tra queste la principale è che si tratta di un progetto troppo spostato sulla comunicazione e poco, invece, sul reale supporto alle nuove iniziative. E cioè, in sintesi, “Non basta, ne vogliamo di più”. Sono d’accordo. Ma tra tutti i possibili difetti di un progetto, questo mi sembra il più auspicabile.

Telecom Italia, in questo secondo anno, ha cambiato mira: ora ogni tappa del Tour consegna cinque borse di studio a giovani ricercatori, mantenendo il processo di selezione delle startup, più lento, come iniziativa parallela. Dobbiamo restare attenti per capire cosa uscirà alla fine. Ne vogliamo di più, sì, e meglio. Ma soprattutto anche da altri. Dove sono le grandi aziende italiane, del settore IT ma non solo? Perché non hanno iniziative simili? 540 business plan è un bel numero. Che ne dite di arrivare a 5.000?

Mizzi racconta risultati e piani di Working Capital 2010 nel video qui sotto.

Bravi Stefano ed Elena, vicitori della borsa di studio da 20.000 euro di Working Capital. Li abbiamo conosciuti al Tesicamp dell’anno scorso, di cui Telecom Italia è stato sponsor, e anche per questo motivo le tesi di laurea o di ricerca presentate in quell’occasione sono finite nelle selezioni per le borse. E’ stato un grande piacere ritrovare sul palco alcuni di loro. Qui sotto il video dell’intervista a Elena, in cui fa riflessioni interessantissime su come sviluppare magazine per iPad e altri nuovi dispositivi. Qui la sua presentazione. A questo link altri post su Tesicamp.

S’era già detto che Balsamiq è “La startup più amata dagli startupper”. E ora che ho conosciuto Peldi ho capito bene perché. Pragmatico – anzi “Terra terra” dice lui, e “Concreti” ribadisce il suo amico e socio Marco – e di una simpatia esplosiva. Qui sotto il video dell’intervista che gli ho fatto al Working Capital di Bologna, con in più alcuni passaggi del suo speech. Da non perdere gli ultimi due minuti.

[Ho conosciuto Claudio Poli, sviluppatore di Audiobox.fm con la sua iCoreTech Labs, per uno scambio di mail su Ruby On Rails (vedi),e poi tramite una chiacchierata telefonica. Nel frattempo la sua iniziativa è cresciuta ed è diventata un prodotto completo: è un player musicale personale “In the cloud”, come si usa dire – o, per capirsi, una sorta di iTunes via Web: fai l’upload della tua musica e potrai sentirla dove vuoi, con il browser o una applicazione iPhone.

Del tema Streaming musicale e Internet ha parlato anche il blog di Working Capital, che in questo post cita qualche servizio estero. Claudio sta costruendo la sua idea praticamente da solo, a parte le collaborazioni: NextInnovation racconta la sua storia. Ma già ora ha portato Audiobox ad avere funzionalità intriganti, come il riconoscimento dei tag dei file MP3 e, per esempio, l’associazione automatica delle cover dei dischi. Dopo il salto trovate la recensione, a cura di Fabio Mattia. Nella prossima versione – di cui vedete qui sotto due shot in anteprima – conta di introdurre anche funzionalità social, per esempio di condivisione dei gusti musicali. -ad]

audiobox

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Il primo risultato concreto comunicato da Working Capital, il fondo di Telecom Italia per start-up recentemente esteso a laureati e laureandi, è la borsa di studio per Andrea Lo Pumo, inventore di un nuovo modello di Rete: Netsukuku. Un PDF di intro, con interessanti considerazioni sui limiti della topologia dell’Internet attuale, si trova in questa pagina. In grossa sintesi si tratta di una architettura per convertire ogni punto di rete wireless Wi-Fi in un sistema di smistamento del traffico e di gestione della rete stessa. All’atto pratico si avrà un software in grado di generare reti paritetiche (Mesh Networks), in grado di operare indipendentemente dall’Internet attuale e che saranno tanto più efficenti e capaci tanto più crescerà il numero di utenti collegati – l’esatto contrario di quanto accade oggi. Andrea racconta qualcosa di sé in questa pagina e nel video sotto, di cui fenomenali i primi minuti, sulla concretezza matematica.

Domani, nell’aula magna dell’Università Bocconi, qui a Milano, ci sarà l’ultimo appuntamento 2009 con i Working Capital Barcamp. Sono 45 le presentazioni che si sono registrate. Altre info nella pagina su Facebook.

Giornata di lavoro intenso, quella del TesiCamp dello scorso 9 ottobre. 35 presentazioni di tesi e 130 partecipanti totali – tra i quali studenti, professori, professionisti e aziende. Ma soprattutto una conversazione che si è sviluppata bene, dall’imbarazzo iniziale alle movimentate discussioni tra tutti e su tutto. Primo risultato: per quasi tutti i ragazzi si è trattato del primo Barcamp e questo è segno che il formato, in ambiente universitario, non era ancora passato. Ma è piaciuto. Su tutti, da segnalare i post di Alessandro Fontana e di Guido Arata, che hanno vissuto l’evento da due punti di vista diversi, e le impressioni di Lisa Di Sevo di dPixel.

Qualità contenuti e presentazioni: mediamente molto alta nel primo caso, da migliorare nel secondo. Segno che la logica dell’equilibrio ha funzionato, e che è necessario farne a nastro, di queste esperienze. Non ci sono veri trucchi, per fare una bella presentazione. Bisogna pensare bene. E per questo bisogna fare, cancellare, rifare e poi ripetere. Lavoro importantissimo anche in prospettiva: Gianluca Dettori, al Barcamp di Working Capital dell’altro giorno, diceva proprio che dei tantissimi progetti ricevuti molti vengono scartati per presentazioni… impresentabili. E importante anche per un colloquio di lavoro in azienda.

I contenuti, cioè le tesi, dicevamo: eccole su SlideShare. Qualche segnalazione: Alessandro Fontana e Lara Ermacora, con Cinema e Videogame hanno vinto la pubblicazione in Editing The Future; Laura Gioria e il Serious Gaming; Elena Favilli su Citizen Journalism e l’esperienza di Colors, la rivista di Benetton; Stefano Besana e la sua ricerca su Social Network e apprendimento; Arianna Cavazza con un bellissimo lavoro – non stupisce, visto che si laurea con Giovanni Boccia Artieri ;) – dal titolo Otaku, Geek e Blogger che indaga la sociologia di nuove forme tribali, tra cultura pop, Rete e “Noolitico” (triplamente interessante per il sottoscritto perché si lavora sugli stessi riferimenti anche in NABA Media Design). Selezione puramente personale, of course, perché tra i 28 lavori pubblicati finora (alcuni devono ancora arrivare) troverete senz’altro altri spunti interessanti. Ve li raccontano direttamente alcuni dei ragazzi con le interviste raccolte nel video qui sotto. In questa pagina trovate anche altri video correlati. Su Ustation.it i video delle interviste in integrale. Qui l’elenco completo dei partecipanti.

“Perché lo introduttore ha per nimici tutti quelli che delli ordini vecchi fanno bene, et ha tepidi defensori tutti quelli che delli ordini nuovi farebbono bene…”, diceva Macchiavelli. Sembra preciso il pensiero di Mario Calabresi, direttore de La Stampa, almeno stando al video, che aggiungo anche qui sotto, del suo intervento alla tappa torinese di Working Capital. Ci vuole un doppio motore, dice. Il primo per sviluppare la propria idea, il secondo per contrastare l’intervento di chi vuole mantenere lo status quo. E magari richiede, aggiungo io, più cavalli del primo. Ma è destino di tutti gli “introduttori”, almeno nell’Italia odierna.