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LOVE THE SOCIAL. SOCIAL HARD WORK. LOVE DOING IT. OR FIND PARTNER THAT DO. IF NOT DOING IT FOR THEM? YOU FAIL. IF NOT LIKE DOING IT? YOU FAIL. IF NOT WANT TO LISTEN, NOT WANT THEM DO THINGS, NOT WANT LET COMMUNITY GROW ON OWN? YOU FAIL.

BUILD STARTUP IS JUMP OUT WINDOW, INVENT WINGS ON WAY DOWN. BUILD COMMUNITY IS JUMP INTO WHIRLWIND, MAKE IT A HURRICANE. JUMP NOW.

How To Social – Guest post on AVC. Praticamente la Bibbia. C’è tutto e niente da aggiungere. “Jump Now”. Se hai il coraggio.

Startup Is Jump Out Window, Community Is Jump Into Whirlwind

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Se quel che pubblichi su Twitter o Facebook ha l’intento di indirizzare il traffico verso il tuo sito, Bitly, famoso url shortener con un simpatico servizio conta-click, ha trovato le ore migliori per il click-through: per Twitter l’orario migliore è il primo pomeriggio da lunedì a giovedì, mentre il contenuto pubblicato il mercoledì alle 15:00 è quello che genera le migliori riposte da Facebook. Chiaro poi che click-through ed engagement sono due variabili indipendenti. Infografica veloce ma intrigante:  Continue Reading…

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Bellissima infografica vintage dei… Social Media? Non solo. ICQ c’è ancora! Ho sicuramente il numero segnato da qualche parte. Divertente anche che, racconta Social Times, questa infografica riporti le statistiche degli utenti per quasi tutti i siti, anche quelli che non esistono più. “Abbiamo utilizzato i dati attuali per i network che sono ancora in giro”, hanno chiesto a Layla Hatia di Citizen Brando, che ha realizzato lo studio. “Invece, per quelli che da allora hanno chiuso, abbiamo calcolato la loro quota di mercato quando erano al picco e abbiamo stimato quanto grandi sarebbero nel 2012. Per esempio, la base utenti di picco per CompuServe nel 1997 era di 2,5 milioni di euro, che equivale a circa il 3,57 per cento degli utenti totali di Internet in quell’anno. Se dovesse esistere con le dimensioni di oggi, avrebbe oltre 80 milioni di utenti!”. Wow. Per l’infografica completa:  Continue Reading…

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Uscito da qualche tempo, ha esaurito la prima edizione. Buon motivo per dare un’occhiata alla ristampa, in libreria. E’ il Manuale dell’E-Commerce, scritto da Daniele Vietri e Giovanni Cappellotto per Hoepli. Dicono gli autori che si tratta di “Un manuale dedicato ad aspiranti imprenditori, commercianti che hanno capito la forza di internet, consulenti, professionisti, manager e agenzie. Per imparare come si progetta, realizza e gestisce con successo uno shop, come sfruttare gli strumenti del web, ottimizzare il nuovo canale di vendita e fare profitto”. Vietri e Cappellotto mi hanno chiesto la prefazione, che copio qua. Sono alcune riflessioni sul prossimo futuro di questo settore che, credo, ci riserva interessanti novità.

Il decennio del commercio digitale
La stranezza è che ormai ci siamo quasi abituati, e non ci stupiamo neanche più. In questi ultimi dieci anni la Rete ci ha riservato straordinarie sorprese, nel bene e nel male, e grandi trasformazioni delle nostre abitudini personali e dei modi di fare affari. Continue Reading…

Del mio contributo a #Makers12 ho scritto qua: spero presto arrivino online altre documentazioni su World Wide Rome. Parecchio tempo fa, invece, ho avuto il piacere di essere intervistato dalla sempre brava Maria Petrescu per Intervistato.com, bella iniziativa che porta avanti con Jacopo Paoletti. E’ un contributo di agosto scorso, ma il momento è appropriato: con Maria partiamo discutendo di Social Media e aziende. Alla fine del primo video (sono in totale cinque, per un totale di un’ora di intervista) racconto la nostra visione del Social Commerce. Ma già nel secondo video racconto del movimento del Do-It-Yourself, dei Makers e di Futuro Artigiano – heck, chiedo scusa a Stefano Micelli per il nome ma il libro era appena uscito.

Interessanti, se posso dire, anche la fine del terzo video e l’inizio del quarto in cui parliamo di cosa potrà succedere tra qualche anno e di deep innovation, cioè delle trasformazioni profonde del tessuto sociale come le Economie di Rete di cui abbiamo parlato a Roma. Divertente.

Jacopo e Maria seguono il tema del Social Commerce anche su Social-Commerce.it

 

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Niente male. Una lunga infografica che fa da riassunto su come usare i Social Media per costruire una userbase – utile soprattutto per le startup: non serve tanto che “Ne parlino in tanti”, bensì che “Ne parlino quelli giusti”. Perché l’importante non è fare promozione: i Social Media per le startup servono a capire il mercato e raggiungere quei primi utenti che parteciperanno alla validazione dell’idea, innescando eventualmente il word-of-mouth. Il miglior consiglio, insomma, è quello quasi in fondo all’immagine: “Make great content”Continue Reading…

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Risorsa notevole: quelli di Socialbakers raccolgono statistiche piuttosto interessanti sugli utilizzi di Facebook (e altro) da parte delle aziende, per pagine e applicazioni. Nell’infografica qui a seguire, il report sui Top 10 brand e media italiani, per numero fan e indice di engagement – con rilevanti differenze tra i due risultati. Continue Reading…

Twitter 2011 #YearInreview

La lotta tra i due campioni si fa divertente. Facebook cerca di diventare più simile a Twitter con la funzionalità di Subscribe pubblico (vedi su Mashable), Twitter vuole assomigliare di più a Facebook con la nuova interfaccia, Fly (vedi anteprima). Una battaglia che segna il cambiamento radicale che si è verificato quest’anno nella storia dei Social Network, con il passaggio dalla strategia centrata su utenti e relazioni verso quella basata su condivisioni e interessi (vedi gli annunci di Zuckerberg all’ultimo F8). In altri termini, l’origine dell’informazione è sempre meno legata al network di contatti stretto che abbiamo costruito e sempre di più, invece, a quello aperto. Oltre a ciò che scrive il mio contatto, Continue Reading…

Ricordate TweetLevel, il tool per valutare l’influenza su Twitter? Dopo un lungo stop sta per essere riattivato: è atteso per domani. Un anno fa aveva fatto parlare parecchio di sé stimolando alcune riflessioni interessanti sul tema dell’engagement, soprattutto su come il numero di follower non sia affatto la metrica più importante. A questo proposito, dopo il salto allego un interessante paper scientifico i cui risultati confermano proprio questa teoria.

twitter edelman tweetlevel

Certo, in Italia privilegiamo Facebook, ma i ragionamenti restano validi per qualsiasi ambiente. TweetLevel e il nuovo BlogLevel offrono degli spunti interessanti proprio per valutare la propria presenza sui Social Media con un’ottica più ampia del solito. Personalmente fa piacere vedere che la mia presenza su Twitter è progredita, ma meglio ancora capire su quali punti posso migliorare.

La domanda di quest’anno (e se qualcuno avesse suggerimenti gliene sarei grato) è come misurare, e non semplicemente valutare, la capacità di lead generation dell’attività sui Social Media. Sull’efficacia, invece, abbiamo pochi dubbi: gli studi che stiamo facendo con Blomming ci dicono che le conversioni delle visite provenienti da attività organiche sui Social Media sono dieci volte superiori di quelle provenienti da pianificazioni pubblicitarie, per quanto a target e basate su search o behaviour. Il che, tutto sommato, non stupisce.

Segue il paper dall’illuminante titolo Measuring User Influence in Twitter: The Million Follower Fallacy. Continue Reading…

Doveroso marcare il momento in cui anche un incontro classicamente a porte chiuse come l’Assise di Confindustria si è aperto – suo malgrado – ai commenti spontanei di uno dei partecipanti. E’ stato L’Imprenditore: qui il suo Twitter, qui il post sul suo blog. Lui si riconosce facile:

L'imprenditore Assise Confindustria Live Tweeting

Lol. Ha fatto scalpore (oltre che sul TG è finito anche su Repubblica) sia per l’uso dei Social Media – ricorda un po’ la storia del Kremlino – sia per ciò che ha detto. Una volta tanto, una voce diretta, senza intermediazioni, che commenta pacatamente e dice chiaro quello che pensa. Il suo blog è da leggere tutto.

Bella riflessione su Harvard Business Review: Unlocking the Mayor Badge of Meaninglessness. E’ una estesa critica al concetto di gamification, ma Ricercare il significato è ovviamente spunto molto più ampio.

It doesn’t matter whether I’m talking to an investor, C-suiter, or an entrepreneur. Most of them — like most of the general public — answer the question, “What does social media mean to you?” with “It’s stuff that helps you make ‘friends, digitally!! Do you want to be my friend?”

“Sure” I usually reply. And then I say: “But thinking of social tools that way is a little bit like using a positronic brain multiplier from the 25th century to tie your shoelaces faster. Here’s a more powerful, resonant — and disruptive — way to think about social media. At the end of the day, conceiving of it purely as tools to help people build larger quantities of less and less meaningful, potent, relevant “relationships” is to minimize its potential — and that might just be exactly what’s holding you back. Think of the “social” in social media the way economists use the word: to represent society. The right function of “social” tools is to give yesterday’s creaking, rusting institutions social — as in societal — significance. Social doesn’t just mean friends — it means society.”

Grassetto mio. Via Robin Good su Twitter.

“Social network ad spending is on the rise”, dice Flowtown citando eMarketer. “US advertisers will spend nearly $1.7 billion on social sites this year”. Però.

Social Media Advertisement Spending 2010