Archives For retrocomputing

compuserve advertisement, 1982

“Someday, in the comfort of your home, you’ll be able to shop and bank electronically, read instantly updated newswires… and play Bridge with three strangers”.

Bridge? Chi diavolo gioca più a Bridge?

CATWALK - gif animate

Dalle profondità dei dischi fissi. Ai confini dello spazio profondo. Oltre la Twilight Zone. Mettetela un po’ giù come vi pare ma guardate cosa ho ritrovato… Un tempo si sarebbe detto “Scarica gratis per creare un sito che attragga più utenti!”. OMG, I’m ROTFL!  Continue Reading…

Player One di Ernest Cline per Kindle in italiano “Sai di esserti incasinato la vita quando tutto il tuo mondo finisce in merda e l’unica persona con cui puoi parlare è il tuo System Agent software”. Basterebbe questa frase per giustificare l’acquisto di Player One, capolavoro geek di Ernest Cline. Ambientato in un MMORPG (Massively multiplayer online role-playing game, Wikipedia) che, in un futuro non lontano, viene usato dalla maggioranza della popolazione mondiale. Un po’ come ci possiamo immaginare il prossimo Facebook più Oculus (vedi). Cline lo racconta così:

Feci la conoscenza di OASIS quando ero ancora molto piccolo: mia madre lo usava come baby-sitter virtuale. Quando crebbi abbastanza da poter indossare un visore e un paio di guanti aptici, la mamma mi diede una mano a creare il mio primo avatar su OASIS. Poi mi piazzò in un angolo e se ne tornò al lavoro lasciandomi solo, a esplorare un mondo completamente nuovo, totalmente diverso da quello che avevo conosciuto fino ad allora. Continue Reading…

05_1962_Apparecchio Telefonico Sit-Siemens BIGRIGIO

“Per mia nonna questo era un Social Media…” dicevo alla slide numero quattro di questa presentazione del 2007. E l’illustrazione era quella qui sopra, il magnifico Sit-Siemens BIGRIGIO (scritto proprio così, chissà perché) risalente nientepopodimenoché al 1962. Una delle poche cose sul pianeta più vecchie di me, insieme ad alcuni degli altri telefoni che trovate nella fotogallery qui a seguire.  Continue Reading…

“Say… What? Is this a phone?!?“, dice il bambino all’inizio. Divertente.

ACM.org listsrv old internet tools

Mi sono disiscritto da una mailing list di ACM.org e ricevo il messaggio qui sotto:

Command confirmation request (92576FF5)

Your command:

SIGNOFF ACM-WEBINAR

requires confirmation. To confirm the execution of your command, simply
click on the following link…

Alternatively, if you have no WWW access, you can reply to this message
and type OK as the text of your message. If you receive an error message,
try sending a new message to [indirizzo LISTSERV] (without using the
“reply” function) and type OK 92576FF5 as the text of your message.

Il link mi porta alla pagina di conferma dell’immagine sopra, chiaramente un gateway web del sistema con interfaccia a caratteri. Leggendo “If you have no WWW access” ho avuto un momento di nostalgia :)

Info: Listserv su Wikipedia.

super-mario-arcade-retro-games museum of modern art

Oh gosh. Lo dicevo a mia madre che le ore che passavo ore davanti ai videogiochi non erano una perdita di tempo. Era arte. O almeno lo è diventata. Il Museum Of Modern Art di New York ha acquisito 14 videogiochi, tra cui Pac-Man, Tetris, The Sims e Another World per la loro prestigiosa collezione di oggetti d’arte e di design. E, dice Good, “Nel corso dei prossimi anni sperano di aggiungere altri 40 titoli come Spacewar!, Space Invaders, Donkey Kong, The Legend of Zelda, Street Fighter, e Minecraft”. E Asteroids? Come si fa senza Asteroids?

PS Autopromo: se ti piacciono queste cose dovresti dare un’occhiata agli sticker murali ubergeek di Elzapoppin.

vintage-advertisement-retro-adv-electronic-clock

Quei fantastici matti degli Evil Mad Scientist hanno ritrovato un numero di Popular Electronics del ’76 e ne hanno scannerizzato alcune parti, tra cui bellissime pubblicità vintage.  Continue Reading…

Ci sono tanti inventori e industriali che hanno partecipato alla nascita del Personal Computer. Ma quello che ha fatto veramente partire l’industria è questo:

First Personal Computer, IBM PC 1981

Era l’agosto del 1981, ricorda Business Insider, che pubblica anche il video della pubblicità della versione successiva, l’AT, con un imitatore di Charlie Chaplin. Ripensandoci, la cosa divertente è che non è stato davvero fatto da IBM. La grande corporation non era interessata al business nascente dei pc, e così ha creato un gruppo distaccato in una sede secondaria, a Boca Raton, Florida, dando in mano a Don Estridge poche persone e poche risorse. Estridge ha così scelto di creare una piattaforma che oggi diremmo “aperta”, basata su standard accessibili a diversi fornitori, sia per l’hardware sia per il software. E così, un anno dopo il lancio,

“The PC, as usual, dominated the press clippings, a fact that has been driving IBM’s senior management nuts. The PC accounted for roughly 0 percent of IBM’s revenue and profits, yet it had struck such a chord with the public that that’s all the press wanted to cover. Here IBM made these enormously profitable mainframes that were on the cutting edge of technology, yet all anybody wanted to write about was a toy machine. And there was Don Estridge’s face plastered all over the clips, as though this midlevel manager was the most important at IBM…”

Ripensandoci, è davvero una storia da startup e disruptive innovation. E Don Estridge, morto non molto tempo dopo in un misterioso incidente aereo, merita di essere annoverato tra i grandi padri fondatori di quest’industria.

PS La citazione è tratta da Big Blues, un vecchio libro sulla storia di IBM e il suo sfascio degli anni ’90.

Da un documento interno Blomming che ho appena scritto per cercare di far comunicare meglio quelli di sviluppo prodotto con quelli (in realtà, quelle) di content and community. Ovvero tennici e utonti, nella nomenclatura sotto:

Per i non TENNICI:

  • Le Mods (modifiche) sono quelle cose che vorresti aggiungere, o azioni che preferiresti fare in altro modo. L’UTONTO di solito chiede “Ma [nome del tennico] non potresti mettermi [un campo, una funzione, un cippalippa] per fare così cosà?”. Tipicamente quelli di Tech dicono sempre sì e non lo fanno mai (oppure rispondono di studiarti Ruby)
  • Le Edit sono ritocchi a funzioni esistenti. Tipicamente finiscono in fondo alla lista delle priorità
  • Le Annoyances sono ragionamenti di usabilità, quindi tipicamente coinvolgono più funzioni e rispondono alla domanda “Hiiiicheppalle fare così non possiamo fare cosà?”. Anche in questo caso i tennici, tipicamente, ti dicono di sì ma in realtà pensano “Utonti subumani, non capiscono il mio prodotto che è perfetto così” (una delle Leggi di Murphy: “In origine Dio creò il Computer e il Programmatore. Poi creò l’utente, e il Paradiso Terrestre finì”). Però in questo caso di solito hanno torto, per cui è il caso di spiegarsi bene e insistere. Tipicamente il tennico lo freghi se nel discorso metti delle IF maiuscole. Anche se non significano niente, li ipnotizzi perché stanno lì ad aspettare ENDIF e finché non arriva stanno in loop e puoi fargli fare quello che vuoi (usare con giudizio, qualcuno ha rischiato il coma irreversibile)
  • Flawn: è ciò che è più vicino a un bug, ma non è un vero e proprio errore. Per la precisione è una debolezza di progettazione. Un caso tipico è l’utonto che dice “Perché fare $questo è così complicato?” e il tennico risponde “Perché così puoi fare $anche”. E l’utonto: “Ma io non voglio fare $anche, voglio fare solo $questo”. Il tennico a quel punto scuote la testa. Un esempio più preciso è quando riesci a beccare un modo più veloce per fare una cosa qualsiasi. Questo è l’unico caso in cui l’utonto può acquisire del rispetto da parte del tecnico, perché si tratta quasi di un hack (nel senso originario), che è il massimo. In Hackers – Heroes of the computer revolution Steven Levy racconta che si facevano gare a chi riusciva a sviluppare una determinata funzione col minor numero di righe di codice: “To bum out lines of code”. Per cui la gara è questa: vince chi trova il modo più brillante, compatto, veloce ed efficace per fare una qualsiasi cosa. Hack it out and you’ll be a superstar!

E comunque ricordate:
Qualunque bug sufficientemente avanzato e’ indistinguibile da una caratteristica del software.
— Rich Kulawiec

:)

In effetti è stato quello qui sotto, e non questo, il mio primo computer. Lo ZX Spectrum. Girava sul processore Zilog Z80, progettato da Federico Faggin. Riuscire a fargli caricare da cassetta lo Hobbit era già impresa ardua. Molto british.

ZX Spectrum 48k

Curiosità: Clive Sinclair sembra avere i tratti dell’inventore strano, quello col cappello con l’elica. Ancora oggi gira con un regolo in tasca. Ma tra le sue idee significative va annoverata anche la mini-tv. Nel 1966.

Pingdom ha una storia curiosa, con bellissime foto, per gli appassionati di Retrocomputing on steroids: “Ten of the coolest and most powerful supercomputers of all time“. Qui sotto la mitica Connection Machine. Non è bellissima? Chissà se si trova usata :)

Connectionmachine

Nel frattempo è uscita la nuova Top500, cioè la lista dei supercomputing più potenti del mondo.