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“Say… What? Is this a phone?!?“, dice il bambino all’inizio. Divertente.

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Lo dice un americano, Ben Thompson (Growth Engineer in Automattic), ok? Fate finta che io non l’abbia detto centinaia di migliaia di volte. Su Stratechery:

THE MOST PRECIOUS COMMODITY IS USER TIME
When Facebook allegedly offered $3 billion for Snapchat, there was the usual griping about Snapchat’s lack of revenue. As I noted at the time, this completely misses the point. Revenue follows user attention, not the other way around; unlike money, there is a finite amount of minutes in the day, and a finite amount of users. To put it another way, attention is a zero sum game; every minute spent in Snapchat or LINE or WhatsApp is a minute not spent in Twitter or Facebook or Instagram.

Giusto così per divertirsi con quelli che continuano a non capire quale sia il modello di business dei Social Media.

Lo spot Audi “Land of Quattro” mi ha colpito. Non solo e non tanto perché diverso dalle solite pubblicità automobilistiche insulse, con gente che si butta da aerei, sbuffi di colore o macchine che saltano da un tetto all’altro – che non riesco proprio a capire. Ma perché quando ho visto i primi frame ho pensato “Finalmente un bel promo dell’Italia!”. E invece no, è lo spot di un’auto. Ma del tutto diverso dalle solite sciocchezze. Dettaglio campanilistico: quella chiesa sulla rocca col mare in tempesta è Porto Venere, in Liguria, vicino a La Spezia. Dettaglio social: sul sito Audi si trova in questa pagina, ma non si può condividere. Dettaglio di produzione: è dell’agenzia Verba, di Milano, con un team tutto italiano a cui vanno i complimenti. Altro dopo il video, spettacolare. E anche sul fatto che la pubblicità a volte riesce ancora a diventare contenuto interessante ci sarebbe da dire.

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L’aspetto più divertente è che nell’immaginare il Telepass (circa a 0:30 nel video sotto) in realtà si sono sbagliati. Oggi non abbiamo bisogno di strisciare la carta di credito. In compenso, così, hanno inventato anche i mobile personal POS. Poi c’è tutto: videoconferenze, remote learning, e-health. E una rete dati mobile che funziona, i tablet, e quasi tutto il resto. Pubblicità AT&T del 1993. In fondo non ci vuole molto a inventare il futuro. Basta crederci.

eMarketer - Online Ad Spend Surpasses NewspapersSe quanto dice eMarketer fosse vero anche solo per metà sarebbe comunque un milestone storico, da segnare. Secondo la società di ricerca il 2010 vedrà, per la prima volta, il sorpasso della spesa pubblicitaria online rispetto a quella sui quotidiani. Il cui budget si mantiene su una ripida progressione di discesa: “The spending gap will widen significantly next year, as total newspaper spending falls again to $24.6 billion and online climbs to $28.5 billion”. Online Ad Spend Surpasses Newspapers.

(via Luca Galli)

“Social network ad spending is on the rise”, dice Flowtown citando eMarketer. “US advertisers will spend nearly $1.7 billion on social sites this year”. Però.

Social Media Advertisement Spending 2010

Social Media Vintage Propaganda

dottavi —  8 December 2010 — 1 Comment

Si erano già visti in giro, ma non mi era mai capitata la collezione completa. Eccola qui (dopo il salto per chi passa dall’home page).

Vintage Facebook Propaganda

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Rimettendo a posto uno scaffale nella vecchia casa di famiglia, qualche tempo fa, è riemersa nientepopodimenoche una Guida ai prefissi teleselettivi – ohibò. Marchiata SEAT. In ultima pagina dice “Conservate questa guida: I prefissi teleselettivi non cambiano”. Be’, insomma… :)

Comunque, begli occhiali…

In occasione di IAB Forum ho incontrato Michele Marzan, managing director di Zanox Italia (dal 2007 parte di Axel Springer e PubliGroupe) che mi ha raccontato le novità dell’azienda in ambito Affiliate e Performance Marketing (Wikipedia). In particolare ha commentato la recente apertura verso gli sviluppatori per Facebook e iPhone, che possono ora integrare strumenti pubblicitari Zanox nelle loro applicazioni, ottenendone così una forma di monetizzazione. Alcuni esempi si trovano nell’Application Store. Per stimolare queste iniziative Zanox ha anche aperto un Campus che definiscono “Un po’ incubator, un po’ Think Tank dei moderni modelli di business online, un po’ da ponte di collegamento con i progetti e i partner della Silicon Valley. Lo zanox GAP Campus nasce con l’obiettivo di sostenere i nuovi talenti del Web e sviluppare in modo innovativo le potenzialità di Internet”, e ne è stata aperta anche la versione italiana nel giugno scorso. Altre informazioni sul blog italiano dell’azienda e nella video-intervista qui sotto.

Advertising Apocalypse

dottavi —  9 September 2009 — Leave a comment

Non è che si possa commentare in alcun modo, un’affermazione del genere: “The only bright spot is cable TV advertising, which managed to grow 1.5% year-over-year. Internet advertising fared OK, shrinking just 1%. The rest was ugly”. Nel grafico sotto Silicon Alley Insider analizza gli andamenti pubblicitari nordamericani della prima metà 2009 su stesso periodo 2008:

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In questi giorni si è tenuto a Cannes il tradizionale festival della pubblicità: Cannes Lions 2009. Sponsor, anche quest’anno, Microsoft, che ne parla qua.

Cannes Lions 2009

Una cosa mi sembra chiara: che non c’è niente di chiaro. E’ un periodo che definirlo di turmoil è banalizzare. eMarketer titola No Global Ad Recovery Until 2010, prevedendo un calo complessivo, Western Europe 2009, dell’11% e worldwide del 5,5%. Ancora peggio i dati italiani, almeno stando alla sintesi Nielsen di aprile, come riportata da Primaonline. Altrettanto dicono i 602 intervistati per il convegno “La pubblicità è servita” del Politecnico di Milano dello scorso 17 giugno (questionario online). Se ne trova traccia in questo post su Marketing Reloaded e, soprattutto, nelle slide di Giuliano Noci che ripubblico qui sotto. Da segnalare la consapevolezza che, dopo 75 anni, l’era “Interrupt and repeat” è giunta al termine (slide 10), perché “Altre piattaforme raggiungono la grande platea” (slide 12) e insomma “Il consumatore ha irrimediabilmente [sic!, ndr] il controllo”, tanto che “L’83% dei giovani americani rifiuta il modello Interrupt and repeat” (slide 15). Verrebbe da pensare che ci sia un cambio di tendenza.

Nota: ho dovuto togliere le slide perché è stata attivata la partenza automatica del video iniziale, che è di pura promozione. Purtroppo bastano azioni come questa per contraddire qualsiasi dichiarazione programmatica come quelle sopra. E’ chiaro che l’imposizione forzata di un messaggio pubblicitario (qualsivoglia) appartiene ancora all’era – dichiaratamente conclusa – dell’Interrupt and repeat. In questo contesto, invece, ci si confronta con le cose da dire, non con i messaggi. Le slide sono comunque a questo indirizzo.

In conclusione, una nota positiva con un dato in controtendenza, almeno per l’online italiano. L’altro giorno in Microsoft per l’incontro con Pietro Scott Jovane Unplugged di cui racconta il loro blog MClips, ho chiacchierato con Massimo de Magistris, digital solutions director Microsoft Advertising. Mi ha raccontato che la loro raccolta di giugno sta andando bene, sopra le previsioni. E che di solito il mese è un indicatore per l’andamento dell’ultimo quarto dell’anno, su cui quindi hanno sentimento positivo. Speriamo.

PS Nello stesso tempo, però, si dice che Microsoft stia cercando di vendere Razorfish (che ha un sito Flash ma bellissimo).

Luca Lani, CEO di SMG, propone una riflessione molto interessante sulle affermazioni di Ted McDonnell, responsabile adv on-line di Procter & Gamble. McDonnell dice:

“Chi dice che [Facebook] è un Media? Un Media è qualcosa che puoi comprare e vendere. Il Media ha un magazzino di spazi. Il Media ha spazi invenduti. Qui [in FB] gli utenti non generano un media, ma ci vengono per parlare con qualcun altro. Così, a me sembra un pò arrogante… noi ci introduciamo nelle loro conversazioni, nei loro pensieri e sentimenti, e cerchiamo di monetizzarli”.

Luca concorda e aggiunge:

“L’advertiser vuole sempre un “contesto” per la sua pubblicità. Finire con dei banner in mezzo ad una discussione privata è un problema”.

Problemi ce ne sono tantissimi, ma è per un ragionamento simile che qualche giorno fa ho tumblato questa immagine:


(Image credits: Cocoip)

Visto lo scrupolo che si pongono McDonnell e Lani, faccio il bastiancontrario e lancio una provocazione: ma questi non sembrano proprio banner in uno spazio sociale???

Bel rompicapo eh? :)

PS Le dichiarazioni di McDonnell su Silicon Alley Insider.