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Douglas Rushkoff at HelloEtsy Berlin - Program or be programmed

“In the emerging, highly programmed landscape ahead, you will either create the software or you will be the software”. E’ incredibile come, 18 anni dopo Cyberia, Douglas Rushkoff abbia ancora più forza di allora nello spingere a capire e a prendere possesso delle tecnologie, pur essendone diventato un critico. O forse proprio per questo: proprio perché le capisce profondamente ne conosce rischi e pericoli. Il suo “Be programmed” ha infatti due implicazioni. Da una parte è un gioco di parole sul diventare un “programma” in senso televisivo. Dall’altra si riferisce all’essere “programmato”, influenzato, gestito da altri. In ogni caso si tratta di libertà di scelta. “Se scegli di programmare”, afferma nella prima pagina del libro, “avrai accesso al pannello di controllo della civilizzazione. Scegli di essere programmato”, continua, “e potrebbe essere l’ultima vera decisione che prendi”.

Sembra eccessivo? Lo spiega bene parlando di Facebook. Continue Reading…

Venerdì avrò il piacere di incontrare e intervistare Derrick De Kerckhove, a Milano perché ospite di Meet The Media Guru – iscriviti qua all’evento del 21 sera. Nel video che allego sotto lui sintetizza le sue ricerche sulla psicotecnologia (brutalmente: lo studio dei rapporti tecnologia e biologia, vedi la sua pagina su Wikipedia e questo mio post sulla sua Psychology of Mobility) con questa frase: “Le tecnologie trasformano il linguaggio, e questo cambia i nostri rapporti… L’ultima avventura del linguaggio è quella dell’elettricità… [e gli strumenti digitali] creano un mondo di immersione”.

Derrick De Kerckhove

De Kerckhove al Meet The Media Guru di qualche anno fa

Il linguaggio forma la nostra visione del mondo, e l’interazione con gli ambienti digitali trasforma il nostro modo di pensare (Come? Quanto?). Ma pensiamo anche al multi-touch, di come ci permette di manipolare entità digitali. E immaginiamolo, per esempio, in 3D – ho visto recentemente un banco di prototipazione molto simile a quello di Iron Man 1, posterò il video prima o poi. Il divario tra le nostre sensazioni e la loro natura elettrica si fa sempre più sottile.

Io ho ipotizzato un paio di domande, qui sotto. Ma mi farebbe piacere portare anche le vostre – su qualsivoglia argomento. Scrivetemi o commentate, qua o dove preferite.

  • Cosa c’è dopo i media? Abbiamo digitalizzando testi, audio, video. Cosa rimane? Gli altri sensi? Le esperienze immersive? Transumanesimo e Singularity? O non forse… le droghe? Non è una battuta (mi vien voglia di rileggere Timothy Leary)
  • C’è ancora il futuro o l’abbiamo consumato tutto? Dico dal punto di vista dell’immaginario, ovviamente. Satelliti, veicoli, robot… perfino le città che stiamo costruendo derivano dalla nostra cultura. Che però sembra un po’ troppo legata a visioni ormai passate. Come stiamo immaginando quello che ci aspetta? Non è forse necessario un altro ripensamento della dimensione umana?

Appunto: meglio chiederlo a Derrick…