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Ritrovo (con un certo imbarazzo, visto il tempo passato) il video di un seminario tenuto due anni fa con alcuni amici sul tema Innovazione Sociale ed Economia Peer-to-peer. Molte delle persone intervenute le ritroveremo a Roma, il 9 Marzo Continue Reading…

[Sto raccogliendo le idee per World Wide Rome – Makers Edition, che si terrà il prossimo 9 marzo e a cui avrò il piacere di partecipare. Ritrovo questo articolo scritto a fine 2010 in occasione della visita a un mercatino di Etsy visto a New York. Occasione per riflettere, allora quanto adesso, sulle nuove economie di Rete – non tanto perché digitali ma in quanto basate sulle reti di relazioni, potenziate dal digitale. Semi di una trasformazione radicale in atto da tempo e che sta mostrando i suoi effetti. -ad]

stitches

Maggio 2010. C’era un vento terribile quel pomeriggio a Chelsea, New York. Alle foglie si mischiavano, fuori controllo, illustrazioni fatte a mano, segnalibri e pupazzetti dagli occhi strabici. Le bancarelle erano costrette a chiudere. Non era un mercato rionale, ma un raduno dei venditori di Etsy.com, marketplace online di “All things handmade”. Giovani designer, artisti visuali e stilisti, appassionate del fatto-a-mano e del fai-da-te, rivenditori di oggetti vintage hanno colorato e animato una strada rendendola simile a un raduno freak. Già. Ma non senza una vera e propria freakonomics, per dirla col libro di Levitt e Dubner. Continue Reading…

Designer e maghi della grafica vettoriale, costruttori e inventori di oggetti: a Milano ha aperto la prima facility italiana per la Digital Fabrication: Vectorealism. Non fa 3D Printing ma laser cutting, in collaborazione con Ponoko. Bellissime opportunità per la nuova creatività italiana, per volare bassi. Ma, come ha fatto il Globe & Mail l’anno scorso, potremmo anche chiamarla The Industrial Revolution 2.0.

Vectorialism

Per approfondire: qualche esempio di materiali lavorati, su Openwear; il video della CNN sulla Digital Fabrication; vari esempi di 3D Printing; di Ponoko e altri avevo parlato qua.

Non ho tempo, ma sto seguendo questa cosa da un po’, vedi quanta roba c’è. Via OpenP2Pdesign.

Alla fine capita che partecipo anche io alla Settimana della Moda. Be’, in verità non proprio. Insomma Zoe Romano, coordinatrice EDUfashion, mi ha invitato alla tavola rotonda su Moda Critica e Micro Economie, in occasione di Critical Fashion. Questa tavola è per addetti ai lavori ma ci sono molti altri eventi interessanti in agenda. No, certo, con la moda non c’entro niente. Ma parleremo anche di economie collaborative, e per questo racconterò di Blomming. Che un po’ anche di moda si occupa. Nel Magazine. Qui sotto il documento che racconta i principi su cui si snoda questo tema.

So critical so fashion

Ho conosciuto Mariano Carozzi a Fa’ la Cosa Giusta, fiera delle iniziative, diciamo così, “eque e solidali” di cui ho raccontato qui. D’istinto, non era il più normale dei contesti in qui mettersi a parlare di banche, finanza, algoritmi di pagamento e sistemi di analisi statistica dei dati. E invece sì, perchè il discorso riguardava proprio i nuovi modelli economici che stanno emergendo dalla Rete, come il Social Lending (Wikipedia), ovvero il prestito tra persone. Kiva e Zopa, per dire due nomi.

E’ anche su questo che, con i suoi soci, ha costruito Prestiamoci.it – su questo e su anni di esperienza di online banking (qui il suo profilo LinkedIn), oltre che proprio con SAS, forse il più prestigioso tra i sistemi di Business Intelligence. Ne parla l’azienda stessa in questo case study. Prestiamoci è ancora in startup ma i numeri stanno girando, come raccontano sul loro blog facendo i conti di giugno.

Tema da approfondire. Un’occasione è l’evento che hanno organizzato domani sera a The Hubqui le info. Con Paolo Rossi dei GAS (vedi sotto) ci hanno invitato a parlare di Blomming.com e a prendere un aperitivo. Estendiamo l’invito: vi va di venire?

PS Grazie all’infaticabile Micaela Calabresi (blog, Twitter, Facebook) per avermi messo in contatto.

Questa è una segnalazione che volevo fare da un po': Kapipal è un progetto tutto italiano di Crowdfunding, realizzato da Alberto Falossi. Un giovane serial entrepreneur, come si usa dire: qui la sua bio. Ha parlato di questi temi poco fa a Better Software (vedi la sintesi del suo intervento) e, da quanto mi è riuscito di leggere su Twitter (dopo il salto gli aggiornamenti live), sembra aver riscosso notevole interesse. Ha segnalato tra l’altro tre iniziative di crowdfunding per aziende: Grow VC, Kachingle e Flattr. Aggiungerei anche l’italiano Prestiamoci.it, benché rivolto alla famiglia. La prospettiva dell’Economia P2P si fa all’improvviso molto più vicina.

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Forse uno dei migliori istituti italiani, famoso per produrre laureati che non trovano lavoro in Italia ma vengono contesi all’estero, la SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati pubblica un Journal of Science Communication: Jcom. Il numero di Marzo 2010 è uno speciale su Peer-to-peer e User-led Science. Tra i tanti contributi, tutti liberamente scaricabili, il professor Adam Arvidsson ha scritto una riflessione – recensione del fenomeno dei Makers e dell’omonimo libro di Cory Doctorow: The unsustainable Makers. Adam è stato il moderatore dell’incontro su Peer-to-peer Economy e Open Collaboration di poco tempo fa, e di cui presto arriveranno i video.

PS Avevamo già parlato di SISSA per Neurotelemetry.

Catania ha aperto gli Stati Generali dell’Innovazione, un modo per condividere riflessioni e proposte sulla città. Tra le iniziative un Barcamp (qui la pagina su Barcamp.org, qui l’evento su Facebook) al quale sono invitati anche 15 blogger di tutta Italia. Io ringrazio ma non posso andare, perché avevo già dato la mia adesione all’evento su Innovazione Sociale ed Economia P2P organizzato da Ricerca Urbana di cui ho già parlato, e di cui vedete locandina sotto. Il nostro è decisamente più bootleg, però speriamo di aprire un confronto interessante. Se sei a Milano ti va di venire? Ti aspettiamo, c’è da discutere.

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[Post lungo ma nonostante questo incompleto. Scriverò ancora sull’argomento, ma soprattutto ne parleremo in un incontro aperto a cui siete invitati con Massimo di OpenP2pDesign, gli esponenti di Edufashion e Adam Arvidsson – docente sociologia, autore Ethical Economy – venerdì 19 marzo, dalle 17 alle 19:30, a Scienze Politiche, Milano. Altre informazioni su Ricerca Urbana -ad]

Fornire strumenti e metodologie per stimolare l’Open Innovation presso le comunità di Piccole Medie Imprese. Questo l’obiettivo di Collective, progetto europeo partito questo scorso primo gennaio e destinato a chiudersi il 31 dicembre 2012. Partecipano 13 enti di diverse nazionalità, tra cui associazioni, università, imprese e anche la nostra Camera di Commercio, tramite Innovhub. Recentemente si è tenuto un incontro di riflessione a cui ho avuto il piacere di essere invitato per la discussione, e riporto qui un mio contributo.

L’obiettivo di Collective è creare una piattaforma – agorà – ecosistema per “Facilitare collaborazione e innovazione presso le PMI”. Quindi strumenti e metodologie per sostenere comunità auto-organizzate per “Generare nuove tendenze, concetti e modelli di prodotto, processi o business”. Fondamentale: la cultura del networking e della collaborazione è nostra grande tradizione, ma da sempre limitata al territorio tramite distretti e filiere, con storiche difficoltà a muoversi in ambito internazionale. Anche solo per le attività commerciali, figuriamoci per collaborazione e progettazione. E la Rete è perfetta per potenziare queste dinamiche, portandole a una scala superiore – ne avevo parlato con Chris Anderson, direttore di Wired, vedi intervista. Sull’importanza del tema è di simile opinione anche la parte di Rete che ha partecipato alla discussione che ho proposto su Friendfeed: Come collegare l’intelligenza *produttiva* collettiva delle PMI italiane?, da dove sono usciti stimoli importanti…

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Importante notare che un’ondata di innovazione come quella che si sta prospettando nell’ambito del Do-it-yourself – benché ultrapotenziato – sia iniziata in realtà da un centro di ricerca – ancora una volta, al MIT: Center For Bits And Atoms. Il racconto di Neil Gershenfeld, fondatore del centro e iniziatore del movimento dei FabLab, nel video qui sotto, è un contributo a un TED del febbraio 2006. Ci torneremo su.

Thanks to Marco Fabbri.

Future of Making

dottavi —  30 June 2009 — Leave a comment

Trovo su OpenP2PDesign.org di Massimo Menichinelli la Future of Making Map, dell’Institute for the Future. Il sottotitolo è tutto un programma: “The way things are made is being remade”. Come prospettiva di mercato sarà anche lontana, ma la trovo intrigante.

Future of making

Dice l’introduzione:

Two future forces, one mostly social, one mostly technological, are intersecting to transform how goods, services, and experiences— the “stuff” of our world—will be designed, manufactured, and distributed over the next decade. An emerging do-it-yourself culture of “makers” is boldly voiding warranties to tweak, hack, and customize the products they buy. And what they can’t purchase, they build from scratch. Meanwhile, flexible manufacturing technologies on the horizon will change fabrication from massive and centralized to lightweight and ad hoc. These trends sit atop a platform of grassroots economics—new market structures developing online that embody a shift from stores and sales to communities and connections.

Credo che il concetto di Grassroot Economics meriti approfondimento.

PS Parlato spesso del Remix degli oggetti fisici e del Do-It-Yourself.

PPS Curioso anche come nessun commentatore, blogger, analista o whatever internazionale si permetta mai di sostenere che la dimensione tecnologica è ininfluente… ma questa è un’altra storia.