Articles tagged with: olivetti
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Dopo il salto si trova una simpatica infografica che ripassa i momenti cruciali della storia dei computer. Ma ne dimentica uno fondamentale: il nostro Olivetti ELEA 9003. Disegnato da Ettore Sottsass (ne avevo parlato qui), è tra i primissimi computer transistorizzati, uscito prima dell’equivalente IBM. Interessante ripercorrere la storia dell’azienda in quegli anni, grazie al bel video qui sotto con il contributo, tra l’altro, di Elserino Piol. Al minuto 2:50 Franco Filippazzi, allora responsabile della ricerca elettronica, racconta di come i finanziatori abbiano affrontato un momento di crisi: “Olivetti è una bella azienda, ma ha un neo che dev’essere estirpato, e questo neo è l’elettronica”. Non so come, ma la trovo una storia attuale.
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elea 9003, originally uploaded by Id-Lab.
Il 26 febbraio è stata inaugurata una nuova sala espositiva del Laboratorio-Museo Tecnologic@mente di Ivrea, quella dedicata all’ELEA 9003. Sul sito del museo raccontano che
Quando Adriano Olivetti prese in mano le redini dell’azienda, tutti i prodotti Olivetti erano basati su tecnologie meccaniche. Adriano, però, aveva la capacità di guardare avanti e gli era chiaro che la meccanica, prima o poi, avrebbe raggiunto i suoi limiti e che il futuro dell’azienda sarebbe stato nell’elettronica. Ciò lo spinse a collaborare con l’Istituto di Fisica di Pisa per la costruzione di apparati tecnologici, contribuendo alle diverse attività universitarie… Questa decisione si concretizzò nel 1959 con la presentazione dell’Elea 9003, primo computer commerciale a transistor al mondo.
Nel 1959 era pronta la versione definitiva della macchina che venne denominata ELEA 9003. L’acronimo stava per Elaboratore Elettronico Automatico, ma il nome voleva alludere alla famosa scuola filosofica della Magna Grecia. Era un sistema all’avanguardia sotto tutti gli aspetti: la concezione logico-sistemistica, la tecnologia costruttiva e il design; quest’ultimo inventato da Ettore Sottsass”.
Grande incontro tra culture, soft e hard, umanistica e industriale. Altro su Wikipedia. Allestimento della sala, con una parte interattiva basata su Arduino, a cura di Interaction Design Lab.
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Stavo sistemando vecchi file e ho ritrovato questa immagine… imperdibile, direi. “Il mercato multimediale di massa si sta gia’ sviluppando rapidamente negli USA e comincia a diffondersi anche in Europa: si prevede che nel 1996 il 10% dei personal venduti sarà multimediale, e l’Olivetti dimostra di voler essere all’ avanguardia in questo settore emergente, in cui peraltro operano anche i maggiori concorrenti di Ivrea, come Ibm e Apple”, afferma il Corriere della Sera del 5 dicembre 1993. “Ivrea scommette insomma sul nuovo mercato che sta nascendo dalla convergenza tra computer, Tv e telefono”, conclude. In effetti, dal ’93 a oggi la storia della convergenza ha un po’ stancato. Però la foto mi sembra notevole.
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Regine di We Make Money Not Art fa una recensione meravigliosa della mostra su Olivetti in corso a Torino, in occasione delle manifestazioni sul design. "Olivetti, Una bella società" (which I’d propose to translate also as "A beauty-full company") ha aperto… il 16 giugno, e chiude questa domenica, 27 luglio. Praticamente un lampo. Qui qualche foto, ma niente a che vedere con lo splendido lavoro fatto da Regine.
Ora non so voi, ma del fatto che Torino fosse World Design Capital 2008 ho memoria davvero vaga. Sì, devo aver letto qualcosa, tempo fa, ma in effetti non me n’ero mica accorto. Su Concept & Contents c’è qualcosa. Su SocialDesignZine non ho trovato nulla. Sul web di Domus non vado mai, mi dà un po’ fastidio il fatto che le due destinazioni dell’home page, italiano e inglese, abbiano i link sbagliati.
Sono io che sono svampito? E’ un evento per addetti ai lavori? O forse riguarda solo Torino? Stando a "World Capital" mi verrebbe da pensare che siano soldi pubblici, che dovrebbe attrarre più pubblico possibile, che dovrebbe divulgare il più possibile. In basso a sinistra vedo un link verso "E-zine e blog", penso "forse ci sono altre info", e invece si presenta una pagina piena di link non attivi.
Allora facciamo così. Ora lo propongo anche su Codice Internet e tutte le altre reti che frequento. Mettiamolo per legge, perché è roba da Pubblica Amministrazione centrale. Facciamo che ogni iniziativa educational, di promozione del territorio, dell’imprenditoria, dell’arte o whatever, se finanziata da soldi pubblici debba avere un blog per legge. Cioè un canale che non sia solo di diffusione generica delle informazioni come i siti web, ma che offra reale apertura e accesso agli archivi. Che non sia costruito una volta per tutte e messo on-line, ma che sia costantemente aggiornato, aperto, conversazionale e che linki risorse esterne.
C’è un 9% della popolazione italiana che in Internet ci vive. Io sono tra questi, quindi ammetto che sono di parte, ma credo sia l’ora di chiedere di essere rappresentati.
PS Tornando a Olivetti: ho parlato – appassionatamente – della Valentine in questo post.
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Ammetto non è stato facile. Intravista tra la folla su una bancarella del mercatino dell’antiquariato, mi avvicino pensando “è lei o non è lei?” e poi era proprio lei, una Valentine originale. Non è stato facile regalarla (insieme a Ivan, Costanza e altre amiche) al Luca Galli per il suo compleanno ;D
Macchina da scrivere portatile disegnata da Ettore Sottsass per Olivetti nel 1969, vista dal vero stupisce per la modernità. A parte l’idea di rovesciare il problema (la maniglia è attaccata alla macchina e il guscio è vuoto e leggero, per cui per sorreggerlo bastano due chiusure in gomma sagomata), è proprio disegnata con un’idea e un principio in testa. Cito dall’Archivio Olivetti:
“…La Valentine l’ho immaginata come la biro della macchina da scrivere… è nata come il prodotto popolare della Olivetti, in contrapposizione al carattere “chic” della Lettera 22. Questo traspariva in tutto: dal design alla comunicazione. Nell’immagine pubblicitaria la Lettera 22 era trasportata da una signora ricca ed elegante che scendeva dall’aereo mentre la Valentine appariva in mezzo a dei bambini inglesi che giocavano a calcio…”
Insomma, è rossa, è bellissima, ed è esposta al Museum Of Modern Art. Auguri a Luca (e a Ilenia! :)
PS Ne racconta Pagine70. Sottsass è recentemente scomparso. Io ho da qualche parte in casa un suo libro che merita assolutamente la lettura, ma ora non lo trovo. In Rete ci sono circa 17.000 risultati per “olivetti+valentine+sottsass“.


