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Un piccolo riassunto di come sono cambiati gli scenari del marketing moderno. I temi sono certamente noti, ma non per questo meno attuali. Ancora una volta molto interessante anche il format di comunicazione: il tema dei video di ricerca è proprio quello che approfondiremo di più, il prossimo anno, in NABA.

Forget “multimedia“. Forget even “media“. Forse è possibile ripensare tutto, a partire dal concetto stesso di “content“. Due sono i fenomeni su cui ragiono da un po’, e di cui sto cercando di scrivere per il corso Naba:

  • La parcellizzazione del testo, e quindi lo spostamento dai media alla person-to-person communication. L’abbiamo osservato nell’evoluzione dei giornali, emerge oggi con potenza in Rete in questa seconda generazione di Web 2.0 – es. il micro-blogging di Twitter
  • Il conflitto tra spontaneità e creatività, emerso con YouTube. Voglio dire: il criceto è quasi a 15 milioni di views. What’s media?

Salta il concetto tradizionale di autoralità. Che senso ha, in the long distance, progettare per un media solo? E, soprattutto, che senso ha progettare un contenuto? E’ chiaro che la prospettiva può essere solo quella dello Storytelling transmediale, e della “decentralized authorship”.

Forse quindi non dovrebbe stupire, come invece mi ha stupito, che a vincere l’Interactive Emmy Award dell’anno scorso sia stato The Truth About Marika, un alternate reality game creato su tv, radio, telefonini e… per le strade, con i GPS. Solo l’anno precedente aveva vinto It’s Jerry Time: carino, ma tutto sommato tradizionale.

Se fossi uno che si occupa di format, cinema e tv, come direbbe un mio amico, “ci perderei le notti”. Qui sotto il video promo che ci ricorda, tra l’altro, che questa iniziativa è nata in seno alla televisione di stato svedese.

Altra tesi Naba (vedi le altre). Cirp è un film di animazione scritto, disegnato e diretto da Stefano Meazza, laureatosi recentemente col massimo dei voti. Progetto particolare, sviluppato con Emergency, si propone di spiegare la guerra ai bambini coinvolti nei conflitti. Mi ha davvero molto colpito, per l’idea e per l’imponente lavoro di preparazione teorica di Stefano, che si è andato a studiare ogni possibile teoria delle favole. E se oggi vediamo un proliferare di “serious comics”, a me non è capitato spesso di incontrare dei “serious cartoon”.

Cirp cerca produttori, e nel frattempo è tra i venti progetti selezionati a Cartoons on the bay. Altri lavori di Stefano nella sua pagina di Vimeo. Altre info su Nabawood.

Come accennato qualche tempo fa, sono numerose le tesi Naba che mi hanno colpito, per un motivo o per l’altro. Un’altra di queste è PopFx, ricerca / riflessione di Fabrizio Scimé e Michele Molluso sugli “inganni” della pubblicità – o, meglio, sulla sua semiotiva visiva.

PopFx

“E’ un’opera ibrida tra videoarte e spot provocatorio”, dicono gli autori. “L’obiettivo di questa operazione è di sensibilizzare e rendere esplicita… la forma dei mezzi pubblicitari, in relazione all’utilizzo degli effetti speciali”, perché “spesso la tecnica con la quale viene realizzato uno spot pubblicitario passa inosservata”. E infine “L’indifferenza con la quale assorbiamo codici visivi estremamente diversi è segno di un adattamento, ma certo non di un potenziamento”.

I loro video, “NanoSysteme” e “Dance through the darkness”, sono visibili nella seconda parte della pagina del loro blog. E vanno guardati con una certa attenzione ;)

PS Uno dei punti di riferimento è chiaramente Dove Evolution, di cui ho parlato qua.

Sessione di tesi, settimana scorsa, in NABA. Lavori davvero interessanti, ci metterò un po’ a raccontarli. Comincio con Il Silenzio dell’Uomo, progetto sviluppato da Davide Gatti, Giacomo Frittelli e Jirawan Kwanpech per un film di "fantascienza minimale". Allego il video qui sotto (sorry se non passa nel feed, on-line si vede).

Il suono che sentite all’inizio è quello del "volo" di Second Life. E il film, di cui si vede solo la premiere, è una riflessione sul tema dell’avatar (in questa scena Caron depone gli avatar non più utilizzati). Qui trovate il contesto teorico, dove gli autori districano le loro idee tra Johnny Mnemonic, Marshall McLuhan, Philip K. Dick et al. In questa pagina, invece, sinossi e parte della sceneggiatura.

Per la precisione "sarà", e non "è", perché i ragazzi cercano produttori. Se siete interessati, fatevi vivi. Quanto fatto finora l’hanno fatto solo con le loro forze, che non mi sembrano poche.

Nel prossimo mese di marzo avrò l’occasione di tenere un nuovo corso. Si svolge all’interno del Master in Digital Environment Design, in NABA, e parlerò di Distributed Social Media. Andremo a cercare i confini delle relazioni e della partecipazione diffusa nel Web, e soprattutto tra il Web e lo spazio fisico: ambienti, oggetti, eventi. E, ovviamente, cercheremo anche di varcarli, quei confini.

Stasera ho una lezione di presentazione del corso: è pubblica, quindi se volessi partecipare sei il benvenuto. Altre informazioni qui e nella locandina sotto:

Combinazione, oggi è anche giorno di presentazione del Social Media Lab dei vulcanici Stefano Mizzella e Francesco D’Orazio, corso a cui ho avuto il piacere di essere invitato per una lezione. Francesco e Stefano spiegano tutto sul blog dedicato.

Primo giorno di scuola /2

dottavi —  22 October 2008 — 6 Comments

Oggi secondo primo giorno di scuola in NABA, Media Design. Primo anno, una quarantina di ragazzi freschi di liceo. Come sempre, chiedo cosa usano: tutti messenger, poca posta, quasi tutti YouTube, molti MySpace. Poi gli chiedo da quanto tempo usano Internet e mi strabuzzano gli occhi. Una ragazza in prima fila agita la mano come dire “ohhh, da mo'”. “Cinque anni”, dice uno in terza fila. Cioè da quando ne aveva 15, più o meno.

Solo tre hanno un blog, ma tutti sanno cos’è. Chiedo quali sono secondo loro gli elementi caratterizzanti del blog, gli ingredienti specifici che lo rendono diverso da social network ecc. Mi rispondono in tanti. Nell’ordine:

  • E’ narrativo
  • Ha una connotazione estetica personale
  • Permette di condividere i propri contenuti
  • E’ aperto (non richiede registrazione)
  • Consente di fare “networking”
  • Offre una buona visibilità

Sic. A vent’anni.

Terzi al Nokia University Program

dottavi —  26 September 2008 — 2 Comments

Nokia University Program - Terzo posto Possono un’applicazione software o un device hardware essere trattati come media, o arte? C’è una tendenza forte in questo senso, ed è sicuro che la creatività di una Scuola di Media Design può portare un forte contributo a iniziative di progettazione. Già essere stati selezionati tra i cinque finalisti del Nokia University Program, su una ventina di progetti, ci faceva pensare in questo senso. Essere arrivati terzi ci ha convinti del tutto :)

Nell’ambito del mio corso su Tecniche dei Nuovi Media Integrati, per il modulo Web 2.0 e Media Partecipativi, con Fabio Mattia, Lara Giannotti, Rossella Scicolone e la collaborazione del prof. Luca Galli (che in questo post racconta le sue impressioni), abbiamo sviluppato un progetto di Mobile Internet device del futuro. E’ stata un’interessante esperienza di sviluppo creativo, anche se la “materia da plasmare” non era un media. O, perlomeno, non un media inteso in senso tradizionale.

openovi2

Insieme ai progetti delle altre facoltà è stato pubblicato su Repubblica.it. Il 14 ottobre siamo stati a Roma per la presentazione ufficiale e per incontrare gli altri finalisti. Rossella, Lara e Fabio hanno fatto un’ottima presentazione, il lavoro è piaciuto e ha conquistato così il terzo posto. Premio “di consolazione” un telefonino ciascuno e una lezione presso la Nokia Academy di Roma. L’organizzazione del Nokia University Program ha anche fatto un’intervista agli studenti. Ne ha parlato anche la Newsletter NABA.

Alberto D’Ottavi - Tecniche dei Nuovi Media Integrati, Web 2.0 e Media Partecipativi

PS Avevo accennato le linee guida di questo lavoro in occasione del summit sul Mobile Social Networking.

Lo showreel della Media & Interaction Design Unit dell’ECAL / Ecole cantonale d’art de Lausanne

(Trovato da Patrick Moberg, fantastico illustratore)