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Startup NightIdeata e organizzata dai vulcanici talenti di Mikamai, arriva la quarta edizione della Startup Night – vedi i riassunti delle puntate precedenti – questa volta sponsored by Startupbusiness.it, il network per startup creato da Emil Abirascid & co., e la partership di Roberto Chibbaro e, ehm, Infoservi.it. Come sempre, si unirà networking informale con uno spazio per presentare iniziative. La Call to action di Lorenzo Viscanti, organizzatore, questa volta è diversa dal solito: anziché raccontare il servizio che stanno sviluppando, gli startupper sono chiamati a raccontare come lo stanno facendo, dal punto di vista sia tecnico sia business. Intrigante scambio di esperienze e best practice, quindi. Per partecipare all’edizione milanese, iscriviti qui (accesso assolutamente libero, ma giusto per sapere). Altri dettagli su Facebook.

Novità: il giorno dopo, martedì 13, si tiene anche l’edizione di Roma, organizzata da Upstart Roma e GeekAgenda. Qui le info.

[Qualcosa più di un guest blogger, visto che Nicola Junior Vitto è mio socio in Blomming e spero riuscirà a parlare più spesso, in futuro, di software e startup. Qui sotto racconta impressioni esperienze e idee raccolte a Better Software, di cui avevo già parlato in altri articoli -ad]

Laptop appoggiati sulle gambe, molti con una mela luminosa ben visibile ai relatori. Negli schermi la pagina di Twitter o di uno dei tanti client che usano le sue API per fare il resoconto in tempo reale della presentazione che si sta ascoltando, in sale spesso piene. A conferma che non è sempre facile scegliere il relatore giusto da seguire, essendo uno più interessante dell’altro.

E’ così che ci si può immaginare l’ambiente a Better Software. Per chi sviluppa software si è trattato di un incontro ai vertici. Si è parlato di metodologie Agili, Extreme Programming (XP), Social Media, Open Source, startup e innovazione. Ma si è parlato soprattutto delle persone, di come migliorare professionalmente per una crescita individuale e del team in cui si lavora.

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Nei talk molti relatori hanno espresso le difficoltà incontrate ad applicare le metodologie agili alle loro necessità e strutture aziendali, e hanno spiegato come sono state rielaborate d adattate alle loro esigenze. Lo stesso Francesco Cirillo (noto inventore della Tecnica del Pomodoro; vedi anche), parlando delle dinamiche di team, ha affermato come in ogni contesto l’organizzazione migliore sia quella che meglio si adatta alle esigenze interne, spiegando come in qualche modo sia meglio scegliere una metodologia concreta – in particolare XP – visto che l’Agile è astratto e definisce un sistema di regole troppo perfetto, troppo chiuso e quindi in realtà non è la migliore strada da perseguire. O meglio: “In qualche modo XP è incompleto: è questa la sua forza… l’Agile è perfetto: per questo non serve a niente”.

Illuminante in questo senso anche il talk su Agile e tecniche dell’improvvisazione jazz di Fabio Castronuovo. Nell’esecuzione di un brano di musica classica, visto come metafora di organizzazione gerarchica con direttore d’orchestra, una stonatura è il male assoluto. In un’improvvisazione jazz si dà per scontato l’errore e l’imprevisto, la bravura sta nel reagire positivamente alla situazione potenzialmente negativa trasformandola in un punto di forza: questo è essere agili!

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Domani l’appuntamento di Lugano sulla User Experience, di cui ho già raccontato. Un panel di relatori importante, con contributi che spaziano dalla progettazione mobile al design collaborativo, e molto altro.

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Progettazione, esperienza e… codice, of course, soprattutto se si tratta di digitale. Raccolgo qua sotto una selezione di quattro agenzie italiane che stanno lavorando su Ruby On Rails (Wikipedia), un framework per lo sviluppo di applicazioni web che riscuote un consenso pressoché unanime presso gli esperti.

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Extendi. Agenzia toscana. Non li conosco personalmente, anche se ci leggiamo da tempo. Si presentano con un portfolio di tutto rispetto. Hanno tra l’altro sviluppato Feedmyapp, directory di applicazioni Web 2.0.

mikamai

Mikamai. Milano. Li conosciamo per diverse iniziative, tra cui la Startup Night. Il portfolio non sembra aggiornato. Ultimamente hanno fatto parlare di sé per Sveltopedia.

wavefactory

Wave Factory. Parte del gruppo Wave, opera nel bresciano. Li ho conosciuti tramite un commento a questo blog. Hanno sviluppato tra l’altro Whodo.es, tool di collaborazione online ispirato a Basecamp.

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WonSys. Non ricordo se Brescia o Bergamo. Conosciuti nel giro startup. Oltre a un numero di progetti web – vedi portfolio – hanno anche sviluppato Qubo, un sistema di gestione di Virtual Private Server. L’hanno fatto, mi hanno detto, perché gestivano un servizio simile negli Stati Uniti per un numero di clienti. Ricostruirlo in Italia gli ha semplificato la vita (classica logica del programmatore: perché annoiarsi con le moltiplicazioni quando puoi sviluppare una calcolatrice? ;).

Le quattro selezioni sono ovviamente parziali (qualcosa da segnalare? Scrivimi su dottavi at gmail dot com). Credo però buoni esempi di un approccio molto evoluto allo sviluppo Web.

Domani sera, a The Hub Milano, quei foolish degli amici di Mikamai (vedi) organizzano la seconda Startup Night, occasione di incontro e scambio tra chi ha voglia di costruire e fare. Credo questi eventi importanti, così colgo l’occasione per rilanciare un’idea nata qualche tempo fa proprio nei loro uffici: Silicon Districts. Avete presente quelle mappe che si usava fare nel giro dei blog, qualche anno fa? Be’ l’idea è la stessa, solo a un nuovo livello: raccogliamo in una mappa – questa, per esempio – gli startupper italiani, quelli che stanno sviluppando iniziative web e non solo. Potrebbe aiutarci a conoscerci meglio, e attivare magari scambi proficui. Stasera, per esempio, a Roma c’è UpStart, fatto dal vivace Stefano Bernardi di TheStartup.eu. Noi s’è fatto un breakfast, un po’ di tempo fa. Insomma: non abbiamo la Silicon Valley? Facciamoci i distretti: incontriamoci una volta alla settimana e qualcosa succederà. Ha già cambiato faccia, questo settore, dal 2007 a oggi. Bisogna insistere.

startup_night

Serata affollatissima, lunedì, alla Startup Night di Mikamai – qui una search su Twitter sulle novità. Molti che venivano anche da fuori Milano e, soprattutto, moltissime “facce nuove” – tra virgolette perché magari attivi da tempo sul Web ma poco visti in questo giro. Già: i tempi di Netwo e del First Generation Network sono ormai lontani, ma fa piacere scoprire che non sono passati invano, visto che “start-up” è diventato un meme, un termine in grado di catalizzare l’attenzione. Dobbiamo ancora crescere, ma intanto il meccanismo gira.

Ed è per tenerlo in movimento e per estenderne la portata verso l’innovazione giovane che anche il qui scrivente, con i soci di blog, si è fatto promotore e organizzatore di un evento: Tesicamp.

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L’idea è di rovesciare la logica dell’aula classica, dando agli studenti un’occasione per presentare i loro progetti di tesi, e il pubblico – aziende, accademia, professional, popolo della Rete, chiunque – a commentare. Ed è anche di ibridare, remixare, incrociare i linguaggi, discutendo di tecnologia ma dai punti di vista sociale / creativo e business / economico. Crediamo siano questi tre pilastri importanti su cui si poggia l’innovazione, lo sviluppo di iniziative e aziende. E che sia opportuno partire dagli studenti.

Stiamo dando le ultime pennellate al blog: nei prossimi giorni annunceremo le novità. Intanto però le iscrizioni sono aperte a tutti – qui i dettagli. In questo post le note introduttive e la presentazione. Nel frattempo la notizia è già trapelata :)

Facebook Garage: Un successo

dottavi —  23 April 2009 — 3 Comments

Più di 250 persone affollano una bellissima sala ai Chiostri di San Barnaba, Milano, per il Facebook Garage. Dimostrazione che, ancora una volta, l’innovazione vera viene da altri percorsi rispetto a quelli tratteggiati da media e blog generalisti. Oggi Facebook consuma circa cinque ore di attenzione al mese per ogni utente italiano, mentre Wikipedia ne prende solo 11 minuti. Testimonianza, una volta di più, della capacità di questa piattaforma: ne ho parlato spesso.

Adesione inaspettata: Lorenzo Viscanti, co-founder di Mikamai, società che ha curato l’organizzazione dell’evento, racconta che l’edizione di Barcellona ha registrato “solo” 100 presenze, e che oltre metà dei partecipanti è composta da sviluppatori indipendenti o società di sviluppo. Il tutto per un appuntamento “senza fronzoli”: Facebook fissa in 9.000 dollari il budget massimo, richiedendo specificamente di trovare contatti presso università, studenti e, appunto, sviluppatori

Il primo argomento di cui parla James Leszczenski, dello sviluppo di Facebook, è Connect, il sistema di registrazione che può essere integrato su qualsiasi altro sito. Così Facebook diventa una sorta di piattaforma di “single sign-on”, se posso dire, minacciando seriamente non solo WordPress, che ha un sistema simile che non ha sviluppato adeguatamente, ma soprattutto Google, che non sta offendo nulla di equivalente, a parte alcuni accenni. E non mi stupirebbe un annuncio in questo spazio entro un tempo ragionevole.

Collegare Facebook a un sito esterno, dimotra James, consente di incrementare rapidamente il traffico e le visite. E sviluppare un’applicazione direttamente dentro quest’ambiente permette di trofare subito un pubblico estremamente vasto. Il tutto, però, non è scevro da dubbi, critiche e problemi: la registrazione dell’utente è ovviamente uno degli elementi cruciali di qualsiasi business. E quindi c’è ancora da studiare.

La giornata continuerà con una galleria di esperienze applicative, tra casi concreti e metodologie di sviluppo, e verrà poi conclusa con alcuni contributi sugli aspetti di comunicazione e promozione offerti dalla social network del momento.

Facebook Garage

dottavi —  22 April 2009 — 2 Comments

Facebook GarageDomani si va al Facebook Developer Garage, prima edizione italiana dell’evento ufficiale per gli sviluppatori del social network più esteso del pianeta (almeno ultimamente, poi chissà), che ha recentemente compiuto cinque anni.

I posti per il Garage sembra siano esauriti, ma si stanno organizzando. Qui il blog con la sintesi, qui la pagina dell’evento su Facebook. Un’altra iniziativa di Mikamai.

Qua si è parlato spesso di Do-it-yourself e remix degli oggetti fisici. Tendenza di nicchia, forse non per tutti ma che sta conquistando ampie schiere di appassionati, nel mondo. Anche perché si è attivata una sorta di “osmosi” tra l’underground (sempre sia benedetto, perché è lì che nascono un sacco di idee) e gli ambienti più, diciamo così, istituzionali. Un esempio è la Greener Gadget Competition.

Greener Gadgets

Evento sviluppato in collaborazione con Core77, l’edizione di quest’anno ha premiato proprio due progetti DIY: EnerJar (Grand Prize) e Tweet-A-Watt (premio del pubblico): un sistema che “twitta” il consumo energetico giornaliero in KWh. Ora sono disponibili sia i kit di montaggio sia le spec di progetto in Open Source (se clicchi sull’immagine apri il loro account di Twitter).

Tweet-A-Watt

E l’Italia? Mica stiamo con le mani in mano! Quei matti vulcanici di Mikamai, forse una delle più belle storie uscite (tra l’altro) dall’esperienza Netwo, si sono fatti promotori dell’edizione milanese di Dorkbot“People doing strange things with electricity” (appunto :).

Dorkbot Milano

Secondo me nel momento in cui questo approccio incontra lo storico, sempiterno spirito italiano del “metter le mani sulle cose” – dalla meccanica al modellismo a quel che ti pare – capace che facciamo un botto mica da ridere.