Anche se la composizione delle revenue rimane ancora misteriosa, al di là della pubblicità sul sito e dell’accordo con Microsoft, Inside Facebook riporta che il social network di Zuckerberg ha iniziato a guadagnare, con qualche mese d’anticipo sulle previsioni. Inoltre, Facebook oltrepassato il traguardo dei 300 milioni di utenti.
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Frizzantina, l’aria, nonostante il caldo di fine estate. Per l’industria, infatti, la nuova stagione è già ripartita alla grande – posto che si sia mai fermata. Una raccolta di segnalazioni:
- Mentre il Ministero dei Beni Culturali, in occasione del congresso mondiale dei bibliotecari che si è tenuto in questi giorni a Milano, annuncia l’accordo con Google Books (qui l’ANSA) per “portare su Internet” (volevano dire: sul Web) 47 biblioteche, la FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali fa una segnalazione all’Antitrust contro Google Italy per abuso di posizione dominante. Sull’Unità i dettagli della diatriba. Se le accuse fossero fondate, sarebbe gravissimo. Se invece è solo una protesta contro Google News dice bene Anna Masera. Aggiornamento: neanche fatto a tempo a finire il post che è uscita la risposta ufficiale sul Policy Blog di Google. PS: Google, mettiamo Infoservi su Google News? Dai, dai!
- Stanotte arriva l’aggiornamento di MacOS, noto come Snow Leopard. Promette di essere più veloce. Marco Arment, lead developer di Tumbr e già sviluppatore di Instapaper, è lapidario: “Upgrade when convenient. No rush”. Gli daremo un’occhiata, intanto straordinario come si diffonda sempre l’hype su qualsiasi cosa Apple. Come per la prossima apertura del secondo store italiano, a Carugate, nei dintorni di Milano. Ops, non dovevo dirlo?
- Martedì prossimo 2 settembre, a Stoccarda, si terrà il tradizionale Nokia World. La nostra azienda finnica preferita sta scaldando i muscoli annunciando un netbook con Windows, il Booklet 3G (qui il video) e un nuovo Internet Tablet: si chiama N900, raccoglie l’eredità dell’abbandonato N810 (ed N800), ha su Maemo, che è un’interessante distro di Linux e – oh, guarda – adesso telefona anche. Un ripensamento? Speriamo stia cambiando qualcosa, lassù a Espoo. Ma novità molto più interessante, secondo me, è Nokia Money (sintesi qui, Reuters qui). Questo fa parte di un portafoglio di servizi che Nokia deve decidersi a pacchettizzare e rilasciare. L’aveva già provato Luca, a Helsinki, tempo fa.
Non è finita. Yahoo! fa strane cose con Microsoft sulla Search, dice Reuters. Fanno venir voglia di intervenire per metterli d’accordo. MySpace si compra iLike, servizio di suggerimenti musicali (BBC): ripensamento sulla strategia del “Social Portal” che non ha portato bene? Intel sta per presentare Lynnfield, nuova serie di processori desktop. C’è già una pagina Wikipedia, mentre AnandTech ne ha cotto uno.
Come si dice? Chi ben comincia… Buona stagione.
Piccolo break informativo in mezzo alle vacanze, visto che dal mondo le news mica si fermano.
- La più eclatante è già stata letta e commentata: Facebook ha comprato Friendfeed. Le uniche indiscrezioni sul possibile valore della transazione le ho trovate qua.
- La più divertente, tanto da uscire su Repubblica, è Rania Al Abdullah, Queen of Jordan, su Twitter: qui. Interessante, ma non ci dovrebbe stupire più di tanto. La casa reale giordana ha un’estesa politica di presenza on-line, tanto da avere una job position aperta per un Online Communications Specialist. Dettagli in fondo, dopo il salto, perché già solo la job description è un gioiellino. Dove l’ho trovata? Ma su aSmallWorld, of course.
- Nokia ha fatto un’alleanza con Microsoft per Mobile Office e similari, ma non è messa molto bene, dice Goldman Sachs. Ne ho parlato su F:Forward, il Posterous dove annoto le news quando sono in movimento. Qui e qui.
- Microsoft, tra l’altro, pare stia facendo sperimentazione di un nuovo browser – codename Gazelle - e di un altrettanto nuovo ServiceOS, dice IEEE.
- Per preparare l’agenda autunnale: il 13 e 14 ottobre, al Parlamento Europeo, Brussels, si terrà il primo European Innovation Summit. Potrebbe essere interessante per capire le macro-tendenze dell’Unione.
- Intanto, però, c’è tempo fino al 31 agosto per partecipare al concorso fotografico Imagine un monde nouveau, iniziativa dell’Unione Europea in occasione dell’Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione.
Buona continuazione.
Avvisato in ritardo, non ho potuto partecipare al live webcast in cui Microsoft e Yahoo! annunciavano l’accordo di cui si vocifera da un po’:
In simple terms, Microsoft will now power Yahoo! search while Yahoo! will become the exclusive worldwide relationship sales force for both companies’ premium search advertisers
Così recita l’attacco del comunicato stampa preso dal sito ufficiale dedicato all’accordo, ChoiceValueInnovation. Om Malik ha i video di Carol Bartz, CEO Yahoo! e Steve Ballmer, CEO Microsoft. Su GigaOM.
Delle lezioni di fisica della Stanford University su YouTube si è già detto. L’idea dev’essere piaciuta a Bill Gates, che tempo fa aveva acquistato i diritti delle lezioni di Richard Feynman. Le ha fatte mettere on-line da Microsoft Research, in Project Tuva.
Un po’ lenta la partenza in Silverlight, poi però migliora. Per curiosità ho provato a cercare Enrico Fermi in Google e sulla Rai ma non ho trovato nulla di significativo e ufficiale.
(via New York Times Blogs)
Quando si dice il co-design, la co-creation e insomma la necessità, per le aziende di oggi, di aprirsi verso i propri clienti e ascoltare. Fixoutlook protesta per i problemi di compatibilità HTML nel prossimo Outlook2010. E Microsoft risponde.
Doh! Succede anche ai migliori. Racconta IStartedSomething che durante la Worldwide Partners Conference 2009 a Microsoft è scappato qualcosa dai server: il mini-sito di Office 2010, con tanto di nutrita serie di video-preview. Rimesso quindi off-line (fino a poco fa si vedeva qualcosa solo dalla cache di Google), ora qualcosa sembra di nuovo accessibile. La novità principale è di non poco conto: i vari applicativi saranno accessibili anche in versione semplificata e, soprattutto, gratuita via browser, direttamente sul Web.

Nel frattempo TechCrunch ha già fatto The Complete Guide To Microsoft’s Office 2010.
Citata in Smart Mobs di Howard Rheingold – più che un libro, un sacchetto della tombola dal quale escono solo numeri vincenti – la frase all’inizio del titolo è presa da un famoso SMS che girava a Manila, Filippine, intorno al 2001. Rheingold, nel testo, esamina il ruolo di questa tecnologia per aggregare i movimenti politici e di rivolta “dal basso” di quei luoghi e quei tempi. Robert Scoble, invece, “ci” accusa (dove “ci” sta per “noi europei”) di essere ancora troppo legati al modello del Text messaging, e di non aver capito che la rivoluzione dell’Internet Mobile è già in fase avanzata. Dice in Europe no longer matters to lead position in mobile:
Europe is stuck in a texting rut.What happened? Europe started buying its own hype and today its citizens are stuck using phones that are way behind those from Google, Apple, and Palm… Heck, things have gotten so bad for Nokia, third-party developer wise, that in press comparisons of mobile platforms only iPhone and Palm are compared. Why not Nokia? Easy. Even Europe’s own best developers aren’t supporting Nokia/Symbian… Well, [Nokia] keep pushing market share, as if that matters to anyone. Nokia does, indeed, own most of the world’s market share for cell phones. But here’s where my own observations in London’s tube (the subway system here) come in: the UK is stuck on texting. That’s all I see most people do with their phones. That rut that Europeans are stuck in is going to doom them. Nokia simply does not understand how important the Web is and it’s because they ride the same subways and see the same behaviors.
Ok, non è proprio così. Ma risuona parecchio vicino all’analisi che avevo fatto a seguito del recente Nokia Developer Summit: vedi qui e qui. La prima risposta può essere che l’iPhone è un “prodotto di nicchia”, come sosteneva un amico/collega giornalista ieri sera. Ma se a questo aggiungi i produttori di telefonini – e non solo , dice la BBC – che stanno passando ad Android la scena cambia. E’ il caso di Samsung, che ieri sera ha presentato ufficialmente il già annunciato Galaxy (se ne parlava anche qui) ma soprattutto ha annunciato che questo è il primo di una serie di telefonini basati sul sistema operativo di Google. E se Palm, nonostante le ottime recensioni che ha ottenuto negli USA per il suo Pre, non risulta essere una variabile rilevante in Europa, non si può dimenticare il rinnovato sforzo di Microsoft che ha lanciato un marketplace per le applicazioni mobili (su questo torneremo in futuro).
Sono d’accordo con Scoble quando dice che il market share non è più così importante. Il punto focale è che, una volta di più, è il software che conta, perché forma le abitudini d’uso. E, tra queste, quelle che battono il tempo e tirano sono quelle che vengono dal Web. L’abbiamo inventato noi, è vero, ma di fronte alle osservazioni di Scoble non si può negare che oggi siamo ancora indietro.
Oh-oh. Dice The Official Google Blog:
“[On July, 7th] we’re announcing a new project that’s a natural extension of Google Chrome — the Google Chrome Operating System. It’s our attempt to re-think what operating systems should be. Google Chrome OS is an open source, lightweight operating system that will initially be targeted at netbooks. Later this year we will open-source its code, and netbooks running Google Chrome OS will be available for consumers in the second half of 2010″.
LG Electronics, con il nuovo inTouch segna un piccolo record per i cellulari Internet enabled: il basso prezzo. Viene infatti proposto, in esclusiva da Tim, a 199 euro. Tariffa prevista: Maxxi Internet Week, da tre euro a settimana (ma “per chi entra in TIMtribù 2.0″ promozione gratuita fino al 4 ottobre) Ha fotocamera, radio, client e-mail, eccetera, e soprattutto le versioni compatte di Facebook e Windows Live Messenger, nonostante il sistema operativo chiuso e proprietario.

Qualche giorno fa, alla presentazione ufficiale, si ragionava con le persone di LG, Tim e Microsoft sulle prospettive di Social Network, Instant Messaging, eccetera – relazioni di qualità, uso mobile come estensione naturale del Web, e così via. Io trovo molto interessante che oggi queste piattaforme rappresentino uno dei business più interessanti per produttori di cellulari e operatori telefonici.
PS Qua la scheda prodotto, qui il sito ufficiale (in Flash)
In questi giorni si è tenuto a Cannes il tradizionale festival della pubblicità: Cannes Lions 2009. Sponsor, anche quest’anno, Microsoft, che ne parla qua.
Una cosa mi sembra chiara: che non c’è niente di chiaro. E’ un periodo che definirlo di turmoil è banalizzare. eMarketer titola No Global Ad Recovery Until 2010, prevedendo un calo complessivo, Western Europe 2009, dell’11% e worldwide del 5,5%. Ancora peggio i dati italiani, almeno stando alla sintesi Nielsen di aprile, come riportata da Primaonline. Altrettanto dicono i 602 intervistati per il convegno “La pubblicità è servita” del Politecnico di Milano dello scorso 17 giugno (questionario online). Se ne trova traccia in questo post su Marketing Reloaded e, soprattutto, nelle slide di Giuliano Noci che ripubblico qui sotto. Da segnalare la consapevolezza che, dopo 75 anni, l’era “Interrupt and repeat” è giunta al termine (slide 10), perché “Altre piattaforme raggiungono la grande platea” (slide 12) e insomma “Il consumatore ha irrimediabilmente [sic!, ndr] il controllo”, tanto che “L’83% dei giovani americani rifiuta il modello Interrupt and repeat” (slide 15). Verrebbe da pensare che ci sia un cambio di tendenza.
Nota: ho dovuto togliere le slide perché è stata attivata la partenza automatica del video iniziale, che è di pura promozione. Purtroppo bastano azioni come questa per contraddire qualsiasi dichiarazione programmatica come quelle sopra. E’ chiaro che l’imposizione forzata di un messaggio pubblicitario (qualsivoglia) appartiene ancora all’era – dichiaratamente conclusa – dell’Interrupt and repeat. In questo contesto, invece, ci si confronta con le cose da dire, non con i messaggi. Le slide sono comunque a questo indirizzo.
In conclusione, una nota positiva con un dato in controtendenza, almeno per l’online italiano. L’altro giorno in Microsoft per l’incontro con Pietro Scott Jovane Unplugged di cui racconta il loro blog MClips, ho chiacchierato con Massimo de Magistris, digital solutions director Microsoft Advertising. Mi ha raccontato che la loro raccolta di giugno sta andando bene, sopra le previsioni. E che di solito il mese è un indicatore per l’andamento dell’ultimo quarto dell’anno, su cui quindi hanno sentimento positivo. Speriamo.
PS Nello stesso tempo, però, si dice che Microsoft stia cercando di vendere Razorfish (che ha un sito Flash ma bellissimo).













