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DALLE-AULE-AL-MERCATO-mostra-autoproduzioni-reloaded-subalterno1

Troppo gentile Stefano Maffei, anima del progetto, a dirmi “E’ anche te che devono ringraziare” perché ho tenuto un paio di lezioni al suo corso. Ma non è così: se i suoi studenti sono bravi è merito loro e del professore. Insomma che le sue classi di Design hanno effettivamente prodotto – oggetti e progetti. Stasera inaugurazione. Con questo spirito:

Il futuro è una storia differente. Occorre re-inventarsela. Le strade poco battute di oggi saranno la norma di domani. Essere dei precursori. Come una cellula segreta, annidata in un organismo grande e lento. Veloci. Vedono già le idee trasformarsi in cose. Le fabbricano. Letteralmente.
E le portano dalle aule al mercato.  Continue Reading…

Stampomatica-Tecnificio-Lino's Type-hand-made-letterpress

Ma la meraviglia di aver incontrato persone come Nicola Zago e Stefano Schiavo. Che dopo aver lanciato Sharazad (e già il perché di questo nome e questo logo è tutta una storia a sé) fanno Lyno’s Type, recuperando un vecchio sistema Letterpress (scopri cos’è su Wikipedia). E poi, con Tecnificio, reinventano la stampa antica grazie al 3D Printing dei Makers e lanciano un progetto su Indiegogo: Stampomatica.

stampomatica-desktop-mini-press-that-works-with-3D-printed-plates

“Ci piace mescolare artigianato, design sperimentale e un po’ di sano olio di gomito per creare prodotti tipografici personalizzati, concettualmente stimolanti con un impatto visivo fresco ed efficace”, dicono. Col loro sistema ora puoi farlo anche tu, a casa. Io ho dato il mio contributo. Tu cosa aspetti?

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Si legge d’un fiato, in poche ore, come un romanzo. Racconta le storie di alcuni italiani un po’ strani, con delle idee bizzarre che ogni tanto riescono a realizzare. Sono in tanti, in realtà, più di quel che si possa pensare. Si occupano di tutto, dal design alla partecipazione pubblica, dalla medicina all’edilizia, dall’architettura alla programmazione e le startup – ovviamente. E’ Cambiamo Tutto!, il libro di Riccardo Luna. Qui il sito.

E’ bello: collega idee e persone lontane e così identifica un movimento, mette insieme, crea un disegno. E ha liberato tante energie positive, di persone di ogni età, di ogni parte d’Italia e di ogni interesse a cui è venuta voglia di fare. L’ho letto un sabato mattina e quando mi ci sono trovato dentro, a pagina 47, ho fatto un salto sulla sedia. Mi fa piacere aver partecipato, e che a qualcuno sia capitato di pensare che ho dato un piccolo contributo di valore.

Stasera h18:30 ci si incontra in Triennale, a Milano. Riccardo ci aggiornerà sulle novità e suoi nuovi progetti: il libro dovrebbe diventare un video, non so se un documentario o un film. Lo scopriremo stasera. Qui i dettagli. Fatti vedere!

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“Il problema non è solo sostenere il Made in Italy. Il problema è reinventarlo”. Mi è capitato di commentare così, a un giornalista che mi chiedeva informazioni, il ciclo di eventi Innovating With Beauty promosso da Fondazione Bassetti. E in parte le discussioni sono state effettivamente orientate in questo senso. Tra poco, inoltre, approfondiremo il tema nel panel From Made In Italy To Make In Italy, patrocinato da Confartigianato. Saremo a The Cannery, a Fisherman’s Wharf. Qui sotto qualche riflessione su quanto accaduto finora.  Continue Reading…

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E’ stato grandioso incontrare Dale al WorldWideRome Makers Edition dell’anno scorso :)

“We are born makers. We don’t just live, but we make. We create things” dice Dale Dougherty col suo classico ottimismo americano, versione folk e divertente di un ormai dimenticato (e noiosissimo) positivismo scientifico europeo. Ne ha buone ragioni. Le storie che mostra nel video sono una più matta dell’altra, una più creativa dell’altra. E alla fine però trovano il modo di crescere e creare valore, anche se (o forse meglio: proprio perché) nascono da movimenti grassroot, radici amatoriali che creano connessioni forti tra persone. Continue Reading…

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“Innovating with beauty”. Così Fondazione Bassetti intitola il ciclo di eventi che ha organizzato per settimana prossima a San Francisco, nell’ambito della Design Week locale. Ma il tema è molto più ampio, ed è quello del rinnovato interesse americano per i modi del fare italiano, a confronto con la realtà di laggiù: “Making in Italy – Making in USA. Artisanship, Technology and Design”. Non poteva quindi esserci occasione migliore per portare là una serie di testimonianze – tra le quali, con grande piacere, anche quella del sottoscritto per Blomming.

Tre i momenti di confronto principali, che potranno essere seguiti tramite l’account Twitter della Fondazione (#FF!!!) e l’hashtag #makeITUSContinue Reading…

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Sebbene su spazi un po’ ridotti, anche quest’anno la zona di Ventura Lambrate raccoglie esposizioni interessanti, spunti divertenti, approcci curiosi alla progettazione, progetti che ti sfidano a muovere le rotelle del cervello. Insomma: idee, più che oggetti. Ecco una rapida fotogallery catturata ieri sera, all’inaugurazione. Dura fino a domenica, quindi dovrete per forza venire a visitare l’area. E se passate, ricordatevi che… “Infoservi is here” ;) Fatevi vivi, nel caso.  Continue Reading…

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La stanza è soffice e silenziosa. Fuori c’è la neve. Tanta neve. Io dormicchio e così, quando suona il telefono, sobbalzo. Sono decisamente intontito, ma quando vedo chi è imposto la voce professionale e “Ciao Riccardo!”, rispondo. Ero in vacanza alla fine di un anno faticosissimo, all’inizio di un altro che sapevo lo sarebbe stato ancora di più, e al telefono c’è Riccardo Luna che mi chiama per un’intervista per Wired. Continue Reading…

digital makers firenze mostra internazionale dell'artigianato

Triste dover salutare Arianna Ciccone, infaticabile organizzatrice del Festival Internazionale del Giornalismo, per la terribile perdita che l’ha colpita. Non ci sono parole, un abbraccio. E il Festival che continua, dedicato a lei e a sua sorella. Il programma è vastissimo.

Con Arianna abbiamo parlato di una mia presenza al panel su Twitter di domani, opportunità per la quale ringrazio ancora, ma non mi sarà possibile arrivare a Perugia. Avevo infatti già confermato la mia presenza al Digital Makers di Firenze:

Il modello della prossima rivoluzione industriale sarà quello della manifattura distribuita sostenuta dalle dinamiche collaborative dell’Open Innovation, scambio e condivisione di saperi, know-how e strumenti.

e

Per competere occorre riscoprire l’asset di fondo del Made in Italy, la capacità artigianale, fatta di vicinanza al cliente, di ascolto e personalizzazione. Un mix di attenzione allo sviluppo delle tecnologie, conoscenza profonda del mercato di riferimento, proattività, flessibilità e duttilità. Sono caratteristiche che le migliori tra le nostre piccole imprese e giovani makers possiedono.

Qui il programma. L’incontro si svolge nel contesto della Mostra Internazionale dell’Artigianato. E’ aperto a tutti ma passando dalla registrazione). Ci vediamo lì domani.

Un video del genere un tempo l’avremmo chiamato bootleg. La musica è un bel pezzo interpretato benissimo da Sebastiano Frattini su una replica plastica, stampata in 3D, di uno Stradivari. Il suono non è perfetto e non solo per la registrazione, ma è un esperimento intrigante. Ho montato anche qualche foto, mi piaceva dare il senso di cosa è stato World Wide Rome.

Del mio contributo a #Makers12 ho scritto qua: spero presto arrivino online altre documentazioni su World Wide Rome. Parecchio tempo fa, invece, ho avuto il piacere di essere intervistato dalla sempre brava Maria Petrescu per Intervistato.com, bella iniziativa che porta avanti con Jacopo Paoletti. E’ un contributo di agosto scorso, ma il momento è appropriato: con Maria partiamo discutendo di Social Media e aziende. Alla fine del primo video (sono in totale cinque, per un totale di un’ora di intervista) racconto la nostra visione del Social Commerce. Ma già nel secondo video racconto del movimento del Do-It-Yourself, dei Makers e di Futuro Artigiano – heck, chiedo scusa a Stefano Micelli per il nome ma il libro era appena uscito.

Interessanti, se posso dire, anche la fine del terzo video e l’inizio del quarto in cui parliamo di cosa potrà succedere tra qualche anno e di deep innovation, cioè delle trasformazioni profonde del tessuto sociale come le Economie di Rete di cui abbiamo parlato a Roma. Divertente.

Jacopo e Maria seguono il tema del Social Commerce anche su Social-Commerce.it

 

[Sto raccogliendo le idee per World Wide Rome – Makers Edition, che si terrà il prossimo 9 marzo e a cui avrò il piacere di partecipare. Ritrovo questo articolo scritto a fine 2010 in occasione della visita a un mercatino di Etsy visto a New York. Occasione per riflettere, allora quanto adesso, sulle nuove economie di Rete – non tanto perché digitali ma in quanto basate sulle reti di relazioni, potenziate dal digitale. Semi di una trasformazione radicale in atto da tempo e che sta mostrando i suoi effetti. -ad]

stitches

Maggio 2010. C’era un vento terribile quel pomeriggio a Chelsea, New York. Alle foglie si mischiavano, fuori controllo, illustrazioni fatte a mano, segnalibri e pupazzetti dagli occhi strabici. Le bancarelle erano costrette a chiudere. Non era un mercato rionale, ma un raduno dei venditori di Etsy.com, marketplace online di “All things handmade”. Giovani designer, artisti visuali e stilisti, appassionate del fatto-a-mano e del fai-da-te, rivenditori di oggetti vintage hanno colorato e animato una strada rendendola simile a un raduno freak. Già. Ma non senza una vera e propria freakonomics, per dirla col libro di Levitt e Dubner. Continue Reading…