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Articles tagged with: leweb07

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[11 Dec 2008 | One Comment | 2,727 views]

Quest’anno ho mancato l’appuntamento con LeWeb3 Paris – sarebbe stato il terzo, dopotutto. Sembrerebbe che mi sia andata meglio così, a parte aver perduto l’occasione di incontrare esponenti interessanti del nuovo Web mondiale, cosa che in Italia non capita mai – non tutti assieme, almeno.

Congresso di Vienna

Comunque: il report migliore che ho trovato in giro è quello fatto per DownloadBlog dal bravo Dario Salvelli. Poi si trova qualcosa su BlogBubble e sul restilizzato Technorati. Evito le polemiche all’italiana, mentre non posso non segnalare l’esilarante, pungente articolo del Guardian:

Freezing cold, no Internet, boring: it’s a French Web 2.0 conference!
Want to know how Britain should spend that billion pounds it has earmarked for internet startups? On a vodka-fuelled conference in a sauna in London. It would sure put LeWeb into the shade. Though almost anything would.

Già dal titolo sono palesi i dissapori tra Francia e UK, che durano dai tempi di Napoleone se non prima. Poi non fa che migliorare… Ah che lezione di giornalismo. Very british. Tutto da leggere, con gusto. Io prendo nota :)

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[26 Dec 2007 | No Comment | 1,159 views]

Uau. Dopo una prima puntata, Nea Polis torna a parlare di blog e start-up in occasione del LeWeb3 07 (i miei report qui e qui, oltre che sul Sole24Ore.com: uno e due). Questa volta compare anche il sottoscritto, subito dopo Olivier Creiche, responsabile di Six Apart Europe. più o meno a metà del video.

A questo indirizzo.

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[21 Dec 2007 | No Comment | 1,370 views]

Mi è capitato raramente di riuscire a vedere Nea Polis, la trasmissione sulle nuove tecnologie fatta dagli studi RAI di Napoli, ma l’ho trovata sempre interessante. Non è quindi un caso, forse, che siano stati proprio loro a venire a Parigi per LeWeb3. Ecco il servizio di Annateresa Damiano.

(Grazie Alessio!)

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[14 Dec 2007 | No Comment | 1,157 views]

…di quel geniaccio di Hikari, noto anche come Luca Sartoni. Gran bel reportage :D

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[13 Dec 2007 | One Comment | 7,546 views]

Anina Ieri ho avuto da fare – anche per scrivere questo e questo, che sarebbe un’intervista a Dan Rose (foto), vp business development di Facebook – e ho perso molti interventi. Sono riemerso a fine giornata in tempo per sentire Joi Ito (blog) fare un appassionato intervento su World of Warcraft e i MMPORG – Massively MultiPlayer Online Role Games, ne parla anche Kurai. Avevo letto di Ito e lo conoscevo per temi di progettazione in senso esteso, ma non capivo bene il perché della sua insistenza su WoW. Poi la frase illuminante:

These environments are metaphors. We look at new behaviours, like the ones from kids, and then try to apply them to humans“.

Bam, fulminato. Magari succedesse anche da noi. E il bello è che lui l’ha presentato come se fosse la cosa più semplice del mondo: “Non possiamo mica applicare ai giovani i modelli degli adulti, no?”. That’s it. Ciò che lui studia, quindi è la “Amateur revolution“, il mondo che sta spuntando dalla Coda Lunga.

Stamattina ho avuto la fortuna di fare incontri interessanti. Il primo è stato con Anina, ragazza fantastica e geniale (mie foto qui, altre qui), tale da meritare un post a parte. Ne aveva parlato alter qui.

Me and Loic Le Meur Poi Loïc Le Meur, organizzatore della conferenza, che si è detto soddisfatto di come è andata. “I think it has an impact”, ha affermato. “There are lots of companies from many countries, speaking different languages”, un tema a lui caro anche perché non manca mai di ricordare i business nati qui, nelle passate edizioni. Gli ho chiesto se secondo lui c’è il pericolo di una “bolla 2.0″ e ha affermato con convinzione “No”. Le 33 start-up della competition sembrano dargli ragione, ma, anche se non smetto di ricordare che tecnicamente di bolla non si può parlare, io mi permetto di dissentire. Ora le iniziative tendono a verticalizzarsi sempre più, e anche se in questo modo possono guadagnare in efficacia, rischiano di sovrapporsi sul mercato e non raggiungere così economie di scala. Mi domando quindi quante start-up di oggi ritroveremo come aziende consolidate domani.

Sempre illuminante David Weinberger, anche per la disponibilità e l’ironia. Su stabilità e validità del momento che stiamo vivendo si è limitato a ricordare come i cambiamenti avvengano prima lentamente e poi rapidi, con il punto di domanda sul quando si verifichi il cambio di ritmo. In ogni caso, ha continuato “There’s a lot of people moving in the same direction”. E una certezza: che “The tail is just a fact, it’s a market, it’s inevitable”. Ci stavamo riferendo ovviamente alla teoria della Long Tail di Anderson. Affermazione che potrà far inarcare le sopracciglia agli scettici, ma che invece è sempre più ovvia, è che oggigiorno Business models comes second. Increduli? Ahah. Invece funzionerà.

Doc Searls E’ stato Doc Searls, tra le altre cose co-autore di Cluetrain Manifesto con Weinberger, a darmi la chiave per capire (anche) questo. “The value chain”, ha affermato, “will be replaced by the value constellation. Fantastico, anche perché, scusate se me lo dico da solo, mi capita spesso di fare lo stesso ragionamento, con clienti, partner, amici etc. Oggi non si può ragionare facendo riferimento a un “segmento lineare” di realtà, lungo il quale compiere delle azioni e aspettandosi delle immediate reazioni. Metti il pacco sullo scaffale, fai pubblicità, vendi i pacchi, e ricominci. Non funziona più così. Oggi bisogna ragionare in maniera sistemica, in cui ogni elemento partecipa a un ciclo o, appunto, fa parte di una costellazione. Ecco quindi perché, ha continuato Searls, nasce il Because effect: “Capiterà più spesso di fare soldi “a causa di” qualche azione che compiamo, piuttosto che “con” ciò che facciamo”. E il concetto è simile a quello che ho definito il “marketing ortogonale” dei blog.

Be’, mi fa piacere aver capito qualcosa ed essere riuscito anche a fare qualche addizione per conto mio. Searls, che invece è migliaia d’anni avanti, ha esteso il concetto. Premesso che il suo ragionamento verteva su una sua predizione, e cioè che “La pubblicità come la conosciamo ora è destinata a sparire”, modello Google AdSense compreso, ha affermato che Dovremo far incontrare “The living web” con la value constellation, e trovare quindi forme completamente nuove. Anche perché il centro dell’attenzione non sono più il prodotto, il brand, l’azienda, bensì “The individual is the real platform”.

Ora si capisce perché i business model, i conti a brevissimo termine, non sono sempre importanti? Perché qua si tratta di ridefinire le logiche. Si tratta di uscire definitivamente dal ’900. Un compito arduo ma inevitabile.

Ho aggiornato le foto, che si trovano a questo tag.

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[12 Dec 2007 | No Comment | 376 views]

[Articolo originariamente scritto per IlSole24Ore.com, in questa pagina -ad]

Due giorni di evento al centro dell’Europa – Parigi – per incontrare i massimi esponenti mondiali della nuova Internet. Nato quattro anni fa come incontro tra blogger, LeWeb3 è ormai l’appuntamento principale, al di qua dell’oceano, per il Web 2.0. E insieme ai fondatori delle aziende di successo, si incontrano anche start-up e investitori.

Il successo dell’edizione dell’anno scorso, a cui hanno partecipato anche politici di spicco, ha trasformato improvvisamente questo evento da incontro di nicchia a spettacolo dell’innovazione. Presenti i fondatori di molte tra le grandi “stelle” della nuova Rete: Kevin Rose, Digg.com, Evan Williams, che dopo aver venduto a Google Blogger.com ha poi creato Twitter, Dan Rose, vice president per il business development di Facebook, sono solo i nomi della prima mattinata. A questi si sono accostati personalità provenienti da mondi diversi, come Hans Rosling dello svedese Karolinska Institute, che ha inventato un rivoluzionario metodo di visualizzazione dei dati sanitari e socio-demografici, o il più noto designer Philippe Stark.

L’incontro di punti di vista diversi, necessari per portare in Rete realtà sempre meno “digitali”, è altra caratteristica dell’evento – ed è anche uno dei motivi ad aver attratto qui circa 1.800 persone, oltre al panel di circa 50 speaker. Ridotta la presenza italiana, a parte qualche iniziativa nella start-up competition. Paolo Valdemarin, founder di eVector, una delle poche aziende italiane presenti all’evento, ne attribuisce il motivo a una tradizionale scarsa predisposizione alle innovazioni digitali da parte dell’Italia, che risulta esclusa dal circuito internazionale degli eventi di settore. «Questi incontri», ha affermato, «sono l’unica occasione in cui è possibile incontrare personalità di calibro internazionale anche al di fuori dell’ambito tecnologico». Una opportunità, ha concluso, «per trovare ispirazione». Valdemarin ha inoltre annunciato State of the Net, evento che si terrà a febbraio nell’ambito di Innovaction, Fiera dell’Innovazione, Udine, e che si ripromette di raccogliere speaker di livello internazionale.

L’ispirazione sembra essere ingrediente fondamentale, in questi tempi in cui i piani operativi risultano invece spesso in discussione per i cambiamenti continui degli scenari di mercato. Un approccio condiviso anche dagli investitori, che tornano a frequentare questi ambienti alla ricerca della prossima idea in grado di rivoluzionare la Rete. Ancora una volta.

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[11 Dec 2007 | No Comment | 1,430 views]

Ok, l’edizione 2007 di LeWeb3 (aka LeWeb307) è cominciata. Un po’ sotto tono, secondo me, e con gravi, gravissimi problemi al Wi-Fi. Impossibile lavorare dalla sala conferenza: ci si collega ma non passa nulla, nonostante i 120 mbps assicurati da Loic. Lui e Geraldine hanno aperto i lavori raccontando poco di quanto accaduto nell’ultimo anno. Questa volta ci sono anche giornalisti e politici (tra il pubblico), e 33 aziende per la start-up competition. Mi sarei aspettato un po’ di overview sullo sviluppo della Blogosfera e del business del Web 2.0 su scala europea, considerando il punto di vista privilegiato di Loic.

Quindi un primo panel sulla digital identity, dal quale è emerso, in sintesi, che nelle social network (e nei blog) i problemi di identità sono meno sensibili che in altri ambienti, perché creare un proprio profilo (così come sviluppare il proprio blog) richiede un "investimento personale". Bella sintesi di Dan Rose, vp of business development, Facebook: "Can’t get any value out of the system if you’re not authentic". Ho poi avuto modo di intervistarlo, more about that later :). Ancora lui, durante il panel, ha voluto sottolineare che in Facebook "the relationships are based on real world relations", perché, a differenza di MySpace, la maggioranza dei profili è privata. Così, secondo lui, "people tend to behave on Facebook the way they behave in the real world" (affermazione quantomeno discutibile :).

Evan Williams

Simpatico Evan Williams, già fondatore di Blogger e ora di Twitter. L’ha definito "Blogger 2007 – Now with less!": no comments, no titles, no pictures, no templates, no formatting, just 140 character, e ha raccontato le molte cose che secondo lui si possono fare *togliendo* funzioni.

PS Le mie prime foto sono qui.

Barcamp, News »

[10 Dec 2007 | No Comment | 1,189 views]

Alla fine si fa. Dopo tanta programmazione, stava per saltare. Grazie a un po’ di serendipity, invece, alla fine sembra funzioni tutto (ma lo saprò solo se stanotte dormirò con un tetto sulla testa anziché in riva alla Senna ;).

Martedì 11 di prim’ora (si comincia h08:30, per cui registration un’ora prima) Loic LeMeur introdurrà l’edizione 2007 del suo LeWeb3, ormai diventato l’appuntamento annuale per discutere di Blogosfera e dello sviluppo di Internet in generale.

Partenza alla grande, con Dan Rose di Facebook, Kevin Rose di Digg, Hans Rosling, che l’anno scorso aveva fatto una delle più applaudite presentazioni con le analisi sviluppate con Gapminder.org, e, voilà, Philippe Starck – al quale non mancheremo di chiedere il restyling del sito :). Il programma si trova qui.

PS I report dal LeWeb3 dell’anno scorso si trovano qui e qui. Le foto qui.

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[27 Nov 2007 | No Comment | 2,027 views]

Si parte da stasera, a Monza, per la tavola rotonda "Italy – Silicon Valley Experience" organizzata dall’Ambasciata USA in Italia, di cui ho già raccontato qua. Il live-blogging dell’evento quest volta lo farò sul sito di First Generation. Si parte alle 18:00 (prompt!). Altrettanto conta di fare David Orban sul suo blog a cui, se tutto funziona, spera di aggiungere anche il video streaming.

In rappresentanza di 1GN parteciperà alla tavola Luigi Orsi Carbone per presentare la prima uscita pubblica del Network: il supporto e la sponsorship di Mind The Bridge. L’avevo accennato qua e ora è uscito anche il pezzo su Ilsole24ore.com.

Qualche contrattempo per l’organizzazione della trasferta parigina in occasione del LeWeb3, martedì 11 e mercoledì 12, ma conto ancora di non mancare (fantastico quando organizzi le cose con così tanto anticipo che ti si smontano durante :). Per chi arriva lì prima, sabato 8 c’è anche il BarcampParis15.

Prima però si passa da Roma per Più Libri Più Liberi, sesta edizione della fiera della piccola e media editoria. Il giorno 7 avrò il piacere di moderare un gloriosissimo panel sul tema del corporate blogging. Migliori informazioni su questo quanto prima.

Il 9 dicembre, domenica, c’è il PiùBlogCamp. Mi son perso un pezzo e non ho capito perché domenica, accidenti, qualche difficoltà a fermarmi. Ma ci proverò. Il sabato sera precedente c’è la PiùCena. Altre info su PiùBlog.

Appuntamento successivo: sarebbe bello andare a Trieste per il MittelCamp. Una festa per l’apertura dei confini. Ci dice tutto Enrico Marchetto (attualmente il suo blog sembra down ma l’indirizzo mi risulta giusto).

Mica è finita: occhio perché verso metà gennaio ci si trova a Torino per la nuova edizione (rinnovata) del TurinCamp. Mica me lo posso perdere, quello dell’anno scorso è stato il mio primo camp, sigh. Ne racconta Axell.

Events and Reports »

[26 Oct 2007 | No Comment | 1,888 views]

Questo weekend mi perdo il Festival della Scienza di Genova, mannaggia. Però potrete seguire molto dall’ottimo blog, tra i curatori del quale troverete molti nomi noti. Intenso il programma dei blogger.

Settimana prossima si fa la valigia per Berlino, per l’edizione europea del Web 2.0 Expo, il convegno di O’Reilly (in Europa con CMP). Cinque giorni di convegno: un’avventura. Io in più ci aggiungo un weekend di turismo :D

Se tutto va come previsto (cioè mai, però non si smette di sperare) al ritorno si vola direttamente a Roma per la Splinder Night, e salutare un po’ di amici. Splinderiani, non potete mancare!

Pausa (si spera) riflessiva durante il resto di novembre, per poi rimpacchetare il necessario e volare verso Parigi, all’edizione 2007 del LeWeb3.

UPD: Non mancate di (era: segnalarmi) linkarmi se ci siete anche voi. (era: troveremo) Eccolo il modo di incontrarci, ed è pure divertente da matti: un social network fatto apposta. Oggi ho salvato su Del.icio.us il link all’home page di Crowdvine con un ingeneroso “Un Ning che funziona” :)