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woodd-iphone-cover-laser-cut-design Nel disclaimer c’è tutto il senso del post: dei due fratelli Wood’d uno, Stefano, è mio studente del primo anno in Naba. L’altro, Andrea, è poco più grande. Fanno cover per iPhone e altri accessori geek usando legni pregiati e decorandoli  in laser-cut. Senza tanti pensieri né domande su quale sia la community di cui fanno parte, stanno costruendo un business. Dopo il salto puoi trovare uno dei loro prodotti in vendita e altri link.  Continue Reading…

Questo me lo segno, che potrebbe venirmi utile per il corso NABA. E comunque è anche un gran bel pezzo per vivacizzare il sabato mattina.

Via Maestro Alberto

Gran bel post di Felix Turner, freelance web developer di LA: How to Beat Apple – Get Serious About Product Design. Come dargli torto. Ho pensato le stesse cose durante la mia ultima visita al Media World di quartiere, una distesa di  tristi plastiche. Ok. La cosa più interessante però è il blog di Andrew Kim, uno studente di design coreano / canadese, di 18 anni.

La foto sopra è un esercizio su un possibile telefono di cui bisogna davvero guardare l’intero processo di design. Altrettanto fenomenale è il progetto di Espresso TV – compreso Unicable e interfaccia. E non sono i soli.

Un talento. Fossi HTC, HP, Samsung o similari lo metterei sotto contratto subito.

Ho incontrato Stefano Sanna per la prima volta a Frontiers of Interactions 2007. Il suo intervento mi aveva colpito, come ho scritto qua. Qualche chiacchiera veloce, poi ci siamo un po’ seguiti online, ma niente di più. Fino a una sera, in Skype: “Alberto!”. E mi manda un file. Questo:

Era il numero di Aprile 1996 di PC Magazine. Io, tra le varie cose, curavo la rubrica OS/2, e avevo recensito la Zona OS/2 che lui curava su Bronto Server, il sito del suo amico Marco Marongiu (che ora lavora a Opera Software, a Oslo), senza ovviamente conoscerli affatto. Altrettanto per loro, che si sono trovati sul giornale in modo del tutto inaspettato. Quella sera su Skype Stefano mi ha raccontato che effetto gli aveva fatto la sorpresa ai tempi, che energia gli aveva dato. Non vi dico io mentre lo diceva, e il piacere di scoprire che una piccola cosa fatta tempo addietro era servita a qualcosa.

Ora Stefano (scheda sintetica) è un riconosciuto professionista, esperto di sviluppo mobile. Sua la Divina Commedia per iPhone, che è stata per lungo tempo l’applicazione italiana più scaricata. A Better Software, il 5 Maggio, aprirà le danze con uno speech dal titolo Application Store Potenzialità e trappole, che ci racconta qui.

Eccomi qui a raccontarti dell’intervento che faro’ a Better Software la settimana prossima. Come mi hai raccomandato, scrivero’ queste note molto informalmente, come se ti stessi raccontando l’intervento mentre stiamo andando a Firenze alla conferenza. Non ti nascondo che scriverti per raccontarti un mio lavoro, 15 anni dopo la prima volta, mi riempie di emozione. E ti assicuro che non sono parole dette a caso [Altrettanto, Stefano. Io di parole non ne ho proprio più :D ndr].

Il mio intervento si intitola Application store, potenzialità e trappole e vuole dare il punto di vista dello sviluppatore a proposito di fenomeni come App Store e Android Market. Il web è pieno di autorevoli analisi, commenti e statistiche che studiano e decifrano (o cercano di decifrare) l’enorme successo della rivoluzione introdotta con la seconda generazione di iPhone. Si tratta spesso di statistiche complessive (sono state scaricate N miliardi di applicazioni), oppure frutto di sondaggi presso gli utenti oppure ancora casi di successo eclatante. Normalmente chi parla è un analista, mentre gli sviluppatori sono dietro le quinte. Io sono sviluppatore al 100%, come tempo e come animo, e nel mio intervento presenterò la mia esperienza diretta e quella di altri due sviluppatori di successo italiani. Parlerò, dunque, di gente di casa nostra, con dati di prima mano, mostrando con entustiamo risultati apprezzabili ma sottolineando anche la delusione per cio’ che non e’ accaduto. Ovviamente non ho la ricetta magica per fare milioni di euro sugli application store: non mostro trucchi ne’ prevedo il futuro. Se così fosse avrei ben altra qualita’ di vita! Parlo della realta’, della cruda realta’ :)

Andiamo per ordine. Continue Reading…

Via Facebook trovo su un blog coreano: mock-up o c’è qualcosa di vero? Certo per chi ha molte applicazioni iPhone (io ne ho dieci schermate) non sarebbe male una funzionalità simile.

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Windows Phone 7: Intrigante

dottavi —  15 February 2010 — Leave a comment

Si è appena conclusa la conferenza di lancio di Microsoft Windows Phone 7, in occasione del Mobile World Congress a Barcellona. Riprese ufficiali a questo indirizzo. I primi video promozionali di Microsoft, devo dire, non sono niente male e dimostrano un’idea di interfaccia che in parte si distacca anche da quella dell’Apple iPhone, con qualche miglioramento. Qua sotto il primo della serie, qui gli altri.

Ho avuto il piacere di ricevere una richiesta di intervista (scritta) da Innovation Café, altra iniziativa Telecom Italia collegata a Next Open Innovation. Consegnata da poco, mi hanno detto che la pubblicheranno a febbraio. Ci tengo però a segnalarla ora (dopo il salto), prima degli annunci Apple attesi per mercoledì 27, giusto per una scommessa con me stesso. Le indiscrezioni parlano di iCloud, un sistema per mettere la propria musica in Rete in modo che sia sempre accessibile, e di un possibile tablet. Nel primo caso buona idea, ci sta lavorando anche una giovane start-up italiana, Audiobox.fm, segnalata da uno dei fondatori, Claudio Poli con cui abbiamo avuto una piacevole chiacchierata in mail – approfondimenti in futuro.

Una ipotesi di possibile Apple Tablet secondo SciBlogs

Una ipotesi di possibile Apple Tablet secondo SciBlogs

Quel che più o meno tutti si aspettano però è un tablet. Una sorta di super-iPhone da 10 pollici, o qualcosa di simile. Microsoft ha messo la bandiera sul nome Slate poco tempo fa. Insomma la mia scommessa è che Apple un tablet lo presenterà, e cambierà di nuovo le regole del gioco. Io mi immagino un sistema semi-chiuso, come l’iPhone, e l’estensione di iTunes a più contenuti digitali a pagamento, video e libri in primis, per non parlare di possibile interazione wireless con computer o anche le nuove tv recentemente presentate al CES. Io mi immagino che si potranno comprare video, film, podcast, corsi on-line dal tablet, e poi proiettarli in tv. Una macchina da salotto. Un super-telecomando. E guarda caso proprio ciò a cui i produttori di televisori non hanno mai badato. Insomma penso si possa iniziare a reinventare l’esperienza della televisione.

Lo stesso dicasi per i libri. Ci vedo bene la morte del Kindle di Amazon e di tutti gli e-book reader, non perché non siano interessanti ma perché si rivolgono a un pubblico di nicchia e perché storicamente le macchine dedicate hanno sempre perso contro quelle generali (concetto che risale, tutto sommato, a Turing). Il che è coerente anche con le tardive mosse di Amazon di aprire il Kindle agli sviluppatori e, pochi giorni fa, di alzare le royalty per gli editori al 70%. Troppo tardi, imho. Anche perché che noia i libri da leggere. Su un dispositivo così si possono immaginare libri di natura completamente nuova. Per esempio con i video dentro.

Magari mi sbaglio, eh, però di solito funziona così: It’s the software, as always. E i prodotti Apple sono oggi ottimo software incastonato dentro ottimo hardware. Chiuso, certo. Ma chi l’ha detto che Internet e i contenuti devono essere gratis?

Segue l’intervista sul più generale tema dell’innovazione, anche italiana, con pillola video finale.

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Augmented iPhone

dottavi —  13 July 2009 — 1 Comment

Il bello e il brutto di depositare dei brevetti è che diventano, sì, protetti. Ma anche pubblici. E’ il caso della richiesta numero 20090175499 dello scorso 17 giugno, presentata da Apple al Patent & Trademark Office degli Stati Uniti. Intriganti questi punti, come sottolineato da Fierce Mobile Content:

[0008] In accordance with the invention, a portable electronic device and method of operation are provided in which the device can attempt to identify an object and obtain additional information about the identified object…

[0009] In some embodiments, in order to detect an object, the portable electronic device can automatically determine the current environment and… select a detection technology (e.g., a RFID reader, a camera, an IR image capture device)…

[0010] …Based on the selected mode, the portable electronic device can adjust parameters used for searching an identification database. For example, if the user selects to identify an object in a “MUSEUM” mode, the portable electronic device can search the identification database for objects that are commonly found in a museum… if the user is determined to be in Las Vegas and the portable electronic device is set to a “RESTAURANT” mode, the device can limit the search of the identification database to restaurants in Las Vegas.

Stai a vedere che l’anno prossimo Apple ti combina qualche altro scherzo niente male :)

Apple 2009

dottavi —  8 June 2009 — Leave a comment

In corso a San Francisco la mai tradizionale Apple Worldwide Developer Conference. Le prime news parlano di una line-up completamente nuova per i notebook.

Io questa volta seguo la Appleroom su Friendfeed, e Gdgt.com (a cui va il credit per l’immagine).

Premessa: post molto, molto lungo. Di questo e molto altro si parlerà domattina all’incontro sul Mobile Social Networking, in cui Buongiorno annuncerà ufficialmente Blinko.com.

Ok. Passate le code di 60 ore per acquistare il primo esemplare, e mentre da noi siamo ancora nel pieno delle polemiche per le tariffe, volevo proporre un ragionamento più ampio sull’iPhone 3G. In estrema sintesi, rappresenta un momento di svolta importante per il mercato, un vero e proprio milestone. Cambiando il modello di sviluppo applicativo e, soprattutto, di vendita delle applicazioni, Apple sta dando uno scossone come mai visto prima al settore della telefonia mobile e a Nokia in primis, che ha davanti tempi davvero problematici. Il tutto, ovviamente, in my humble opinion, aspetto che darò per scontato nelle prossime righe. Il disclaimer, semplicissimo, è che io sono un utente Nokia e Windows, ho un MacBook che uso come secondo computer ma non sono per niente un Apple fan. Anzi, ho partecipato al Nokia University Program, per cui non è una posizione proprio comoda, la mia. Ma tant’è: quando la notizia c’è, va data, come si diceva un tempo.

A (closed) window of opportunity

Commentavo proprio ieri da Mobile Opportunity come e perché Apple riesca ogni volta a “cambiare il mondo”. Simply put: “Natura non facit saltus”, ma la tecnologia sì. E Apple, nella attuale gestione Jobs, è sempre stata capace di saltare prima e meglio degli altri. Fuor di metafora, I “terminalisti” storici come Nokia, RIM (Blackberry) e gli altri, sono andati avanti sviluppando il mercato con un modello evolutivo: aggiungendo funzioni. Finché la complessità non è diventata impossibile da gestire, così come il legacy (= i sistemi esistenti). Stesso problema di Microsoft sul desktop: Vista è una “evoluzione lineare” dei sistemi precedenti. Sorry, questo era il modello della tecnologia anni ’90: sviluppa per il futuro ma introduci le novità gradatamente. Non funziona più. La tecnologia è complessa, e così dispositivi e sistemi, e alla fine diventa inusabile. Bisogna reinventare i modelli. La risposta Apple a questo problema è “iTunes”. Ma prima di arrivarci diamo un’occhiata ai problemi di Nokia.

The software is the message

Questa Telecoms.com (l’accesso può richiedere registrazione) risale al marzo di quest’anno. Che Apple avrebbe fornito un modello semplice (e per di più chiuso, ma questo è un altro ragionamento) agli sviluppatori era abbastanza palese. Così come è ovvio che gli sviluppatori sono il motore del software, e che il software è il motore di… tutto. O meglio: è il motore della cultura informatica, che non è quella dei telefonici (sia operatori sia terminalisti). Mentre in questi ultimi 18 anni (mettendo il 1990, data di lancio di Windows 3.0, come momento d’inizio dell’informatica personale) i sistemi pc si sono evoluti secondo livelli di astrazione sempre maggiore, allontanandosi dal ferro, i telefoni hanno invece sempre mantenuto una logica embedded, con funzioni sempre nuove implementate direttamente in hardware. Ed è invece il software, non l’hardware, il cuore e l’innovazione dirompente dell’iPhone (lo dice anche la Reuters).

Dovendo segmentare il mercato per mille (validi) motivi Nokia è arrivata a una situazione così. Da confrontare con l’offerta Apple attuale, in questa pagina. Delle problematiche di sviluppo per Symbian abbiamo parlato con Marco Zamperini già nel 2003. Questo, negli anni scorsi, ha offerto un’opportunità per Microsoft Windows Mobile, ovviamente. E Microsoft, che con gli sviluppatori ci sa fare come pochi altri, è sempre un attore da tenere d’occhio.

Fatto sta che mentre Apple, annunciando l’SDK, creava anche un fondo di investimento per le nuove applicazioni (“To show support for the initiative, Apple unveiled an $100m investment fund from Kleiner Perkins Caufield & Byers that will be available to develop new iPhone apps”, recita la Telecoms.com citata prima), Nokia faceva… Niente. O quasi.

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Quasi live, dall’amico Dario Melpignano che è in quel di San Francisco, al Moscone West, riceviamo le prime info sulla ressa che c’è all’Apple Worldwide Developers Conference (foto!). Dario dovrebbe tenerci aggiornati in tempo quasi reale. Nel frattempo TechMeme segue… il meme, appunto, e Michael Arrington fa un live coverage da paura su TechCrunch, oltre a dilettarsi anche lui con Qik (Hi Mike, this one we did it before you, once in a lifetime ;D ). Nota: qui gli aggiornamenti sono sequenziali, quindi gli ultimi arrivi in fondo.

AGG: L’inizio del keynote di Steve Jobs è previsto per le 19:00 ora nostra, fine alle 20:30. I comunicati ufficiali dovrebbero arrivare verso le 21.

18:54: Eheh, la solita battaglia tra i due :) Engadget contrattacca. Coverage inferiore a quello di TechCrunch ma 220 commenti…

History of sharing
Credo che questo commento, #3 sul covering di TechCrunch citato sopra, dica veramente tutto su cos’è il live-coverage… Johnyzar – June 9th, 2008 at 7:57 am – Let us enjoy it as much as you!

18:58: Dario aggiorna: (era: 7000) 5200 persone, per la prima volta tutto esaurito, 95 percento uomini… (e commenta: “Decisam abbiamo anche qui un gender issue” :)

19:01: Apple store down: “busy for updating”

:D

19:12: Repubblica.it non ha niente, la query per iPhone produce risultati non ordinati. Idem Corriere, ma Pratellesi ha qualche riflessione di ieri sera. Altrettanto il Sole, con un contributo e un background di Gianni Rusconi.

19:24: Grande Dario! Here he is. Before…

and after taking the scene.

19:36: Questa foto qui sopra, pubblicata su Flickr, ha preso 1.600 view in, let’s say, tre minuti?

19:54: Dario aggiunge: “Enfasi su enterprise app, supporto MS Exchange e VPN, poi demo di applicazioni ebay sega typepad. Controllo giochi con accelerometro, tutti i giochi annunciati per ora on vendita a 9,99 usd al lancio dell’app store”

20:17: Dario commenta così la presentazione di MobileMe: “Exchange for the rest of us. Push e-mail, contatti, calendario e integra pc, Mac e iPhone wirelessly. Ben oltre un semplice aggiornamento di Mac.com, costerà 99 usd anno incluso 20 gb di disco. Upgrade gratis per utenti di mac.com”.



20:38: Eccolo, è lui! E’ l’iPhone 3G:

20:52: Confermato! iPhone 3G a 199 dollari! (e se non ho capito male, in tutte le country?!?!? Aspettiamo conferma dai comunicati)

21:08: Anche l’Apple Store italiano ha le primo info su iPhone 3G.

MENTRE APPLE a San Francisco “reinventava il telefono” con l’iPhone, qualche centinaio di chilometri a nord-est, a Las Vegas, si teneva il Consumer Electronics Show, importante appuntamento annuale con il meglio della tecnologia. E se Steve Jobs ha incantato la platea con il cellulare che definisce la nuova categoria degli “smartmobile”, rendendo obsoleti gli smartphone, Bill Gates mostrava invece sconosciute funzionalità di Windows Vista, il sistema operativo che equipaggerà tutti i futuri computer – quelli non Apple, ovviamente.

Vista, definito da Gates «di gran lunga la più importante versione di Windows di sempre», rimetterà in moto un’industria che negli ultimi anni ha un po’ stentato a rinnovarsi, se non si considera l’innovazione su Internet, che invece procede a ritmi sostenuti. Le novità appena presentate riguardano principalmente la gestione dei contenuti multimediali. Sarà infatti dotato, tra l’altro, di una suite di funzioni multimediali, per facilitare la gestione delle foto e la creazione di DVD da guardare in televisione.

Ed è proprio su questo punto che l’industria sta lavorando alacremente: il collegamento tra pc e tv. Proposte simili, che segnano la direzione del mercato, vengono nuovamente da Apple e Microsoft. Sempre al CES Bill Gates ha presentato Windows Home Server, uno scatolotto da collegare alla rete casalinga e su cui salvare tutti i dati: foto, video, musica o altri documenti. Questi verranno letti da ogni computer di casa, o da dispositivi come la console di gioco Xbox, per poi essere mostrati, appunto, in tv. Più semplice l’idea di Jobs: AppleTV è un ricevitore wireless che si collega direttamente al televisore e che riceve i contenuti dal computer senza bisogno di cavi.

La taiwanese Asus interpreta il tema diversamente. Con Asteio D22 propone un “centro digitale” in grado di operare come computer e come videoregistratore digitale in alta definizione con funzionalità simili all’americano TiVo. Inoltre è in grado di trasmettere i contenuti su altri dispositivi attraverso la rete. Ancora diversa la proposta di SanDisk, maggior produttore al mondo di schede di memoria, che propone un sistema basato su tecnologia USB, chiamato appunto USBTV e che dovrebbe permettere di usare le chiavette di memoria a cui siamo abituati.

Intanto i televisori si ingigantiscono, con Sharp e LG Electronics a presentare modelli con diagonale da 108 pollici – il che significa uno schermo piatto largo due metri e 37 centimetri e alto un metro e 34. Prezzi ancora non noti ma sicuramente superiori a 30.000 dollari. Ma per apprezzare l’alta definizione cinematografica senza impazzire può bastare un televisore full HD, quindi in grado di visualizzare la risoluzione massima chiamata 1080p. Per quanto superiore a quelli chiamati HD ready, hanno comunque prezzi più accessibili. In questo caso si potrà utilizzare al meglio il nuovo player di LG Electronics che risolve i problemi tra i due formati DVD ad alta definizione: Blu-ray e HD-DVD, di cui abbiamo parlato su queste pagine non molto tempo fa. Il nuovo Super Multi Blue, nome in codice BH100, supporta infatti entrambi i formati.

Il 2007 promette bene: le sorprese tecnologiche di questi giorni non saranno le sole che incontreremo nel corso dell’anno.