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david-orban-singularity-university“Un’idea o progetto per rendere migliore la vita, aumentare la felicità, la salute, l’istruzione, la sicurezza, le opportunità per il futuro di almeno tre milioni di persone in Italia nei prossimi tre anni, facendo leva sull’innovazione e sull’uso della tecnologia”. Questa la ricerca di Axelera, fondazione / associazione no-profit creata recentemente da un gruppo di alumni e simpatizzanti della Singularity University, per la quale c’è un premio da 30.000 dollari quale borsa di studio per frequentare il corso estivo. Ho fatto due chiacchiere con David Orban, primo ad aver portato la SingularityU in Italia, sul premio e altro. La teoria della singolarità parte dalle idee di Ray Kurzweil secondo il quale, per farla molto molto semplice, alcuni cambiamenti tecnologici hanno impatto esponenziale, dalla natura dirompente.

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italian-economy-2009-export

Bellissimo servizio realizzato tra Harvard e il MIT: The Atlas Of Economic Complexity. A parte il report scaricabile, molto intriganti le visualizzazioni interattive. Un bel modo innovativo di imparare, e ottimo uso degli #opendata, che stanno un po’ prendendo piede anche in Europa. Così si scopre che nel 2009 la maggior parte delle nostre esportazioni, macchia blu dell’immagine sopra, è stata sostanzialmente di meccanica. E che l’import, invece, ha questa grossa macchia nera di petrolio (nell’immagine sotto). Possiamo continuare così? Sarebbe bello ogni tanto sentir parlare anche di macroeconomie e visioni strategiche per il Paese.  Continue Reading…

E’ uscita una piccola documentazione di Innovation Cafè, lavoro fatto qualche tempo fa dal gruppo Next Innovation di Telecom Italia, e c’è anche una mia testimonianza. Si trova qua sotto.

Innovation Cafè: eBook sull’innovazione italiana

Devo ringraziare Antonio Savarese (blog, Twitter) per l’invito a TechnologyBIZ, manifestazione di due giorni dedicata all’innovazione. Si tiene a Napoli il 27 e 28 ottobre e si rivolge a quello che chiamano Euromediterraneo. L’occasione per cui è stato coinvolto il sottoscritto è parlare di Blomming, ma gli argomenti sono ovviamente i più diversi. Antonio mi ha anche chiesto una riflessione sul tema innovazione in generale, e in particolare “Siamo pronti per passare da un’economia industriale a un’economia della conoscenza”? Ahem… Io, be’, ecco… ho risposto così.

Registrato qualche tempo fa, nel video qui sotto Emil Abirascid racconta cos’è successo a Percorsi dell’Innovazione, l’area espositiva da lui curata all’interno di SMAU. Uno spazio dove una cinquantina di startup italiane si sono presentate e incontrate. Il Premio dell’Innovazione è stato vinto da Illusionetwork, che ha portato via un assegno da 10.o00 euro. Seconda Soundtrckr, terzi parimerito VisUp per Visual Sport e Workcity. In questo post su Innov’azione, la rivista di Emil, i dettagli. Prossimo evento su questo tema, lo ricordiamo, è lo Startup Hack di Torino, il 18 Novembre.

Bellissima iniziativa e soprattutto bellissimo segnale, visto che si aggiunge ai tanti che, in questi ultimi mesi, si sono mossi per sostenere e sviluppare  l’innovazione e per “Promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del paese, andando finalmente oltre le patologie di una transizione politica infinita e ripetitiva”. E’ ItaliaFutura.it, associazione nata “Dall’incontro tra alcuni protagonisti della vita pubblica italiana (Luca Cordero di Montezemolo, Corrado Passera e Andrea Riccardi) e un gruppo di giovani esponenti del mondo dell’università, della cultura, delle professioni e dell’economia”. Bellissima iniziativa. Se non fosse che ai Soci semplici, che semplicemente “Partecipano alle discussioni on line sul sito dell’associazione e sono costantemente informati sulle attività”, vengono chiesti 100 euro.

Italiafutura

Non mi sembra il migliore dei modi, da parte di così brillanti esponenti dell’economia italiana, per iniziare un dibattito sull’innovazione che qui in Rete già si svolge a ritmo serrato grazie a sforzi personali, volontari, non retribuiti, pro-bono. Speriamo in un rapido pit-stop per sistemare il set-up della macchina.

Fail is over

dottavi —  17 June 2009 — 1 Comment

[Viste le robe magiche che s'è dovuto fare per risolvere le ultime issue come sempre imprevedibili, per oggi si riattiva questo Infoservi V2, si migra stanotte verso la V3, fingers crossed]

Ieri sera alla Innovation Dinner, prima di una serie di tre. Stasera e domani le altre due, le informazioni arriveranno. Iniziativa di Giandomenico Sica, che oltre a essere founder di Polimetrica e direttore del Business Design a Itsme è anche, e per qualcuno soprattutto, un appassionato di Filosofia della Scienza ;)

Si è parlato di innovazione, start-up, relazioni tra università e mercato, e altro. Gianluca di dPixel segnala ancora insoddisfazione per la qualità delle proposte che riceve – dalla capacità di presentare all’idea ripetitiva, etc. Questo non è un buon segnale, visto che da un paio d’anni di queste cose si parla molto più di prima, e si sperava si fosse meglio diffusa la cultura. Evidentemente non basta, bisogna fare di più.

Io ho lanciato una provocazione: che per innovare è necessario fare in modo che il futuro sia diverso dal passato. Un modo per dire che dobbiamo trovare forme nuove e migliori. Con i miei due soci / amici di sempre abbiamo sviluppato un’idea, e la presenteremo presto. Intanto ribadisco, noioso e pedante, il valore di un ambiente open by nature come Internet, che tanto ha portato in questi ultimi mesi. Non basta: ma se di iniziative ne avessimo migliaia, anziché centinaia, sono sicuro che uscirebbe qualcosa di meglio. Cambiando scala, credo si farebbe un salto di qualità, non solo di quantità.

Io credo che le barriere all’ingresso siano ancora troppo alte, e che sia un tassello fondamentale. Si dovrebbe poter sbagliare di più. Provare e riprovare, seguendo le idee, non il business plan, e in questo supportare meglio l’innovazione giovane. Anche perché non si tratta, in realtà, di sbagliare. Si tratta solo di fare. Senti cosa ne dice Anil Dash, founder di Six Apart e blogger dal 1999:

“FAIL is over. Fail is dead. Because it marks a lack of human empathy, and signifies an absence of intellectual curiosity, it is an unacceptable response to creative efforts in our culture. “Fail!” is the cry of someone who doesn’t create, doesn’t ship, doesn’t launch, who doesn’t make things. And because these people don’t make things, they don’t understand the context of those who do. They can’t understand that nobody is more self-critical or more aware of the shortcomings of a creation than the person or people who made it”.

(via un twit di Luca de Biase)

Uhm. Fa bene rileggersi certe cose:

An innovation that is disruptive allows a whole new population of consumers access to a product or service that was historically only accessible to consumers with a lot of money or a lot of skill. Characteristics of disruptive businesses, at least in their initial stages, can include: lower gross margins, smaller target markets, and simpler products and services that may not appear as attractive as existing solutions when compared against traditional performance metrics“.

Anche l’immagine spiega molte cose:

Clayton Christensen.

Garry Tan, co-founder di Posterous, segnala che Paul Graham di Y Combinator è sulla copertina di Inc. Il sottotitolo è… astounding.

Paul Graham Y Combinator