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Quei fantastici matti degli Evil Mad Scientist hanno ritrovato un numero di Popular Electronics del ’76 e ne hanno scannerizzato alcune parti, tra cui bellissime pubblicità vintage.  Continue Reading…

Da un documento interno Blomming che ho appena scritto per cercare di far comunicare meglio quelli di sviluppo prodotto con quelli (in realtà, quelle) di content and community. Ovvero tennici e utonti, nella nomenclatura sotto:

Per i non TENNICI:

  • Le Mods (modifiche) sono quelle cose che vorresti aggiungere, o azioni che preferiresti fare in altro modo. L’UTONTO di solito chiede “Ma [nome del tennico] non potresti mettermi [un campo, una funzione, un cippalippa] per fare così cosà?”. Tipicamente quelli di Tech dicono sempre sì e non lo fanno mai (oppure rispondono di studiarti Ruby)
  • Le Edit sono ritocchi a funzioni esistenti. Tipicamente finiscono in fondo alla lista delle priorità
  • Le Annoyances sono ragionamenti di usabilità, quindi tipicamente coinvolgono più funzioni e rispondono alla domanda “Hiiiicheppalle fare così non possiamo fare cosà?”. Anche in questo caso i tennici, tipicamente, ti dicono di sì ma in realtà pensano “Utonti subumani, non capiscono il mio prodotto che è perfetto così” (una delle Leggi di Murphy: “In origine Dio creò il Computer e il Programmatore. Poi creò l’utente, e il Paradiso Terrestre finì”). Però in questo caso di solito hanno torto, per cui è il caso di spiegarsi bene e insistere. Tipicamente il tennico lo freghi se nel discorso metti delle IF maiuscole. Anche se non significano niente, li ipnotizzi perché stanno lì ad aspettare ENDIF e finché non arriva stanno in loop e puoi fargli fare quello che vuoi (usare con giudizio, qualcuno ha rischiato il coma irreversibile)
  • Flawn: è ciò che è più vicino a un bug, ma non è un vero e proprio errore. Per la precisione è una debolezza di progettazione. Un caso tipico è l’utonto che dice “Perché fare $questo è così complicato?” e il tennico risponde “Perché così puoi fare $anche”. E l’utonto: “Ma io non voglio fare $anche, voglio fare solo $questo”. Il tennico a quel punto scuote la testa. Un esempio più preciso è quando riesci a beccare un modo più veloce per fare una cosa qualsiasi. Questo è l’unico caso in cui l’utonto può acquisire del rispetto da parte del tecnico, perché si tratta quasi di un hack (nel senso originario), che è il massimo. In Hackers – Heroes of the computer revolution Steven Levy racconta che si facevano gare a chi riusciva a sviluppare una determinata funzione col minor numero di righe di codice: “To bum out lines of code”. Per cui la gara è questa: vince chi trova il modo più brillante, compatto, veloce ed efficace per fare una qualsiasi cosa. Hack it out and you’ll be a superstar!

E comunque ricordate:
Qualunque bug sufficientemente avanzato e’ indistinguibile da una caratteristica del software.
– Rich Kulawiec

:)

Tra tutte le novità del Consumer Electronics Show di Las Vegas la più rumorosa riguarda senz’altro iPad 2, che Joy Of Tech immagina così :)

Joy Of Tech - iPad 2

Bellissimo: The illustrated guide to a Ph.D. Da leggere tutto.

Via Augusto Pirovano (di CriticalCity) su Facebook.

Avevo già citato una testimonianza medioevale sulle resistenze nei confronti delle nuove tecnologie. Questa di Slate, invece, è una vera e propria panoramica storica completa: A history of media technology scares, from the printing press to Facebook. L’attacco del pezzo è tutto un programma:

A respected Swiss scientist, Conrad Gessner, might have been the first to raise the alarm about the effects of information overload. In a landmark book, he described how the modern world overwhelmed people with data and that this overabundance was both “Confusing and harmful” to the mind. The media now echo his concerns with reports on the unprecedented risks of living in an “Always on” digital environment.

E’ interessante notare, continua l’articolo, che Gessner non ha mai usato l’e-mail ed era completamente all’oscuro di tutto ciò che riguardasse i computer. E non perché fosse tecnofobo, ma perché morì nel 1565. Si riferiva al flusso di informazioni, apparentemente ingestibile, proveniente dai libri stampati.

Non so come, ma suona noto :)

Ok ammetto, è anche colpa mia: li ho giocati tutti. Forse anche per questo hanno conquistato il mondo. Nel film (di due minuti e mezzo) qua sotto.

(via Designerblog)

googlebot_earth2La vignetta qua di fianco, un pezzo di storia che fa bene il paio con questa, oggi è humor da esperti SEO. Interessante però non solo che risalga al 2002 ma che fosse a corredo di un pezzo, storico anch’esso, che cercava di immaginare come sarebbe stato il 2009. Si era all’inizio dell’Era della Search e la prospettiva era quella del Semantic Web: August 2009: How Google beat Amazon and Ebay to the Semantic Web

Paul Ford, l’autore, la legge però in chiave semiseria: quella della dominazione del web da parte di Google, appunto. Intrigante notare come oggi, nell’era di Facebook, iPhone e Real-Time web, il baricentro si sia spostato decisamente altrove.

Non c’è limite alla cultura geek. Una piccola galleria di follie matematiche trovate in Rete. Con lieto fine.

I heart math

Le magliette su Neatorama.

Equation graffiti

Equation graffiti su Geeks are Sexy (delirante!)

Math clock

Controlla l’ora, se puoi (perso link, sorry)

E tramite Fuck Yeah Physics (ehm, yeah, si chiama così), passando per Fuck Yeah Space, trovo le lectures della Stanford University su YouTube. E alla prima lezione sulla relatività generale di Einstein questo commento:

I find it funny that in highschool I used to ditch Physics and now I’m watching a lecture at 5 am

Non male no? :)

Website down

dottavi —  17 August 2008 — 1 Comment

Ah, i salesmen. Brutta razza, per chi li conosce. Guarda un po’ cos’è ridotto a fare un povero sysadmin…

(via Cheryl)

PS Questa è la roba più bizzarra, geeky, infoserva e divertente che mi capita di trovare da parecchio tempo. Francesco e Andrea non se la devono perdere. Sì è vero non si capisce bene ma alcuni passaggi sono fondamentali:

“What are you doing?” “Working” (mentre gioca)
“Did you receive my mail saying not to shutdown the web server?” “No” (con davanti l’e-mail)
“No, no, that’s the Exchange server, I said… No!” (mentre il tipo gli tira giù l’interruttore)

Insomma, dieci minuti di video da morir dal ridere :D