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Del mio contributo a #Makers12 ho scritto qua: spero presto arrivino online altre documentazioni su World Wide Rome. Parecchio tempo fa, invece, ho avuto il piacere di essere intervistato dalla sempre brava Maria Petrescu per Intervistato.com, bella iniziativa che porta avanti con Jacopo Paoletti. E’ un contributo di agosto scorso, ma il momento è appropriato: con Maria partiamo discutendo di Social Media e aziende. Alla fine del primo video (sono in totale cinque, per un totale di un’ora di intervista) racconto la nostra visione del Social Commerce. Ma già nel secondo video racconto del movimento del Do-It-Yourself, dei Makers e di Futuro Artigiano – heck, chiedo scusa a Stefano Micelli per il nome ma il libro era appena uscito.

Interessanti, se posso dire, anche la fine del terzo video e l’inizio del quarto in cui parliamo di cosa potrà succedere tra qualche anno e di deep innovation, cioè delle trasformazioni profonde del tessuto sociale come le Economie di Rete di cui abbiamo parlato a Roma. Divertente.

Jacopo e Maria seguono il tema del Social Commerce anche su Social-Commerce.it

 

Marco Massarotto fa una bellissima recensione di una serie di applicazioni editoriali per iPad. Degli italiani dice che per ora sono solo pidieffoni, e promuove Associated Press (io l’ho vista al volo a New York e non mi ha fatto buona impressione, ma saprà meglio lui). Insomma “Italiani rimandati a settembre”, commenta Salvo Mizzi su Facebook.

Io sto discutendo con un’azienda che sviluppa applicazioni editoriali per iPad, e mi dicono che tanti editori italiani stanno andando su Zinio. La loro gallery di testate sembra confermarlo. Non stupisce: è una piattaforma di trasformazione del contenuto piuttosto efficace, e soprattutto è… un’edicola. Per la precisione è un’app definita Newsstand Reader: guarda qua. In effetti è anche di più: si dichiara markeplace multipiattaforma. Dichiarano di avere “850 major consumer brands available digitally and delivered on behalf 300 publishers”. Bum.

Trovo da Marcello Del Bono notizia dell’assunzione, al New York Times, di una Social Media Editor. Intrigante anche il fatto che Jennifer Preston, stando alla mail interna che avverte i dipendenti, sia una giornalista con 25 anni d’esperienza.

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