Archives For Fashion and Creative Industries

fashion-analytics-emetrics-milano-2014

Il titolo della sessione è “L’Analytics è così Fashion”. Sarà vero? Ne parliamo con Jarvis Macchi, autore di “Lusso 2.0″, Federico Calore, Sr. Web Analyst Nike, Marco Serpilli, Founder Warda. Ci trovate all’evento di Milano di eMetrics Summit, uno dei più rilevanti eventi internazionali sul tema analytics e Big Data for marketing, nella seconda sessione della mattinata – vedi programma. Abbiamo in serbo un po’ di interessanti sorprese…

Riccardo Marchesi, managing director di Inntex e fondatore di Plug&Wear, sul suo profilo Twitter Si definisce un Textile hacker.  Viene da un’azienda di famiglia che produceva macchine da maglieria. Ora crea “tessuti di metallo per la produzioni di scudi per campi elettromagnetici, per il design d’interni e la moda, e recentemente abbiamo iniziato a sviluppare tessuti interattivi, in grado di scambiare informazioni tra quello che succede nel mondo e un computer”. Ne racconta la storia Zoe Romano in Dalle macchine per maglieria alle tecnologie wearable a Firenze.

Plug & Wear Soft circuit

Incredibile quanto tempo ci voglia per arrivare al futuro – qui la mia tesina sui wearables, del 1996. Eppure ora forse ci avvicianiamo a un Futuro Artigiano, per citare il titolo di un recentissimo libro, di Stefano Micelli. Da prendere assolutamente, e argomento su cui tornare.

[Se MySpace, negli anni scorsi, ha dato sfogo a un'intera generazione di nuovi musicisti, altrettanto non è accaduto per i giovani designer - di oggetti, moda o whatever. Il fenomeno però sta emergendo, con Behance a fare da punta dell'iceberg. Piero Rivizzigno e soci stanno lanciando una proposta italiana ma di respiro internazionale e più focalizzata sulla moda. Io in dieci minuti ho creato questa collezione e ho trovato alcune decine di potenziali contatti interessanti. La community deve ancora attivarsi, ma sembra promettente. Piero ha raccontato di Glossom in questo video, in occasione di Tesicamp. Ho chiesto a Fabio una recensione, che trovate a seguire -ad]

Glossom è un nuovo network nato per offrire ai nuovi creativi uno spazio per creare un portfolio, pubblicare i propri lavori, condividerli con gli altri utenti e, naturalmente, creare una rete di contatti. L’iscrizione è gratuita e fin dalla creazione del proprio profilo si vede la particolare attenzione rivolta a far convergere tutti i possibili network e account di cui già disponiamo all’interno di Glossom, con una serie di link predefiniti per ancorare i nostri profili esterni (da YouTube a Vimeo, da Facebook a Twitter, da MySpace a Blogger e così via…).

Una volta messe le nostre informazioni nel profilo possiamo procedere a creare il nostro portfolio. Attraverso un pannello di controllo principale, dal quale possiamo accedere a tutte le sezioni del portale, possiamo caricare i nostri contenuti (i due pulsanti “upload” e “create collection” sono sempre presenti nel pannello) o caricarli direttamente dai nostri canali esterni. Cosa sicuramente poco gradita è (dis)perdere le views dei propri contenuti già caricati in un altro canale, su altri vari network che non consentono una qualche forma di embed diretto a una fonte principale, quindi nel mio caso -ad esempio- ho trovato molto comoda l’opzione di poter importare direttamente dal mio canale di YouTube tutti i video già caricati. Altra cosa interessante è che una volta importato il contenuto esterno, vengono conservate tutte le informazioni che abbiamo dato (descrizione, tags…) e saranno visibili allo stesso modo in Glossom; cosa ancora più interessante è di poterle modificare se lo riteniamo opportuno. E’ inoltre possibile impostare il tipo di copertura di diritti applicata ai lavori pubblicati su copyright o Creative Commons (possiamo scegliere la versione che preferiamo).

Continue Reading…