E così anche Twitter ha abbandonato l’approccio minimalista e spartano delle applicazioni classiche del Web 2.0. L’altra sera ha lanciato un redesign del sito con un’affermazione che sembra quasi un ripensamento: Life doesn’t always fit into 140 characters.

Shocking. Dove vogliono andare? Nonostante l’affermazione (re-twittata durante la conferenza stampa) “Non siamo un social network”, appare chiaro che l’obiettivo è Facebook. Ora – almeno teoricamente – dovrebbe essere possibile condividere contenuti di ogni tipo, e visualizzarli nel pannello di destra. Dovrebbe essere più facile seguire le conversazioni, grazie ai comandi in posizione più immediata (subito sopra la lista dei messaggi), e le persone, e i contenuti. Ogni messaggio, infatti, ha un piccolo pulsante che aggiorna la barra destra con i dettagli. Così:

Può bastare? No. Sempre durante la conferenza stampa uno dei tweet diceva: “La nuova interfaccia è il client di Twitter per iPad portato sul Web”. Non mi stupirebbe. E renderebbe più facile cambiarla in fretta, perché ora è clumsy, disordinata e confusa. Soprattutto, visto che si possono visualizzare i contenuti, manca di una funzionalità base: l’upload. Dicono che l’hanno fatto per non “cannibalizzare” Twitpic e altri servizi simili. Però delle due l’una: o lo fai o non lo fai. Se offri qualcosa di diverso da Facebook te la puoi cavare, se fai cose simili ma peggio, rischi.
Comunque, Twitter ha ancora una ricchezza che Facebook si può solo sognare, ed è il suo uso come strumento informativo e non di solo entertainment. Questo lo rende più stabile e rende i suoi utenti molto più “fedeli”. E allora, forse, ecco perché dicono di non essere un social network. Pensano ai media? Chissà. Certo che ora, in colonna destra, la pubblicità ci sta comoda comoda.