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Lo dice un americano, Ben Thompson (Growth Engineer in Automattic), ok? Fate finta che io non l’abbia detto centinaia di migliaia di volte. Su Stratechery:

THE MOST PRECIOUS COMMODITY IS USER TIME
When Facebook allegedly offered $3 billion for Snapchat, there was the usual griping about Snapchat’s lack of revenue. As I noted at the time, this completely misses the point. Revenue follows user attention, not the other way around; unlike money, there is a finite amount of minutes in the day, and a finite amount of users. To put it another way, attention is a zero sum game; every minute spent in Snapchat or LINE or WhatsApp is a minute not spent in Twitter or Facebook or Instagram.

Giusto così per divertirsi con quelli che continuano a non capire quale sia il modello di business dei Social Media.

Here are the 10 markets (out of 55) that present the biggest immediate to near-term ecommerce opportunity, according to Forrester:

    1. U.S.
    2. China
    3. Japan
    4. South Korea
    5. UK
    6. Germany
    7. Netherlands
    8. Norway
    9. Singapore
    10. Sweden

La selezione in grassetto è la scelta di Mashable. Personalmente non sono tanto stupito da Singapore o Nord Europa quando da South Corea. 5 Surprising Places Where Ecommerce Is Taking Off.

5 Surprising Places Where Ecommerce Is Taking Off

Suzanne Moore, on The Guardian, makes a point about that not-so-slightly difference between freelance work and free work quoting Jaron Lanier, a mindful Internet critic:

Kodak used to have 140,000 really good middle-class employees. Instagram has 13 employees, period…

We can shrug and say it’s just another industrial revolution, a move from formal to informal work, the whole “portfolio” number. But where is the social contract, then…?

The implosion of the middle class produces instability. We cannot all be freelancers for ever. Freelance work, like interning, is fine if you have the funds to manage without a regular income. That is, if you are already wealthy. But the digital economy operates as a kind of sophisticated X Factor. Someone will make it, sure. For more than 15 seconds even, maybe. But most won’t.

We built the Internet on the promise of personal advancement, and as a land of opportunities for everybody. Instead, is now the creative worker doomed? Did we do some mistake on the way?

See In the digital economy, we’ll soon all be working for free – and I refuse | Suzanne Moore | The Guardian.

In The Digital Economy, We’ll Soon All Be Working for Free – And I Refuse

Ho paura di tornare in un paese, l’Italia, dove questi pochi dettagli che vi ho raccontato e che mi stanno dando un totale senso di appagamento e tranquillità, non esistono. Ho paura di tornare in un paese dove nessuno ama più rispettare le regole per il bene della comunità. Ho paura di tornare in un paese dove i giovani sono costantemente offuscati da una classe politica vecchia, corrotta e che non vuole staccare il culo dalla propria sedia. Ho paura di tornare in un paese dove mi mancano gli stimoli, la creatività e dove ho perso da tempo la speranza che qualcosa cambi. Ho paura di tornare in un paese dove se sei in gamba, ma non hai gli amici giusti, hai la certezza di non avere un futuro. Ho paura di tornare in un paese dove si lotta più spesso per prevaricare la condizione dell’altro, piuttosto che per migliorare quella di tutti.

Nicola Ballotta: Ho paura. Decisamente forti, le sue affermazioni. Però inutile dirci che va tutto bene. Ognuno deve trovare i suoi simili, e l’ambiente più adatto. Così Nicola ha preso un biglietto, fatto un giro su AirBnb ed è andato a discutere del suo WpExtreme nella Valley. Perché a San Francisco è più facile conoscere persone, organizzare una cena e uscirne fuori con una nuova partnership che a Milano. Non in generale: è così per le startup, per chi si interessa di tecnologia e simili. Per cui, se sei un aspirante imprenditore, metti in conto che un salto lì è doveroso. Inutile che ti lamenti.  Continue Reading…

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L’INSEAD, prestigiosa business school che prepara manager di calibro internazionale, ha rilasciato il Global Innovation Index 2011. Un leggero miglioramento per l’Italia nel ranking generale, che passa dalla posizione 38 del 2010 all’attuale 35. Nel 2009 eravamo alla 31. Mi sono sembrati interessanti il salto in avanti della Lettonia (Latvia) e la tenuta di Spagna e Portogallo, nonostante la crisi. Il full report – amena lettura – si trova qui.

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Sette mesi di lavoro sulla piattaforma, un mese di Facebook Page per raccogliere (2.500) indirizzi, il lancio a fine gennaio e i primi 1.000 iscritti in due settimane. Poi una conferenza stampa in Regione Lombardia e, tre mesi dopo, quasi 8.000 iscritti e i primi casi d’uso. Continue Reading…

[Sto raccogliendo le idee per World Wide Rome – Makers Edition, che si terrà il prossimo 9 marzo e a cui avrò il piacere di partecipare. Ritrovo questo articolo scritto a fine 2010 in occasione della visita a un mercatino di Etsy visto a New York. Occasione per riflettere, allora quanto adesso, sulle nuove economie di Rete – non tanto perché digitali ma in quanto basate sulle reti di relazioni, potenziate dal digitale. Semi di una trasformazione radicale in atto da tempo e che sta mostrando i suoi effetti. -ad]

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Maggio 2010. C’era un vento terribile quel pomeriggio a Chelsea, New York. Alle foglie si mischiavano, fuori controllo, illustrazioni fatte a mano, segnalibri e pupazzetti dagli occhi strabici. Le bancarelle erano costrette a chiudere. Non era un mercato rionale, ma un raduno dei venditori di Etsy.com, marketplace online di “All things handmade”. Giovani designer, artisti visuali e stilisti, appassionate del fatto-a-mano e del fai-da-te, rivenditori di oggetti vintage hanno colorato e animato una strada rendendola simile a un raduno freak. Già. Ma non senza una vera e propria freakonomics, per dirla col libro di Levitt e Dubner. Continue Reading…

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Bellissimo servizio realizzato tra Harvard e il MIT: The Atlas Of Economic Complexity. A parte il report scaricabile, molto intriganti le visualizzazioni interattive. Un bel modo innovativo di imparare, e ottimo uso degli #opendata, che stanno un po’ prendendo piede anche in Europa. Così si scopre che nel 2009 la maggior parte delle nostre esportazioni, macchia blu dell’immagine sopra, è stata sostanzialmente di meccanica. E che l’import, invece, ha questa grossa macchia nera di petrolio (nell’immagine sotto). Possiamo continuare così? Sarebbe bello ogni tanto sentir parlare anche di macroeconomie e visioni strategiche per il Paese.  Continue Reading…

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E’ di inizio anno, ma non per questo meno interessante. Si tratta di una mostra di Vito Acconci, uno degli artisti contemporanei più interessanti, tenutasi al Bronx Museum Continue Reading…

Nella Classifica

dottavi —  12 December 2010 — Leave a comment

“Nella classifica dei Paesi in cui è più facile fare affari – realizzata dalla Banca Mondiale – il Portogallo è al 31esimo posto, subito dopo Israele e Paesi Bassi. L’Italia, invece, è all’80esimo. Significa che per un imprenditore straniero è più difficile investire in Italia che in Mongolia o in Zambia”.

Internazionale 876, pag. 33. Dal Wall Street Journal

Ho conosciuto Mariano Carozzi a Fa’ la Cosa Giusta, fiera delle iniziative, diciamo così, “eque e solidali” di cui ho raccontato qui. D’istinto, non era il più normale dei contesti in qui mettersi a parlare di banche, finanza, algoritmi di pagamento e sistemi di analisi statistica dei dati. E invece sì, perchè il discorso riguardava proprio i nuovi modelli economici che stanno emergendo dalla Rete, come il Social Lending (Wikipedia), ovvero il prestito tra persone. Kiva e Zopa, per dire due nomi.

E’ anche su questo che, con i suoi soci, ha costruito Prestiamoci.it – su questo e su anni di esperienza di online banking (qui il suo profilo LinkedIn), oltre che proprio con SAS, forse il più prestigioso tra i sistemi di Business Intelligence. Ne parla l’azienda stessa in questo case study. Prestiamoci è ancora in startup ma i numeri stanno girando, come raccontano sul loro blog facendo i conti di giugno.

Tema da approfondire. Un’occasione è l’evento che hanno organizzato domani sera a The Hubqui le info. Con Paolo Rossi dei GAS (vedi sotto) ci hanno invitato a parlare di Blomming.com e a prendere un aperitivo. Estendiamo l’invito: vi va di venire?

PS Grazie all’infaticabile Micaela Calabresi (blog, Twitter, Facebook) per avermi messo in contatto.

Ritrovo questa immagine nel mio disco fisso, non ricordo più da dove l’ho presa e sì, ho visto il copyright ma mi sembra doveroso pubblicarla lo stesso. Illuminante – nel senso letterale del termine.

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