Archives For come fare startup

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“La creazione di nuovi posti di lavoro negli USA è trainata interamente dalla nascita di startup”, dice la presentazione del corso Startup dell’impresa digitale di IED Roma sviluppato in collaborazione con Ebuzzing. Continue Reading…

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Il finale del Business Plan originale della prima startup tecnologica californiana della storia: Hewlett & Packard.

Sguardo verso l’alto e piedi ben piantati per terra. Alla fine è questo che mi sento di dire, di quanto mi è accaduto / ho fatto / ho imparato in questi ultimi anni di imprenditoria. Certo, rischi di cadere. Se vuoi evitarlo, devi guardarti i piedi e controllare sempre dove metti il prossimo passo. Ma a me sembra che così si perda di vista la destinazione, il “Dove” si vuole andare, il “Perché”. Certo, “Il motivo del viaggio è viaggiare”, ma è importante guardare il panorama, sentire i rumori (e i silenzi) e tutto il resto. Se passi la vita a guardarti la punta delle scarpe sarai certamente più sicuro ma… Boh, non so. Scelta tua. Startup è questo, alla fine: fare una scelta. Ficoso.

L’intervista che ho rilasciato a Italian Indie si trova qui, o al podcast sopra. In certi passaggi mi è venuto anche da ridere. E, sì, c’è ancora molto – molto – da raccontare…

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Alto, dinoccolato, con un perenne sorriso. Arriva da me e mi spiega il suo progetto: “Voglio raccontare le storie degli imprenditori esperti perché diventino Role Model e possano ispirare e aiutare quelli più giovani”, mi dice. Mi ricorda qualcosa. E come, gli chiedo. “Con un Podcast”. Lo guardo. Pausa. “Sono farmacista e sto dando le dimissioni per fare Italian Indie, conclude. “Sei matto?”, gli chiedo. Mi guarda, ancora quel sorriso. Mi ricorda qualcuno. “Ok, I’m in”, gli dico. “Ti aiuto”. Lui si è messo lì e l’ha fatto. Sono settimane che intervista gente in giro per l’Italia, e ora ha lanciato. Guarda, ascolta e iscriviti a Italian Indie: clicca qui ora.

The campus of Philadelphia University

Love – Pennsylvania’s lovemark spotted in the campus of Philadelphia University

[Questo articolo è stato pubblicato originariamente sul sito del First Generation Network nel 2008 – vedi. Era a seguito di una settimana di press tour in Pennsylvania, organizzato dall’Ambasciata Americana, sul tema del Technology Transfer. In fondo ci sono riferimenti ad altri post su questo tema e una fotogallery completa].

Pennsylvania - Carnegie Mellon University - Interdisciplinary science

Ricerca, educazione, strutture pubbliche e private, territorio: in Pennsylvania sembra che tutti siano coinvolti nello sviluppo dell’imprenditoria. Così dal 2002 gli investimenti in Venture Capital sono cresciuti del 70%, raggiungendo i 778 milioni di dollari. E gli italiani non stanno a guardare: le quasi 300 imprese nostrane creano più di 7.000 posti di lavoro. Nella nuova Silicon Valley d’America.

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Federico Feroldi and Luca Bonmassar founders of CoderloopE due. Sono due le startup italiane che in questa stagione hanno messo a segno un bel colpo in Silicon Valley. Ma se Mashape ha preso un fior di finanziamento, in questo caso si tratta di una vera e propria exit. Qui sotto una chiacchierata con Federico Feroldi, che con Luca Bonmassar in pochi mesi ha messo su e venduto – a una cifra decisamente interessante, che purtroppo mi ha chiesto di non dire – Coderloop, servizio di validazione delle competenze di programmazione. Dall’idea del 2009, al lancio nel 2010 (lavorando, come sempre, nel tempo libero) all’exit poco tempo fa, e per finire la notizia su TechCrunch.

Partiamo dalla fine: come sono state le tue ultime settimane, prima dell’acquisizione?
Hai presente quando vai sulle montagne russe per la prima volta? Ogni discesa sembra l’ultima ma poi scopri che dietro la curva ce n’è un’altra più ripida che ti aspetta? Una scarica di adrenalina dopo l’altra! E quando arrivi alla fine sei stanchissimo e provato sia nel corpo che nella mente ma talmente felice che non vedi l’ora di fare un altro giro. Ecco come ci si sente! :) Continue Reading…

MindTheBridge Startup SchoolCome sta andando il “movimento” delle startup in Italia? Prova a rispondere Mind The Bridge, osservatorio senz’altro privilegiato. In particolare alle slide 5 e 6 della presentazione qui di seguito. Continue Reading…

Bella storia sul bootstrap di Soundcloud – serie “Fare startup è difficile? No peggio”, ma con happy ending. Importante quel che racconta sull’ufficio, sul funding, sulla community e, soprattutto, sulla piattaforma. Il video di Eric Wahlforssin questa pagina – è tutto da vedere e da ascoltare fino alle ultime parole: “Do something instead of talking about it… at the end it’s all about building things that people love to use and find value in”.

Eric Wahlforss on BootstrappingEric Wahlforss on BootstrappingEric Wahlforss on Bootstrapping

Il titolo è citazione letterale della prima slide, come si vede sotto. Lei è Tara Hunt (startup, blog) e questa sua presentazione (postata da Stefano Bernardi su Italian Startup Scene) è uno dei migliori reality check sul tema startup che mi sia capitato di incontrare da tempo. Fa bene il paio con quanto avevo linkato in Fare Startup E’ Difficile? No, Peggio. Descrive perfettamente quello che stiamo vivendo con Nicola per Blomming.

E qui c’è il suo video:

Non posso nascondere un bel po’ di orgoglio infoservo (vedi il primo incontro con Mashape qua) per il contributo di Augusto a Ballarò. Nel video qui sotto.

Via

Dura fino a domani sera l’edizione 2010 di Mind The Bridge, la business plan competition creata da Marco Marinucci, patrocinata da Corriere della Sera e con una nuvola di supporter davvero nutrita. Se ne può seguire il Twitter stream a questo link, o la diretta video qui. Molto interessante il testo qui sotto, che fotografa – credo per la prima volta – le caratteristiche delle startup italiane.

DNA di una startup

Dall’analisi delle semifinaliste della Mind The Bridge Competition 2010 emerge il profilo delle startup italiane di successo. Ecco 10 i punti che caratterizzano le imprese e gli imprenditori innovativi che oggi e domani si contenderanno l’accesso alla Silicon Valley (fonte: Mind the Bridge 2010)

Milano, 5 novembre 2010 – Giunta quest’anno alla sua terza edizione, Mind The Bridge è un’iniziativa che nasce dall’intuizione di un gruppo di imprenditori italiani radicati con successo nella Silicon Valley. Obiettivo mettere altri giovani nella condizione di replicare la propria esperienza – nello spirito del “give back” – lanciando un “ponte” tra la creatività italiana e i capitali americani, aprendo nuove opportunità ai talenti del nostro Paese dove abbondano creatività e spirito imprenditoriale ma difettano cultura e pratica del venture capital.

1. L’istruzione conta…

  • Le startup 2.0 sono fondate da persone con alta formazione
  • Solo il  5% non ha una laurea universitaria
  • Il 67% ha un background scientifico/tecnologico,  mentre il 33% ha una formazione economica/umanistica
  • Il 42% ha un Ph.D o un MBA

2. …ma studiare non basta

  • L’esperienza conta tanto quanto la formazione
  • Essere un imprenditore seriale è un LAVORO
  • La startup giusta non è mai la prima che si mette in piedi
  • Il 28% ha precedenti esperienze imprenditoriali

3. Aprire i propri orizzonti è fondamentale

  • Lavorare e studiare all’estero significa generare una rete di rapporti, di opportunità, di idee, di esperienze che alimenteranno la attività di impresa
  • Il 33% ha ottenuto il PhD all’estero
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Poco dopo il post dell’altro giorno su Mashape mi scrive Daniele Galiffa di VISup / Closr, di cui ho parlato qua, interessato a conoscerli. Tiro dentro Nicola e via, si organizza un breakfast. Augusto Marietti, Marco Palladino e Michele Zonca ci hanno ospitato nel loro garage (20 metri quadri, soppalco compreso), spiegato il sistema e Daniele ne è uscito con un’idea per delle API. Il giorno dopo Nicola gli fa un early test e ora il mashape di Closr è in sperimentazione.

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Da sinistra: i Mashaper Marco, Augusto e Michele; Nicola J. Vitto; Daniele Galiffa

Nel frattempo i mashaper sono andati al TechCrunch50 (qui il loro blog) e così ci raccontano la loro esperienza:

Abbiamo fatto piu di 100 pitch (li abbiamo contati) e un paio di investitori sono interessati a metterci i soldi, in piu ho convinto anche sequoia capital a venire alla nostra demo, e ci hanno messo “under the radar”, cioè monitorerà Mashape nei prossimi mesi perchè è un’idea interessante. Abbiamo anche ricevuto feedback buoni da founders fund, ron conway (il padrino della silicon valley) paul graham, che mi ha invitato ad entrare in ycombinator e fargli l’application, il fondatore di powerset (barney) venduto a microsoft per 80M, marissa mayer, product vice president di google, molto carina, geroge di charles river ventures, grande chiaccherata con aaron levie di box.net, tim draper, yossi vardi e molti altri. Molto è dovuto anche al fatto che abbiamo avuto la fortuna di dormire a casa di trevis, che ci ha introdotto alle giuste persone e ci ha fatto entrare nel “sistema”. molti lo chiamano addirittura mafia… in effetti è molto difficile entrare nel giro se non sei nessuno o non hai nessuno che ti possa qualificare e dare fiducia.

Ancora più interessante la loro storia, che trovate qui sotto.  Continue Reading…