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Volkswagen Xl1 una specie di triciclo ibrido elettrico-diesel

“Il problema è che a cercare dell’innovazione si è impazziti”, mi dice Francesco Frugiuele di Beta80, che è sempre in giro per il mondo a fare business (vedi il Mobile World Congress) e mi manda queste foto. “Perché praticamente è un grande concessionario, il Salone dell’Auto. Al massimo Concept Car”. Niente macchine volanti? Neanche driverless o self-driving cars? Sono roba da ragazzi! – ricordate Ionut Budisteanu, liceale vincitore del contest Intel con un progetto di lidar per Self-Driving Cars a basso costo? Vabe’, accontentiamoci delle Concept. un modo per hackerarle lo troveremo. Però, Frugiu, due foto di ragazze potevi mandarcele, dai.  Continue Reading…

iphone-5S-carbon-silver-gold-apple-announcement-by-techcrunch

E’ fatta. Il mercato di massa è troppo attraente, e in particolare i mercati asiatici sono troppo grandi, perché anche un’azienda con la tradizione di Steve Jobs possa resistere. E quindi ecco i nuovi iPhone plasticosi, i 5C. Questa è stata la mossa che ha decretato prima il successo e poi il tracollo di Nokia. Con i telefoni a basso costo l’allora CEO Jorma Ollila è arrivato al 40% di market share – salvo poi crollare (quando Nokia era sotto Olli Pekka Kallasvuo) per i costi troppo alti di produzione. Probabilmente quell’accenno ai metodi di produzione fatto durante lo speech era una rassicurazione all’industria proprio per questo motivo.

Nel frattempo si soddisfano i clienti attratti dallo status symbol con i nuovi 5S. Cool, aren’t they? Ecco qui un recap delle novità presentate e le caratteristiche in dettaglio – dai comunicati stampa Apple ufficiali (con qualche taglio, massacrando soprattutto aggettivi e superlativi).  Continue Reading…

live-apple-ipad-3-event-coverage - gdgt.com

L’evento Apple di stasera è stato così emozionante che ho dovuto piantarmi un bisturi in una gamba per stare sveglio. It’s been all about feature. Nothing about innovation. Diciamolo: la prima uscita pubblica di rilievo di Tim Cook non è stata delle migliori. Anche l’affermazione citata da molti (esempio), “Planted in the Post-PC future”, non è che stupisca chissà che.

Social TV? No, abbiamo aggiornato l’Apple TV. Il software è gratis, l’hardware negli Stati Uniti costa 99 dollari. In Europa, invece, costa 109 euro (= $143). Software importanti? Be’ abbiamo portato iPhoto su iPad e iPhone: a €3,99. E l’iPad? Retina display – wow, cool – e reti LTE – 4G. Eh, questo sarebbe interessante, se… ci fossero (off topic: la disgrazia delle reti 3G del nostro Paese meriterebbe un post a parte, tra l’altro).

Capita. Non poteva esserci foto migliore di questa di Gdgt.com (bellissimo live, tra l’altro): “There’s a lot to look forward to”. Aspettiamo.

Sorry Steve, And Thanks

dottavi —  6 October 2011 — Leave a comment

apple steve jobs dead

This is worth repeating. It’s in Apple’s DNA that technology is not enough. It’s tech married with the liberal arts and the humanities. Nowhere is that more true than in the post-PC products. Our competitors are looking at this like it’s the next PC market. That is not the right approach to this. These are post-PC devices that need to be easier to use than a PC. More intuitive.

Apple’s DNA Is Tech Married With Liberal Arts And Humanities

Appena arrivato:

CUPERTINO, California— 18 ottobre, 2010—Apple ha annunciato oggi i risultati finanziari del quarto trimestre dell’anno fiscale 2010 conclusosi il 25 settembre 2010. L’Azienda ha realizzato un fatturato record di 20,34 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 4,31 miliardi di dollari… “Siamo incredibilmente soddisfatti nell’annunciare un fatturato di oltre 20 miliardi di dollari e un utile al netto delle imposte di oltre 4 miliardi di dollari – entrambi record di sempre per Apple,” ha affermato Steve Jobs, CEO di Apple. “Le vendite di iPhone di 14,1 milioni di unità sono aumentate del 91% anno su anno, superando ampiamente i 12,1 milioni di telefoni venduti da RIM durante il loro ultimo trimestre. Abbiamo ancora delle sorprese in serbo per la fine di quest’anno solare”.

Nel frattempo, i licenziamenti al negozio di Grugliasco, Torino, non convincono, almeno nel metodo: vedi “Non siete abbastanza Apple”. Licenziati dal negozio dei sogni su La Stampa. Alessandro Gilioli chiede una posizione ufficiale dell’azienda, per ora senza risposta.

Gran bel post di Felix Turner, freelance web developer di LA: How to Beat Apple – Get Serious About Product Design. Come dargli torto. Ho pensato le stesse cose durante la mia ultima visita al Media World di quartiere, una distesa di  tristi plastiche. Ok. La cosa più interessante però è il blog di Andrew Kim, uno studente di design coreano / canadese, di 18 anni.

La foto sopra è un esercizio su un possibile telefono di cui bisogna davvero guardare l’intero processo di design. Altrettanto fenomenale è il progetto di Espresso TV – compreso Unicable e interfaccia. E non sono i soli.

Un talento. Fossi HTC, HP, Samsung o similari lo metterei sotto contratto subito.

Marco Massarotto fa una bellissima recensione di una serie di applicazioni editoriali per iPad. Degli italiani dice che per ora sono solo pidieffoni, e promuove Associated Press (io l’ho vista al volo a New York e non mi ha fatto buona impressione, ma saprà meglio lui). Insomma “Italiani rimandati a settembre”, commenta Salvo Mizzi su Facebook.

Io sto discutendo con un’azienda che sviluppa applicazioni editoriali per iPad, e mi dicono che tanti editori italiani stanno andando su Zinio. La loro gallery di testate sembra confermarlo. Non stupisce: è una piattaforma di trasformazione del contenuto piuttosto efficace, e soprattutto è… un’edicola. Per la precisione è un’app definita Newsstand Reader: guarda qua. In effetti è anche di più: si dichiara markeplace multipiattaforma. Dichiarano di avere “850 major consumer brands available digitally and delivered on behalf 300 publishers”. Bum.

Chiacchierata interessante, quella fatta con Derrick De Kerckhove in occasione dell’ultimo Meet The Media Guru. Il video che trovate sotto ha richiesto parecchio lavoro per scendere sotto i 10 minuti senza perdere il senso di ciò che è stato detto – anche perché non era affatto poca cosa. Partiamo dalla ricerca: nella prima metà del video discutiamo della sua definizione di Punto dell’Essere (riferimenti nel post dell’altro giorno), inteso come momento prospettico di coincidenza tra corpo, mente e macchina. Le interfacce si fanno sempre più impalpabili, afferma, la velocità aumenta, e altrettanto l’i-pertinenza (vedi) di contenuti e significati. Come nel Rinascimento il Punto di Vista della Prospettiva segnava la distanza tra il vedente e l’oggetto osservato, così il Punto dell’Essere identifica l’orizzonte in cui biologico ed elettrico si possono teoricamente incontrare. Il multi-touch ne è un esempio, con questa manipolazione diretta dell’effimero digitale che, invece, in quel momento diventa oggetto, appunto da toccare, e forse parte di noi. Per contesti diversi, ne ha detto benissimo Antonio Sofi in questo suo post.

Nella seconda parte cambiamo registro. Stimolato da una domanda di Massimiliano Guidetti Migliorati, raccolta da Meet The Media Guru su Facebook, passo a chiedergli del futuro del Web, e in particolare delle tecnologie chiuse. E qui Derrick va giù piatto. Critica la chiusura di Facebook (“E’ uno spazio privato, e non hanno mai risolto il problema della proprietà di ciò che viene condiviso lì sopra”) e dell’iTunes di Apple e sottolinea l’importanza di Internet in quanto Spazio libero. Al minuto 6: “Ci tengo, ci conto. Ho bisogno di uno spazio libero, della metafora di una continuazione dello spazio pubblico”. Ma soprattutto critica con forza e senza mezzi termini il Decreto Alfano in discussione in questi giorni: “Saremo tutti imbavagliati, e non possiamo accettare un Fascismo elettronico che sarà molto peggio del Fascismo classico”.

Ma insomma, mi chiedo e gli chiedo, riusciamo ancora a immaginare il futuro o l’abbiamo consumato tutto? A causa di quanto sopra, mi racconta lui, è cambiata la relazione con il nostro immaginario, che è dentro i nostri schermi e non più lineare come ai tempi della scrittura. L’innovazione oggi è composta da una miriade di frammenti che all’improvviso si compongono in un qualsiasi Twitter o YouTube – e chi poteva mai immaginare cosa sarebbero diventati? Potenza della Rete. Finché dura.

Non sorprende che sia uno dei punti più fotografati di New York: è bellissimo. Almeno l’ingresso, visto che sotto è un normale negozio Apple. Comunque di iPad disponibili non se ne parla – anzi i commessi hanno il tic alla palpebra per il fatto di ripetere la stessa cosa migliaia di volte al giorno. Qui sotto il video della visita all’Apple Store con piccola demo delle principali applicazioni preinstallate sull’iPad. Qualità molto amatoriale ma, ehi, this is supposed to be my weekend of vacation :)

Condiviso da Gianluca Neri (aka Macchianera) su Friendfeed con la lapidaria osservazione “iPad: set, gioco, partita, incontro, grande slam”. In effetti non possono esserci molti altri commenti a un video come quello qui sotto. Forse solo il titolo di DownloadSquad: What the iPad’s two-year-old-friendly interface means for developers, publishers and the world.

Via Facebook trovo su un blog coreano: mock-up o c’è qualcosa di vero? Certo per chi ha molte applicazioni iPhone (io ne ho dieci schermate) non sarebbe male una funzionalità simile.

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