L’evento Apple di stasera è stato così emozionante che ho dovuto piantarmi un bisturi in una gamba per stare sveglio. It’s been all about feature. Nothing about innovation. Diciamolo: la prima uscita pubblica di rilievo di Tim Cook non è stata delle migliori. Anche l’affermazione citata da molti (esempio), “Planted in the Post-PC future”, non è che stupisca chissà che.
Social TV? No, abbiamo aggiornato l’Apple TV. Il software è gratis, l’hardware negli Stati Uniti costa 99 dollari. In Europa, invece, costa 109 euro (= $143). Software importanti? Be’ abbiamo portato iPhoto su iPad e iPhone: a €3,99. E l’iPad? Retina display – wow, cool – e reti LTE – 4G. Eh, questo sarebbe interessante, se… ci fossero (off topic: la disgrazia delle reti 3G del nostro Paese meriterebbe un post a parte, tra l’altro).
Capita. Non poteva esserci foto migliore di questa di Gdgt.com (bellissimo live, tra l’altro): “There’s a lot to look forward to”. Aspettiamo.
CUPERTINO, California— 18 ottobre, 2010—Apple ha annunciato oggi i risultati finanziari del quarto trimestre dell’anno fiscale 2010 conclusosi il 25 settembre 2010. L’Azienda ha realizzato un fatturato record di 20,34 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 4,31 miliardi di dollari… “Siamo incredibilmente soddisfatti nell’annunciare un fatturato di oltre 20 miliardi di dollari e un utile al netto delle imposte di oltre 4 miliardi di dollari – entrambi record di sempre per Apple,” ha affermato Steve Jobs, CEO di Apple. “Le vendite di iPhone di 14,1 milioni di unità sono aumentate del 91% anno su anno, superando ampiamente i 12,1 milioni di telefoni venduti da RIM durante il loro ultimo trimestre. Abbiamo ancora delle sorprese in serbo per la fine di quest’anno solare”.
Gran bel post di Felix Turner, freelance web developer di LA: How to Beat Apple – Get Serious About Product Design. Come dargli torto. Ho pensato le stesse cose durante la mia ultima visita al Media World di quartiere, una distesa di tristi plastiche. Ok. La cosa più interessante però è il blog di Andrew Kim, uno studente di design coreano / canadese, di 18 anni.
Marco Massarotto fa una bellissima recensione di una serie di applicazioni editoriali per iPad. Degli italiani dice che per ora sono solo pidieffoni, e promuove Associated Press (io l’ho vista al volo a New York e non mi ha fatto buona impressione, ma saprà meglio lui). Insomma “Italiani rimandati a settembre”, commenta Salvo Mizzi su Facebook.
Io sto discutendo con un’azienda che sviluppa applicazioni editoriali per iPad, e mi dicono che tanti editori italiani stanno andando su Zinio. La loro gallery di testate sembra confermarlo. Non stupisce: è una piattaforma di trasformazione del contenuto piuttosto efficace, e soprattutto è… un’edicola. Per la precisione è un’app definita Newsstand Reader: guarda qua. In effetti è anche di più: si dichiara markeplace multipiattaforma. Dichiarano di avere “850 major consumer brands available digitally and delivered on behalf 300 publishers”. Bum.
Chiacchierata interessante, quella fatta con Derrick De Kerckhove in occasione dell’ultimo Meet The Media Guru. Il video che trovate sotto ha richiesto parecchio lavoro per scendere sotto i 10 minuti senza perdere il senso di ciò che è stato detto – anche perché non era affatto poca cosa. Partiamo dalla ricerca: nella prima metà del video discutiamo della sua definizione di Punto dell’Essere (riferimenti nel post dell’altro giorno), inteso come momento prospettico di coincidenza tra corpo, mente e macchina. Le interfacce si fanno sempre più impalpabili, afferma, la velocità aumenta, e altrettanto l’i-pertinenza (vedi) di contenuti e significati. Come nel Rinascimento il Punto di Vista della Prospettiva segnava la distanza tra il vedente e l’oggetto osservato, così il Punto dell’Essere identifica l’orizzonte in cui biologico ed elettrico si possono teoricamente incontrare. Il multi-touch ne è un esempio, con questa manipolazione diretta dell’effimero digitale che, invece, in quel momento diventa oggetto, appunto da toccare, e forse parte di noi. Per contesti diversi, ne ha detto benissimo Antonio Sofi in questo suo post.
Nella seconda parte cambiamo registro. Stimolato da una domanda di Massimiliano Guidetti Migliorati, raccolta da Meet The Media Guru su Facebook, passo a chiedergli del futuro del Web, e in particolare delle tecnologie chiuse. E qui Derrick va giù piatto. Critica la chiusura di Facebook (“E’ uno spazio privato, e non hanno mai risolto il problema della proprietà di ciò che viene condiviso lì sopra”) e dell’iTunes di Apple e sottolinea l’importanza di Internet in quanto Spazio libero. Al minuto 6: “Ci tengo, ci conto. Ho bisogno di uno spazio libero, della metafora di una continuazione dello spazio pubblico”. Ma soprattutto critica con forza e senza mezzi termini il Decreto Alfano in discussione in questi giorni: “Saremo tutti imbavagliati, e non possiamo accettare un Fascismo elettronico che sarà molto peggio del Fascismo classico”.
Ma insomma, mi chiedo e gli chiedo, riusciamo ancora a immaginare il futuro o l’abbiamo consumato tutto? A causa di quanto sopra, mi racconta lui, è cambiata la relazione con il nostro immaginario, che è dentro i nostri schermi e non più lineare come ai tempi della scrittura. L’innovazione oggi è composta da una miriade di frammenti che all’improvviso si compongono in un qualsiasi Twitter o YouTube – e chi poteva mai immaginare cosa sarebbero diventati? Potenza della Rete. Finché dura.
Non sorprende che sia uno dei punti più fotografati di New York: è bellissimo. Almeno l’ingresso, visto che sotto è un normale negozio Apple. Comunque di iPad disponibili non se ne parla – anzi i commessi hanno il tic alla palpebra per il fatto di ripetere la stessa cosa migliaia di volte al giorno. Qui sotto il video della visita all’Apple Store con piccola demo delle principali applicazioni preinstallate sull’iPad. Qualità molto amatoriale ma, ehi, this is supposed to be my weekend of vacation :)
Via Facebook trovo su un blog coreano: mock-up o c’è qualcosa di vero? Certo per chi ha molte applicazioni iPhone (io ne ho dieci schermate) non sarebbe male una funzionalità simile.
Si è appena conclusa la conferenza di lancio di Microsoft Windows Phone 7, in occasione del Mobile World Congress a Barcellona. Riprese ufficiali a questo indirizzo. I primi video promozionali di Microsoft, devo dire, non sono niente male e dimostrano un’idea di interfaccia che in parte si distacca anche da quella dell’Apple iPhone, con qualche miglioramento. Qua sotto il primo della serie, qui gli altri.
Great just what the world needs, another freaking MP3 player. Go Steve! Where’s the Newton?!
I still can’t believe this! All this hype for something so ridiculous! Who cares about an MP3 player? I want something new! I want them to think differently! Why oh why would they do this?! It’s so wrong! It’s so stupid!
All that hype for an MP3 player? Break-thru digital device? The Reality Distiortion Field™ is starting to warp Steve’s mind if he thinks for one second that this thing is gonna take off.
1. Not revolutionary. Big capacity mp3 players already exist. With Creative Labs’ entrance into the firewire arena, future nomads will have similar specs and better prices.
2. A bad fit. This product is outside Apple’s core competancy – computing devices. When many are calling for a pda, they release an MP3 player.
3. Without a future. This Christmas you will see mp3 players be commoditized. Meaning that the players from Korea will be way less expensive tha iPod. The real money is in DRM and distribution (ala Real Musicnet). If Apple were smart they would be focusing on high gross revenue from services rather than a playback device.