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compuserve advertisement, 1982

“Someday, in the comfort of your home, you’ll be able to shop and bank electronically, read instantly updated newswires… and play Bridge with three strangers”.

Bridge? Chi diavolo gioca più a Bridge?

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Uno spottone come non se ne vedeva da un po’. Così romantico, ispirato. Sì, sono stelle quelle riflesse nell’occhio qua sopra. Meno male che ci sono i webbari a far lavorare i pubblicitari.

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E se stessimo sbagliando tutto? Forse gli entusiasti del digitale stanno ripercorrendo ciò che gli inventori della televisione facevano 50, 60 anni fa. Riguardo questa pubblicità Motorola del 1950, penso all’idea di un luminoso progresso e mi si gela il sangue. Mad Men allora come oggi? Boh sarà solo un momento. Forse. O forse no.

13 Unusual Vintage Adverts That Will Boggle Your Mind | So Bad So Good.

“Say… What? Is this a phone?!?“, dice il bambino all’inizio. Divertente.

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Lo dice un americano, Ben Thompson (Growth Engineer in Automattic), ok? Fate finta che io non l’abbia detto centinaia di migliaia di volte. Su Stratechery:

THE MOST PRECIOUS COMMODITY IS USER TIME
When Facebook allegedly offered $3 billion for Snapchat, there was the usual griping about Snapchat’s lack of revenue. As I noted at the time, this completely misses the point. Revenue follows user attention, not the other way around; unlike money, there is a finite amount of minutes in the day, and a finite amount of users. To put it another way, attention is a zero sum game; every minute spent in Snapchat or LINE or WhatsApp is a minute not spent in Twitter or Facebook or Instagram.

Giusto così per divertirsi con quelli che continuano a non capire quale sia il modello di business dei Social Media.

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Si chiacchierava del fermento che c’è a Milano sul tema Smart City proprio l’altro giorno, con un amico. Per dare un’idea, questo articolo dello scorso aprile sul sito del Comune cita investimenti da 200 milioni di euro per “Risparmio energetico, la sostenibilità e l’innovazione tecnologica, 500 hot spot Wi-Fi, 8 App già attive, 140 ‘data set’ a disposizione di ricercatori e utenti per lo sviluppo di applicazioni, oltre 6.000 km di fibra ottica”. Il che, se mi permettete, mi fa un po’ ridere perché sembra più che altro un piano per uscire dalla preistoria. E’ uguale a ciò che si diceva nel 2003.

E invece una bellissima creatività pubblicitaria di Ogilvy & Mather Francia per IBM Smarter Cities ci ricorda che l’ingrediente essenziale sono sempre le idee. Qui dei cartelloni pubblicitari diventano panchine, rampe, parapioggia. Hack the City, verrebbe da dire. Brillante esempio – anche se poi, ovvio, è una pubblicità. Il video a seguire.  Continue Reading…

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Quei fantastici matti degli Evil Mad Scientist hanno ritrovato un numero di Popular Electronics del ’76 e ne hanno scannerizzato alcune parti, tra cui bellissime pubblicità vintage.  Continue Reading…

Ricordate TweetLevel, il tool per valutare l’influenza su Twitter? Dopo un lungo stop sta per essere riattivato: è atteso per domani. Un anno fa aveva fatto parlare parecchio di sé stimolando alcune riflessioni interessanti sul tema dell’engagement, soprattutto su come il numero di follower non sia affatto la metrica più importante. A questo proposito, dopo il salto allego un interessante paper scientifico i cui risultati confermano proprio questa teoria.

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Certo, in Italia privilegiamo Facebook, ma i ragionamenti restano validi per qualsiasi ambiente. TweetLevel e il nuovo BlogLevel offrono degli spunti interessanti proprio per valutare la propria presenza sui Social Media con un’ottica più ampia del solito. Personalmente fa piacere vedere che la mia presenza su Twitter è progredita, ma meglio ancora capire su quali punti posso migliorare.

La domanda di quest’anno (e se qualcuno avesse suggerimenti gliene sarei grato) è come misurare, e non semplicemente valutare, la capacità di lead generation dell’attività sui Social Media. Sull’efficacia, invece, abbiamo pochi dubbi: gli studi che stiamo facendo con Blomming ci dicono che le conversioni delle visite provenienti da attività organiche sui Social Media sono dieci volte superiori di quelle provenienti da pianificazioni pubblicitarie, per quanto a target e basate su search o behaviour. Il che, tutto sommato, non stupisce.

Segue il paper dall’illuminante titolo Measuring User Influence in Twitter: The Million Follower Fallacy. Continue Reading…

eMarketer - Online Ad Spend Surpasses NewspapersSe quanto dice eMarketer fosse vero anche solo per metà sarebbe comunque un milestone storico, da segnare. Secondo la società di ricerca il 2010 vedrà, per la prima volta, il sorpasso della spesa pubblicitaria online rispetto a quella sui quotidiani. Il cui budget si mantiene su una ripida progressione di discesa: “The spending gap will widen significantly next year, as total newspaper spending falls again to $24.6 billion and online climbs to $28.5 billion”. Online Ad Spend Surpasses Newspapers.

(via Luca Galli)

“Social network ad spending is on the rise”, dice Flowtown citando eMarketer. “US advertisers will spend nearly $1.7 billion on social sites this year”. Però.

Social Media Advertisement Spending 2010

Rimettendo a posto uno scaffale nella vecchia casa di famiglia, qualche tempo fa, è riemersa nientepopodimenoche una Guida ai prefissi teleselettivi – ohibò. Marchiata SEAT. In ultima pagina dice “Conservate questa guida: I prefissi teleselettivi non cambiano”. Be’, insomma… :)

Comunque, begli occhiali…

In occasione di IAB Forum ho incontrato Michele Marzan, managing director di Zanox Italia (dal 2007 parte di Axel Springer e PubliGroupe) che mi ha raccontato le novità dell’azienda in ambito Affiliate e Performance Marketing (Wikipedia). In particolare ha commentato la recente apertura verso gli sviluppatori per Facebook e iPhone, che possono ora integrare strumenti pubblicitari Zanox nelle loro applicazioni, ottenendone così una forma di monetizzazione. Alcuni esempi si trovano nell’Application Store. Per stimolare queste iniziative Zanox ha anche aperto un Campus che definiscono “Un po’ incubator, un po’ Think Tank dei moderni modelli di business online, un po’ da ponte di collegamento con i progetti e i partner della Silicon Valley. Lo zanox GAP Campus nasce con l’obiettivo di sostenere i nuovi talenti del Web e sviluppare in modo innovativo le potenzialità di Internet”, e ne è stata aperta anche la versione italiana nel giugno scorso. Altre informazioni sul blog italiano dell’azienda e nella video-intervista qui sotto.