Poco dopo il post dell’altro giorno su Mashape mi scrive Daniele Galiffa di VISup / Closr, di cui ho parlato qua, interessato a conoscerli. Tiro dentro Nicola e via, si organizza un breakfast. Augusto Marietti, Marco Palladino e Michele Zonca ci hanno ospitato nel loro garage (20 metri quadri, soppalco compreso), spiegato il sistema e Daniele ne è uscito con un’idea per delle API. Il giorno dopo Nicola gli fa un early test e ora il mashape di Closr è in sperimentazione.

Da sinistra: i Mashaper Marco, Augusto e Michele; Nicola J. Vitto; Daniele Galiffa
Nel frattempo i mashaper sono andati al TechCrunch50 (qui il loro blog) e così ci raccontano la loro esperienza:
Abbiamo fatto piu di 100 pitch (li abbiamo contati) e un paio di investitori sono interessati a metterci i soldi, in piu ho convinto anche sequoia capital a venire alla nostra demo, e ci hanno messo “under the radar”, cioè monitorerà Mashape nei prossimi mesi perchè è un’idea interessante. Abbiamo anche ricevuto feedback buoni da founders fund, ron conway (il padrino della silicon valley) paul graham, che mi ha invitato ad entrare in ycombinator e fargli l’application, il fondatore di powerset (barney) venduto a microsoft per 80M, marissa mayer, product vice president di google, molto carina, geroge di charles river ventures, grande chiaccherata con aaron levie di box.net, tim draper, yossi vardi e molti altri. Molto è dovuto anche al fatto che abbiamo avuto la fortuna di dormire a casa di trevis, che ci ha introdotto alle giuste persone e ci ha fatto entrare nel “sistema”. molti lo chiamano addirittura mafia… in effetti è molto difficile entrare nel giro se non sei nessuno o non hai nessuno che ti possa qualificare e dare fiducia.
Ancora più interessante la loro storia, che trovate qui sotto. Vogliamo continuare con questi breakfast: se sei uno startupper, o interessato a conoscerli, fatti vivo.
La Storia??? E’ piu un travaglio… ;) E’ lunga, cerco di stringere e saltare qualche passaggio:
FASE 1: (creazione del concetto ed euforia) Io e Marco nel mio appartamento, volemmo creare un WEBOS nel novembre 2007, con il tempo ci accorgemmo che di webos ce n’erano gia parecchi, cosi nel febbraio 2008 decidemmo di toglere il webos, e lasciare nell’idea solo le applicazioni, ma di rendere queste applicazioni interoperabili (febbraio 2008). Tiriamo giu una struttura tecnica, mettiamo appunto il concetto, delle slide, un mini business plan etc.
FASE 2: (Ricerca di finanziamenti in italia e stress) Con solo l’idea e qualche slide, riuscimmo a prendere un appuntamento con Accenture, che ci rise in faccia perchè dicevano che non si poteva fare. Andammo a MindtheBridge a presentare (Roma2008) e iniziammo a prendere l’attenzione di qualcuno. Fissamo un appuntamento con Innogest a Torino, e ci dissero che per quanto l’idea potesse essere bella, era qualcosa di troppo grosso, e che non eravamo in grado. Nel frattempo Marco conobbe all’ IDC forum Elserino Piol, cosi fummo introdotti a dpixel e Dettori. Gli piacemmo subito e dopo una due diligence di 6 mesi, e piu di 5 incontri tecnici con professionisti decisero di investire in noi. Ma a febbraio 2009 il comitato (coloro che hanno messo i soldi) gli bloccarono l’erogazione, dicendo che era troppo rischioso e che noi eravamo troppo giovani. Nel frattempo nel 2008 andai all’ entrepreneurship a Stanford (febbraio), è li che ho preso il poster ;) e poi a giugno studiai per 3 mesi a Berkeley, e con l’occassione presi una montagna di business cards di VC conosciuti li, con la promessa che se un giorno avrei mai avuto il prodotto li avrei rotto le scatole a tutti. Feci anche irruzione negli uffici di Sequoia Capital, senza un appuntamento ne niente, ma gli rimasi simpatico per l’iniziativa e feci amicizia con Mark Dempster… scena orribile, figuraccia colossale, davanti alla segretaria, il fatto è che all’epoca non sapevo bene come funzionava, pensavo bisognava andar nelle loro gigantesche ville/uffici e fargli un pitch… ;)
Intorno al poster della Silicon Valley
FASE 3: (disperazione e start) A fine febbraio 2009, eravamo disperati, non sapevamo piu che fare. Cosi decidemmo che se non saremmo partiti li, nn saremmo partiti piu. Affittamo una specie di garage/bugigattolo completamente distrutto. Ci improvvissammo imbianchini e… vai di rullo e vernice per 3 settimane. Nel frattempo facevamo 5 colloqui a settimana per tirare su il team: La prima cosa che dicevamo: Non abbiamo una lira, se lo fate, lo fate per passion.
Trovammo per caso Michele, ci piaque e fu subito in. Il 6 aprile, grande giorno, il nostro primo giorno. Non sapevamo da dove iniziare, cosi iniziammo a scarabbocchiare la lavagna magnetica… Mashape era partito. Per pagare le spese, lavoriamo 20 ore a settimana a mashape e altre 20 in consulenze e varie, per poterci autofinanziare. (spese di affitto, server, banda, elettricità etc).
FASE 4: (ultimi sospiri e pronti per il grande passo) Mentre il lavoro andava avanti WorkingCapital si accorse di noi, e volle investire. Ma il problema è che non mettono soldi ma servizi, e a noi serviva network e soldi cash, cosi stanno ancora decidendo se mettere questi cash.. anche se non credo che per una startup, una telco in società sia la soluzione migliore. Anche Dpixel ritornò ma con un offerta troppo bassa, tuttavia siamo ancora in buonissimi rapporti con loro. Secondo me gli facciamo pena ;). Anche se siamo stati presi al TC50, non avevamo piu i soldi per pagare l’albergo cosi ho saputo che 20 persone avevano fatto application ad un un imprenditore della SV per dormire da lui (Travis Kalanick) , ma lui aveva solo 2 posti, ovvero due divanetti. Lo chiamai e non chiedermi come, forse è perchè gli ho detto che li cucino qualche piatto italiano, prese me e Marco: cosi anche il problema accommodation si è risolto per fortuna. Per novembre puntiamo a finire la beta e lanciarlo anche se private, almeno per i primi 3 mesi. E per fine novembre punto a trasferirmi in Silicon al PlugandPlayTechCenter, e una volta sistemate le cose, gli altri mashaper dovrebbero raggiungermi per febbraio 2010.
ps: in effetti accenture non aveva tutti i torti. Per rendere Mashape un prodotto funzionante, abbiamo dovuto creare 4 cose:
- MIML: Mashape Interoperability Markup Language
- Dashboard: con pezzi di codice in formato visual a modi drag and drop
- Priority System: grado di importanza da dare alle funzioni
- Algoritmo: che permette di automatizzare l’interoperabiltà tra le varie funzioni.
Bella storia.















[...] http://www.infoservi.it/startup-breakfast-mashape-in-silicon-valley-a-21-anni/2712 a few seconds ago from bti [...]
[...] ragazzi di Mashape (ve li avevo raccontati qui) ne esaminano il modello in un lungo post. Anche Nicola Junior Vitto ne ha parlato benissimo [...]
[...] L’ultimo, tra l’altro molto dettagliato e utile, è dei ragazzi di Mashape (ricordate?) sulle complicazioni dei visti per gli Stati [...]
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[...] credit: Alberto D’Ottavi. “Dove credete di andare, avete solo 19 anni e siete in Italia.” Vorrei prima di tutto [...]
[...] posso nascondere un bel po’ di orgoglio infoservo (vedi il primo incontro con Mashape qua) per il contributo di Augusto a Ballarò. Nel video qui [...]