Social Media per i… Media
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Lo segna Tommaso sul suo Tumblr e concordo, è una delle migliori presentazioni sul tema “vecchi e nuovi media”, se si può dir così. Aggiungo solo uno spunto su cui ragionavo l’altro giorno, riguardo al perché i media tradizionali faticano ad abbracciare i (cosiddetti) paradigmi dei Social Media. Semplice: perché il mestiere di Internet è disintermediare, quello dei media il contrario, intermediare. Sarà forse una sciocchezza ma mi fa riflettere.
Lui si chiama Neil Perkin e questo è il suo blog. Metto la presentazione dopo il salto.[//]
















Alberto sei sicuro che è una totale disintermediazione?
Sono totalmente d’accordo sul fatto che lo scopo dei media tradizionali sia intermediare, nella visione più classica del termine.
Ho seri dubbi, nati dopo il barcamp a Torino, che internet punti a una disintermediazione totale.
be’ sono sempre scettico di fronte ad affermazioni assolutistiche – le mie per prime :)
nn c’è dubbio che in internet ci siano molti modelli di intermediazione (o re-etc): es i motori di price comparison. ma gli stessi media, in rete, ci vivono parecchio bene da anni (es. i “portali”)
però sì, ritengo la disintermediazione una delle qualità peculiari della rete, l’abbiamo visto in un sacco di casi
il che nn vuol dire che i media non ci stiano benissimo dentro, o che non sia possibile re-intermediare, anzi. io mi riferivo a un problema di mentalità
il tutto al netto del barcamp di torino di quest’anno a cui non ho potuto purtroppo partecipare :)
Frenz, una bella provocazione. Diciamo che nei social media (che appunto, si chiamano ancora “media”, quindi mediano per definizione
) si allarga enormemente la base dei produttori di contenenuti ed opinioni MEDIANTE strumenti (vedi Web 2.0) ci viene consentito di entrare in contatto con contenuti ed opinioni di altri senza un filto apparente. Ma non dimentichiamo che gli strumenti che cercano, presentano informazioni, selezionano al posto nostro, conferiscono più o meno “rank” a un bit sono media per eccellenza (vedi Google). Comunque una riflessione da approfondire secondo me.
vero, quella di Frenz è una bella provocazione, e in mail abbiamo continuato il ragionamento prendendo a esempio il mercato musicale, e io sost la penso come claudio. finisco per dire che la catena (valore, distribuzione, etc) si è accorciata, e quindi i modelli sono cambiati
però – precisino e ossessivo ;) – non posso trattenermi dal correggere l’etimologia di media, che è “mezzo”. è un “tubo”, non è detto che debba intermediare per forza
e sec me da questo punto potrebbero nascere altri ragionamenti interessanti per la trasformazione dei media tradizionali
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Ispirazioni
— Cory Doctorow (via VisionPost)
Benvenuti
A cura di Alberto D'Ottavi. Mi trovi anche su:
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