Della scomparsa di Arthur Clarke (in italiano qua), 90, si è parlato parecchio. Chi si interessa di tecnologia lo ricorda, oltre che in qualità di autore di fantascienza, perché è lui ad aver avuto l’idea dell’utilizzo per telecomunicazioni dei satelliti geostazionari – quando robe simili erano ben lunghe dall’essere inventate.
Non ci stupisce allora che l’ultima e forse più interessante intervista sia stata raccolta dallo IEEE Spectrum, che ha trovato “the famed author still entranced with terraforming planets, space elevators, and the search for extraterrestrials”. E ci piace un po’ ricordarcelo così, con la testa ben più su delle nuvole, tra le stelle, a pensare al “terraforming“, per chi si ricorda cos’è.
E ora lo so che in un post è meglio non mischiare gli argomenti, ma l’associazione di idee è troppo forte per non citare un vero progetto di terraforming qui vicino a noi: l‘Affresco di Renzo Piano per il rifacimento del Waterfront di Genova. Una roba meravigliosa , descritta benissimo in questo documento. (Ma non mancate di sfogliare gli schizzi sul sito del RPBW: si trovano sotto Projects > All Projects > A Vision for Genoa Harbour, non linkabili, ahimé)
(Foto: qualcosina di Piano qui).



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