Guido Arata di Delfins raccoglie opinioni su Second Life. Io scherzosamente immagino un dialogo come fosse di una dozzina d’anni fa:
“Hai presente Internet? Pensa che un tipo che conosco, un maniaco, ci ha prenotato l’albergo. Dice che ci si possono incontrare delle persone, ma immagino saranno tutti disadattati come lui. Mi ha suggerito di aprire un sito, pensa tu che roba!”
Fuor di metafora, quando a metà ‘90 si parlava del web si ottenevano occhi vacui e vaghi cenni del capo, come oggi, appunto, con Second Life. Eppure già allora alcuni di noi lavoravano sulle realtà virtuali da tempo. Molti, in Italia, si raccoglievano intorno alla mitica rivista Virtual, nata nel 1993, ma nessuno ha saputo rappresentarle meglio, nel 1995, del film Johnny Mnemonic, di William Gibson e con Keanu Reeves. In quel film ci sono echi delle atmosfere di Blade Runner ma soprattutto c’è tutto l’armamentario immaginativo che avrebbe poi avuto successo di pubblico con Nirvana (1997), Matrix (1999), Minority Report (2002), e altro.
Tornando a SL, l’idea del parallelo con Internet l’ho presa in realtà da Leando Agrò, che in questi termini parlava durante la conferenza stampa di Gabetti. Ripensandoci, però, trovo efficace il paragone con l’idea di sistema operativo. Certo, come Windows, si tratta di un sistema commerciale, di proprietà di un’azienda. Ma non si può dire che questo ne abbia impedito la diffusione. E, come Windows, ha tutte le carte in regola per sviluppare un’economia – come in effetti sta accadendo.
La morale? Che l’innovazione ha un valore intrinseco, per sé, ma che bisogna imparare a cogliere e usare.
Di Second Life parla anche Francesco Armando, mentre David Orban ci sta lavorando attivamente. Io ho messo una gallery di (bellissime, secondo me) immagini dal film in questa categoria. Direi proprio che rispetto a quanto immaginato in Johnny Mnemonic siamo decisamente avanti, in prospettiva 2021 :)
UPD Dimenticavo il blog italiano su Second Life

Sono d’accordo con te che Second Life è una piattaforma (questa è l’espressione che userei, più che sistema operativo). La presenza di soluzioni di terze parti, non di tipo applicativo, ma come strumenti per lo sviluppo è importante. Ricordano quello che faceva Microsoft per incoraggiare i programmatori a migrare su Windows, prima di fagocitare lo stesso ecosistema che ha fatto nascere.
Sono convinto che prima o poi second life non sarà più second come oggi internet non è diviso dalla vita reale ma anzi spesso, dall’on line ci si trova catapultati off line come nei barcamp. L’errore è interpretare il futuro con gli occhi e gli strumenti del presente.
fabio, david, ciao e grazie
sì, a me mette solo veramente in crisi l’idea di una internet che stia in un unico “posto” fisico: il data center di lindenlab
la cosa meravigliosa di internet è invece il fatto di essere a net of networks, non centralizzata….
sarà paranoia mia? :)
Voci attendibili parlano di un rilascio anche delle applicazioni server di Second Life…. quindi se 1+1 fa ancora 2….
Aspettiamoci un’ondata di nuovi metaversi che spazzeranno via l’internet odierna.
C’e’ anche il progetto di realizzare il server partendo dalla libreria libsecondlife vedi: http://www.libsecondlife.org/wiki/Main_Page
morpheus, vytek, grazie davvero perché non conoscevo questa possibilità. in effetti si aprono prospettive interessanti…
grazie di nuovo
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