Qualche tempo fa, a Milano, si è tenuto Nice To Meet U, evento organizzato da Ustation, network di media universitari. Ospite particolare Linus, direttore artistico di Radio Deejay. Interessanti le sue opinioni e il suo uso della Rete, molto competenti ed equilibrate: né entusiasmo né scetticismo, ma una visione lucida di problemi e opportunità. Ha cominciato raccontando quanto sia pesante l’infrastruttura della radio, che rappresenta quasi l’80% dei costi, dedicati a gestire i 4/500 ripetitori e il satellite che li collega. Ed è proprio questo a costringere le radio ad appiattirsi sul “commerciale”. “Non vedo l’ora che accada il passaggio su Internet, che potrà abbattere questi costi”, ha affermato, anche perché il passaggio delle radio sul Web permetterebbe la nascita di tante radio alternative, a cui ha attributito un valore culturalmente pari a quello di una radio professionale, fatte le debite proporzioni.
Se questi i lati positivi (“Credo il Podcast sia la cosa più bella in assoluto”, ha anche detto), non si nasconde le difficoltà, specie di fronte alla sfida del Web moderno, quello sociale: “Internet ha fatto sentire molto la presenza del pubblico. Nello stesso tempo, quando sviluppi un’azione con una componente artistica non devi lasciarti influenzare più di tanto dagli input del pubblico. Il problema con la massa è che tende a ripetere cliché”. Quindi dialogo sì, ma nel rispetto delle reciproche posizioni e cum grano salis: “Il mio blog viene letto da 3/4.000 persone, ogni giorno, e riceve 40/50 commenti. Spesso sono molto positivi, ma non penso che quella sia la verità”.
Insomma molto interessante: le parole critiche, per me, hanno un valore doppio se vengono da chi conosce e usa ciò di cui parla. Non è un caso, evidentemente, se tra i buoni propositi per il 2010 mette “Rivoltare come un calzino la radio”.
Qui sotto il video della prima parte del suo intervento, a questi link le altre: seconda e terza. Il suo blog si trova a questo indirizzo.


















Lascia un commento