Il tema dei Makers, estremizzato nel romanzo di Cory Doctorow, è stato ripreso recentemente da Chris Anderson di Wired: Atoms Are the New Bits. Forse eccede, Anderson, nel dire che si tratta della Next Industrial Revolution, tanto da attirarsi una contro-opinione da quelli di Gizmodo: Making is not Manufacturing. Ma non per questo il tema è meno importante per un tessuto produttivo come quello italiano, soprattutto se lo decliniamo come incontro tra mercato, progettazione e produzione. C’è un passaggio illuminante nel video di Anderson (all’indirizzo sopra), quando al minuto 1:18 parla di come sia facile trovare (per esempio con motori di ricerca specializzati come Alibaba.com) un produttore in Cina, o in qualsiasi altro posto nel mondo. La domanda è se le PMI italiane siano altrettanto trovabili – perdonate la brutta parola – e se siano in grado di gestire micro-produzioni, magari collegando i propri sistemi CAD-CAM-CAE (vedi) tramite la Rete.
Sarà prospettiva di lungo periodo, ma credo opportunità importante. Anche perché, nel frattempo, nello scenario internazionale i punti d’incontro di questo tipo si moltiplicano. Qui sotto una rassegna dei quattro più importanti.
Shapeways
Forse il primo, ma certamente il più famoso, è un sistema di stampa a richiesta di… oggetti fisici. Il video nella pagina di About lo spiega bene. Notevole il fatto che ora non siano più limitati alla stampa di materiali plastici ma possano anche lavorare metalli. C’è un limite all’immaginazione?
FabbersMarket
Si definiscono un “Free global B2B marketplace and network, connecting designers, engineers and manufacturers”. Supportano così l’incontro diretto tra produttori e clienti, soprattutto online.
RedesignMe
Non meno interessante, RedesignMe è diverso. E’ orientato alla co-creation, cioè alla progettazione collaborativa. “For example by setting up communities of tea-lovers who brainstorm about tomorrow’s innovations in tea”, dicono.
Ponoko
Ponoko è forse il più completo di tutti, ponendosi chiaramente come punto d’incontro tra “Creators, digital fabricators, materials suppliers and buyers”. E permette anche di sottoporre il progetto, direttamente in digitale, per cercare qualcuno in grado – o interessato – a produrlo.
Che impatto avrebbe un sistema del genere in Italia? Che valore potrebbe portare all’economia delle nostre piccole aziende, tra le quali tantissime oggi in crisi? Forse ha ragione Alberto a dire che “Non siamo neanche lontanamente pronti”. Ma probabilmente è il caso di prepararsi.














