Quattro Marketplace per Domanda, Offerta, Progettazione e Produzione

dottavi —  11 March 2010 — 4 Comments

Il tema dei Makers, estremizzato nel romanzo di Cory Doctorow, è stato ripreso recentemente da Chris Anderson di Wired: Atoms Are the New Bits. Forse eccede, Anderson, nel dire che si tratta della Next Industrial Revolution, tanto da attirarsi una contro-opinione da quelli di Gizmodo: Making is not Manufacturing. Ma non per questo il tema è meno importante per un tessuto produttivo come quello italiano, soprattutto se lo decliniamo come incontro tra mercato, progettazione e produzione. C’è un passaggio illuminante nel video di Anderson (all’indirizzo sopra), quando al minuto 1:18 parla di come sia facile trovare (per esempio con motori di ricerca specializzati come Alibaba.com) un produttore in Cina, o in qualsiasi altro posto nel mondo. La domanda è se le PMI italiane siano altrettanto trovabili – perdonate la brutta parola – e se siano in grado di gestire micro-produzioni, magari collegando i propri sistemi CAD-CAM-CAE (vedi) tramite la Rete.

Sarà prospettiva di lungo periodo, ma credo opportunità importante. Anche perché, nel frattempo, nello scenario internazionale i punti d’incontro di questo tipo si moltiplicano. Qui sotto una rassegna dei quattro più importanti.

Shapeways

Shapeways

Shapeways

Forse il primo, ma certamente il più famoso, è un sistema di stampa a richiesta di… oggetti fisici. Il video nella pagina di About lo spiega bene. Notevole il fatto che ora non siano più limitati alla stampa di materiali plastici ma possano anche lavorare metalli. C’è un limite all’immaginazione?

FabbersMarket

FabbersMarket

FabbersMarket

Si definiscono un “Free global B2B marketplace and network, connecting designers, engineers and manufacturers”. Supportano così l’incontro diretto tra produttori e clienti, soprattutto online.

RedesignMe

RedesignMe

RedesignMe

Non meno interessante, RedesignMe è diverso. E’ orientato alla co-creation, cioè alla progettazione collaborativa. “For example by setting up communities of tea-lovers who brainstorm about tomorrow’s innovations in tea”, dicono.

Ponoko

Ponoko

Ponoko

Ponoko è forse il più completo di tutti, ponendosi chiaramente come punto d’incontro tra “Creators, digital fabricators, materials suppliers and buyers”. E permette anche di sottoporre il progetto, direttamente in digitale, per cercare qualcuno in grado – o interessato – a produrlo.

Che impatto avrebbe un sistema del genere in Italia? Che valore potrebbe portare all’economia delle nostre piccole aziende, tra le quali tantissime oggi in crisi? Forse ha ragione Alberto a dire che “Non siamo neanche lontanamente pronti”. Ma probabilmente è il caso di prepararsi.

dottavi

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Journalist, Blogger, Entrepreneur, Advisor. Writing about tech, culture and society since 1991. Formerly contributor at Forbes, Co-founder Blomming.com. Now Partner at Fashion Technology Accelerator.
4 comments
dottavi
dottavi

Grande nico :) Alberto esatto! E' una sfida immensa ma anche un campo sterminato. Pensa che io nel '98 ho lavorato anche a una rivista per hobbisty elettronici. Oggi non esistono quasi più, ma se conoscessero Arduino... E questo è tanto più vero per la meccanica, oltre che per le industrie creative Davide ciao piacere, interessante: ci fai sapere qualcosa di più?

Davide Dattoli
Davide Dattoli

Io sto creando un luogo simile che dovrei presentare entro fine mese, un luogo dove poter postare i propri progetti e grafici, programmatori possono offrirsi per realizzarlo! Crete possa funzionare in Italia? Davide

Alberto Cottica
Alberto Cottica

Kublai ha una collaborazione con la Regione Toscana sulla rigenerazione creativa dell'industria tradizionale del Made in Italy. Sto cercando di portarla nella direzione lì dell'integrazione con la cultura maker, che secondo me in Italia potrebbe ibridarsi con i "vecchi hackers" degli anni 60, i meccanici e i chimici dalle mani d'oro che hanno fatto le aziende della terza Italia. Chissà se ci riesco. :-)

Nico
Nico

Gran post Albe. Ho imparato qualcosa :-) Ciao, Nico