Yahoo!: mezzo miliardo di nodi e un pettine
 Credo che Stefano Carli (se non sbaglio, box firmata s.car.) abbia detto una cosa inesatta, stamattina, su Affari & Finanza di Repubblica (articolo non on-line). Scrive che l'errore di Yahoo! è stato quello di "inseguire Google sul suo campo, quello dei motori di ricerca, e ne sono usciti sconfitti", e che "Yahoo! non ha saputo valorizzare i suoi punti di forza, che sono una leadership indiscussa nelle news online".
Mi risulta piuttosto il contrario, da quel che ho letto tra l'altro in The Search (più che un libro, una pietra miliare). E cioè che Yahoo!, nei primi anni 2000 abbia lasciato andare il business dei motori di ricerca, facendo accordi anche importanti con Google, proprio per concentrarsi sulla trasformazione in "portale". In quegli anni, nonostante la crisi, il modello era "fare page views" e vendere pubblicità.
Sì, ma quale? Quella che Google avrebbe rivoluzionato da lì a poco con il posizionamento contestuale (keyword advertising), che ha un'efficacia infinitamente superiore a qualsiasi "tabellare" classica (banner, bottoni, skycraper e similari – display advertising).
La conclusione quindi è opposta: Yahoo! ha valorizzato quel che cinque anni fa era un punto di forza, come le news, arrivando addirittura a mezzo miliardo di utenti. Cosa vuoi di più, quelli di tutta Internet si contano in circa un miliardo. Peccato solo che oggi questo non sia più così importante. Ops.
Ok, ho esagerato. E infatti bisogna leggere prima questo e poi questo di Luca Colombo, che di pubblicità on-line ne sa davvero, per avere (un'altra) idea dello scenario. Però resto abbastanza convinto che, come modello, l'importanza di efficacia, contestualità, non intrusività sia solo che destinata ad aumentare - e questo favorisce il keyword adv, e quindi la search, rispetto alla display, e quindi i portali.
Più in generale, invece, nel business dell'innovazione contano sempre le stesse cose: vision e implementation. E dovendo ormai gestire un legacy impressionante, credo sia Microsoft sia Yahoo!, in questo, abbiano difficoltà di movimento.
(PS La soluzione? My two cents: lo spezzatino. Secondo me entrambe avrebbero dovuto separare strutture nuove, in grado di innovare dall'interno. Per questo ribadisco la mia delusione).
No la vedo benissimo. Mi sa che alla fine l'unico a guadagnarci sarà Bill Gates. Google ha reagito in maniera spropositata ma come dargli torto..sente che microsoft sta per aggiungere un altro tassello al suo già ricco mosaico. Di questo passo gli unici a rimetterci qualcosa saranno gli utenti....come al solito!
Andrea ciao
Ma si, a parte un sicuro overlap di utenti verrebbe fuori un gigante con una forza impressionante. Quelli che si occupano di pubblicita' pare stiano facendo festa, qualche analista è più scettico, ma la sostanza è quella
Vedremo. Di sicuro è il terremoto del web più forte degli ultimi anni
Di
alberto
(inviato il 05/02/2008 @ 16:13:22)
Bell'analisi, Alberto. Non sono in grado di offrire niente di così strutturato, ma mi sembra che sul web contino tanto le decine di milioni di piccoli operatori, che naturalmente non compaiono nelle analisi di Affari&Finanza. E che il loro peso vada nella direzione che tu indichi.
ciao alberto! rispetto all'articolo che citi, entro nel tema dando ulteriore conferma. io stesso ho partecipato a un incontro pubblico di qualche mese fa in cui l'a.d. di Google Italia sottolineava in prima persona come Yahoo a un certo punto avesse abbandonato decisamente la strada del motore di ricerca (confinandolo a un tema di puro servizio, senza contenuti 'monetizzabili') per sviluppare contenuti editoriali. ps -ti dovrò raccontare le evoluzioni 2.0 del mio progetto-
Di
gabriele
(inviato il 06/02/2008 @ 11:34:54)
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