Fare a pezzi il web e' un gran business
Necessitasi urgentemente nome. Come lo chiamiamo questo trend? " Componentizzazione del web" è veramente orribile. Se buzzword dev'essere, che sia sexy. Help needed.
Comunque, il tema è che questi Widget, micro-applicazioni che passano dati da un sito all'altro, stanno veramente raccogliendo grande traffico. Business Week reports. comScore ha creato un osservatorio apposta. E qui si trovano dei dati (vecchi di sei mesi, purtroppo) sui risultati di Slide.com, che confermano a ritroso quanto avevo scritto qui, discusso con Hinchcliffe poi e infine delirato qui.
Soprattutto, per i professionisti del web, forse mettono in altra luce quanto ha detto Kurai. Forse un po' esasperato (Federico non me ne voglia :), in Italia siamo indietro e la percentuale di chi ha una pagina in cui "embeddare" (aiuto urge altro nome) qualcosa, rispetto ai navigatori classici, è ancora bassa. Però è chiaro che Feltrinelli farebbe bene a creare un widget per contrastare Anobii. I blog italiani che usano i loro widget non sono pochi.
Queste sono revenue buttate al vento. E ancora di più dicasi per i merchant on-line. Esempio: comprare un computer non è un attimo, giusto? Non sarebbe male avere un widget in cui mi vengono segnalati dei prodotti simili a quelli di mia preferenza. Li terrei sott'occhio, e al momento buono... clic. E' simile a quanto diceva Kurai con "Copiate Amazon", ma applicato al commercio elettronico tout court, non solo dei libri. Per non parlare del presidio delle social network... ça va sans dire.
Comunque, questo post è tutto una scusa per fare il galletto del mio nuovo widget (in colonna destra) della Guida Schmap di Parigi, perché mi hanno selezionato una foto: la numero 7, Chez Georges :D
vediamo un po': che ne dici di Web Componibile - c'è una qualche traslazione semantica ma insomma è meglio di componentizzazione no? :)
Di
as
(inviato il 17/01/2008 @ 21:44:13)
Per carità, Alberto. So bene che la mia posizione è alquanto iperbolica (volutamente) in un paese dove se uno anche si collega a internet è già tanto se usa Google.
Ma credo sia anche inutile lamentarsi che siamo l'ultima ruota del carro, se poi chi fa applicazioni web in Italia fa poco per schiodarsi dal 1996 o giù di lì (non tutti, per carità).
Nella fattispecie, poi, la portabilità delle liste avrebbe davvero un valore aggiunto, visto che in Italia già si legge poco, e quei pochi che comprano libri via internet mi sa che han tutti un blog :)
Caro Alberto,
qui tutto il problema sta nelle aziende che non capiscono l'utilità di internet e peggio ancora sono i loro clienti.
Qui si continuano a fare convegni fuffa tipo quello di Assolombarda come ho fatto notare a Luca Conti eppure ancora li giustifichiamo invece di dire basta è ora di cambiare aria.
L'italia quella vera, quella della gente sta su internet, sono le aziende che sono bacate e non cedono di un millimetro.
Se qualcuno avesseun pochino di coraggio magari l'idea del widget plug-in avrebbe successo.
A me Schmap ha chiesto una foto di via Giulia ;-P
ciao, scusate il ritardo
Anto', "componibile" non è male. mi viene in mente anche il Lego :)
Francesco, d'accordo 100%, ofc
Roldano grazie, devo dire che sono parecchio d'accordo sul fatto che non se ne può più di parole di mediazione e compromesso
In Italia manca un serio spirito critico, mea culpa in primis, e questo ci rallenta
Però le critiche devono essere rivolte alle idee, e motivate, non alle persone (o alle aziende) nn ti sembra?
Di
alberto
(inviato il 19/01/2008 @ 09:26:06)
Caro Alberto,
la frase attacca le idee e rispetta le persone in cui credevo molto mi ha un po' stufato. Le idee stanno nella testa delle persone e se quelle stesse persone non schiodano perché non sono in grado di capire o peggio contano sulle rendite di posizione e cercano di arginare il cambiamento allora certi nostri discorsi diventano wishful thinking prossimo al masochismo.
Aggiungo che nella mia esperienza nelle aziende non mi sembra di aver visto tutto questo galateo e rispetto.
Critiche motivate? Guardiamo in faccia la realtà. In questo nostro paese l'innovazione tecnologica la portano avanti gli stranieri. Hai idea di quanti brevetti depositiamo e quanti ne deposita la Germania? Il paese delle mediazioni ha ottenuto che la nostra compagnia di bandiera finisse - per fortuna - in bocca ai francesi. Questo nostro paese vive nella tragedia di avere due capitali. Due capisci? L'Italia non se lo può permettere, per questa ragione Air France butterà ai pesci Malpensa. Conosco persone che fanno avanti e indietro Roma Milano perchè ci sono doppi uffici. Due di tutto. Doppie spese, clienti che sono a Roma che si perdono perché la sede è a Milano e viceversa. La tecnologia informatica potrebbe permettere di risparmiare e invece...
Il paese dei cellulari usa telefoni finlandesi e coreani. Le acciaierie sono tedesche oppure sono indiane. Dove siamo noi? Nella moda? Perché allora un grosso gruppo editoriale americano stabilisce le sfilate a Milano durano 4 giorni invece di 7? Perché i francesi dicono che a Parigi le sfilate durano quanto dicono loro e zitti e mosca?
Caro Alberto io con le aziende ci parlo tutti i giorni e ti assicuro che a sentire certi discorsi ti viene la depressione.
Perdona lo sfogo.
un saluto
La Francia è il ns. principale concorrente nei settori del turismo, moda, vini e gastronomia; come dire i settori dove abbiamo ancora competenze e assets distintivi. Capisco che la difesa dell' italianità ad ogni costo possa non piacere ma esser contenti che il trasporto aereo, che è fondamentale per molte di queste industrie, sia in mano al ns. principale concorrente mi sembra strano. Immaginate Cisco o Microsoft comprate dai cinesi? Ciao
Di
Italoc
(inviato il 21/01/2008 @ 14:40:42)
Caro Italoc,
in cosa siamo concorrenti con i francesi noi? Per farti un esempio sai cosa è il gruppo LVMH? qui l'elenco dei marchi: http://it.wikipedia.org/wiki/LVMH#Marchi_controllati
Qui a Roma una volta c'era una banca romana la BNL ora è BNP Paribas. Per fare la spesa devo andare da Auchan. Molti produttori per poter esportare vanno a contrattare direttamente a Parigi. Mi spieghi come facciamo a competere con una nazione che ci ha fatto scacco matto?
Ti assicuro che questa non è polemica ma la triste realtà
Be', Roldano, appunto, no? Già hanno la forte presenza che dici, ora si aggiunge anche Alitalia. Niente in contrario alla competizione europea (o internazionale), però, nonostante tutto, io competo per l'Italia
Aggiungo che, sulla gastronomia, anche la Spagna ci sta bagnando il naso. Mi risulta che abbiano aperto scuole di cucina alto livello da qualche anno, e ora loro hanno più di un ristorante nella top 10 mondiale, e noi credo nessuno (posto che questo voglia dire qualcosa)
Insomma mi sembra di esser d'accordo con alcuni principi ma non con certe conclusioni (anche se certo sconforto è giustificabile :)
Di
alberto
(inviato il 21/01/2008 @ 18:58:27)
Ciao Roldano, decidere di non competere è il modo più veloce di perdere. Considera le strutture dei vari settori: BNL era una delle 700 banche italiane con una quota di mercato limitata. Sulla GDO i francesi sono molto forti ma abbiamo ancora COOP, Esselunga, Conad ecc.. Il problema è che Alitalia è la principale linea area di questo Paese, l'unica con connessioni internazionli di rilievo e in un settore di servizio importante per tante altre industrie. In ogni caso conviene ripassare il francese... Ciao
Di
italoc
(inviato il 22/01/2008 @ 09:02:08)
Disclaimer L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
|