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 Blindscape (generative live cinema), 2006, by Scanner&Tez @ MixedMedia 2006, Milan... di hexholden
 
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we have inscribed ourselves in books and on cave walls, in folk songs and on New York subway benches, and now on 1.8" mobile phone screens

Belinda Barnet
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Dada Day: Internet, giornali, tv e politica
Di alberto dottavi (del 21/11/2007 @ 11:09:14, in Events and Reports, letto 704 volte)
All'edizione 2007 del Dada Day, in una sala di RCS - Il Corriere della Sera. Quest'anno il Wi-Fi c'è (l'anno scorso era a pagamento), ma ha un meccanismo di autenticazione incomprensibile, che richiede continuamente user e password a ogni piè sospinto. Sarò io che ho sbagliato qualcosa, ma non ho tempo di indagare. Per cui, come al solito, speriamo che la Connect Card non tradisca.

Parterre d'eccezione, con competenze diverse - stampa, editoria, Internet, tv. Il blogger sul palco è Massimo Mantellini. Ospite della giornata Marco Montemagno.

11:00 Arrivo tardi, all'inizio dell'intervento di Kay Rush che fa un appassionato appello (si scalda davvero! :) sul fatto che bisogna smetterla di dire che Internet è il futuro, che è invece ben radicata nel nostro presente. "Da 15 anni", aggiunge Marco - e non si potrebbe essere più d'accordo.

11:15 Lilli Gruber, intervenendo in una discussione su libertà della Rete e, anzi, tentativi di frenare la diffusione di Internet in Italia, ricorda che oggi in Italia viviamo ancora l'anomalia di un sistema televisivo bloccato.

11:25 Paolo Barberis ricorda quanto sia importante rivolgersi ai mercati internazionali. Dada è appena entrata tra i primi 15 siti di social networking, con circa 20 milioni di utenti. Ma è impossibile pensare di avvicinarsi al mezzo miliardo di utenti di Yahoo!, per esempio. Bisogna operare, appunto, in prospettiva internazionale.

11:30 Intervento video di Beppe Severgnini. Racconta come oggi sia importante per i giornalisti (e i giornali) saper usare tutti i linguaggi disponibili - scrittura, video, etc. Questo nonostante, dice, "la modestia sia vietata dall'ordine dei giornalisti" :). Ritiene comunque che le prospettive per i "big media" siano rosee, che in futuro le persone, comunque, continueranno a rivolgersi ai grandi "concentratori".

11:35 La persona del TG1 (non ho colto il nome, sorry, Riotta non è venuto) ha fatto una bella citazione di Hemingway, Il vecchio e il mare: "Come avvengono i cambiamenti? Piano piano, e poi improvvisamente". Bello, più ottimista di Machiavelli

11:40 Francesco Napoletano - Napolux - ha criticato la procedura di registrazione del Corriere.it, un tema di cui aveva parlato anche Gaspar, prima qua, con ampia dimostrazione dei flawn del sistema, e poi qua. Io avevo fatto una rapida presentazione proprio sul tema Login, che mostrava le differenze tra i siti di maggior successo americani e quelli italiani. Pratellesi ha risposto sulla necessità di avere un'identificazione ai commenti, ma Napolux ritengo si riferisse piuttosto all'esperienza utente. L'analisi di Gaspar, comunque, mette in luce come la procedura di registrazione del Corriere abbia delle debolezze tecniche anche nel primo caso.

Intervengono anche Daniele Alberti di MyMinutes e Nicola Mattina. C'era anche Elena "DElyMyth" e racconta qua le sue impressioni.

La Connect Card non ce la fa. Registro comunque uno scollamento. Come già letto a riguardo della serata con Chris Anderson, i blogger scaldano la platea per primi, con le domande. Faticano però a spiegarsi, e faticano a essere capiti. Segnalo cioè che i rappresentanti dei media, lassù sul palco, non sono al corrente dei temi e delle discussioni che corrono in Rete. Su determinati argomenti, niente da fare, l'audience sembra più competente dei relatori.

Al contrario, però, gli esponenti dei media discorrono di altre priorità, probabilmente anche di portata più ampia, ma soprattutto che ritengo cruciali oggi per loro. E se i media affrontano quei determinati problemi, bisogna tenerne conto. Come ha affermato anche una persona dal pubblico, non sempre si possono affrontare determinate problematiche lontane dalla sensibilità dei più. E', una volta ancora, il paradosso dell'innovazione.






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# 1
Napoletano, non Napolitano...

Deng iu :P

Cmq ho notato una certa pienezza di sè nei vari parrucconi RCS. Sarà tipico delle grosse aziende immagino.

Vabbè.

Domani ci faccio un post e pubblico qualche foto :)

E' stato un piacere conoscerti.
Di  Napolux  (inviato il 21/11/2007 @ 20:31:20)
# 2
chiamarli parrucconi è riduttivo... azzerderei qualcosa di peggio...
Di  BeppeGrillo.TV  (inviato il 26/11/2007 @ 22:51:40)
# 3
"BeppeGrillo.tv"... chi sei? Un fake messo lì per scroccare un po' di adv? A occhio direi un'operazione molto scorretta

Così com'è scorretto attaccare le persone. Criticare le idee ok, se hai qualcosa da dire dillo, ma palesati e prendi posizione (civilmente)

Napolux, scusa se nn fatto prima, grazie e ricambio, piacere mio davvero
Di  alberto  (inviato il 27/11/2007 @ 00:09:55)
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