Blog = auto, Twitter = aiuola?
Sarà un ragionamento paternalistico, spero di no, ma mi è venuto così. Non si riferisce a nulla di particolare, mi gira in testa da un tot. Ho pensato che tutto sommato aprire un blog è un po' come comprarsi un'auto:
- Ci vuole un po' per imparare, ma non molto
- Ci vuole di più per impratichirsi con le strade
- Ognuno ci può andare dove gli pare. Alcuni percorsi sono gratuiti, altri, più dritti e veloci, a pagamento
- C'è chi ci va in gita, chi al lavoro tutti i giorni, chi ne ha fatto un mestiere
- Per il fatto di avere un'auto, non vuol dire che si fa parte dell'industria dell'automotive
- Oltre a saper guidare, bisogna stare attenti agli altri
- E' un oggetto privato, ma si muove in spazi pubblici
Twitter invece mi ricorda di più un'aiuola, un parco pubblico. E' aperto a tutti. C'è chi ci fa un barbecue, chi gioca a frisbee, chi amoreggia, chi sale su una scatola e tiene un discorso, chi vende panini. In entrambi i casi, mi viene in mente la domanda su "a chi appartiene lo spazio pubblico". Di chi sono l'aiuola e le strade? Di un qualcosa che è altro da noi, o sono, anche se in minima parte, anche nostre? E nel caso, come trattiamo le nostre cose? Credo che non ci sia una risposta data, a questa domanda. Credo sia una scelta.
bella pensata :) occhio solo a non parcheggiare sulle aiuole ...
Di
_E_
(inviato il 15/06/2008 @ 16:11:16)
Io vedo la cosa ancora collaborativa tra "Chi possiede" e "chi possiede qualcosa sul terreno di Chi possiede". Ma non di reale partecipazione, più di necessario rispetto, perchè se Chi possiede pesta troppo i piedi a "chi possiede qualcosa sul terreno di Chi possiede" secondo me quest' ultimo ha la possibilità di farsi sentire, più di quanto non ne abbia un vero automobilista. Poi distinguerei tra il fatto di possedere, e quello di essere controllati, ed eventuamente puniti, su ciò che si conderva nella nostra proprietà; perchè ti danno il tuo spazio, ma "Attento, se ci metti questo quello quello e ti becchiamo, il tuo spazio torna nostro!" e questo è abbastanza normale, anche nella vita reale c'è corrispindenza, se non che il Rete si tende a risolvere virtualmente lo "sgarro". Mi sono perso? Bho, dopo 5 ore di ripasso pre-maturità mel' auto-concedo 
Ciao Alberto. A proposito di calpestare, Twitter venne paragonato da qualcuno qualche tempo fa alle crocs:
http://www.dariosalvelli.com/2007/12/e-se-twitter-fosse-simile-ad-una-crocs
Non mi hai convinto pienamente ma l'idea e' suggestiva e si presta ad un sacco di battutacce che per ora ti risparmio  ciao, f.
Di
francesco
(inviato il 15/06/2008 @ 17:51:47)
E mettiamola così: a me Tumblr pare una bicicletta. Nel senso che è una via di mezzo. * Ci puoi andare in strada, ma anche girarci per aiuole (anche se non piacerà a tutti!) * Una volta che impari ad andare in bicicletta - e non ci vuole molto - non ti scordi come si fa * Non richiede chissà quanta manutenzione * Non puoi caricare tante cose come un auto, ma si adatta a caricare roba o gente * A volte riesci ad evitare la fila * E' snella, la appoggi dove vuoi e la riprendi quando ti fa comodo * Non paghi il parcheggio (a volte se ti va di culo non lo paghi neppure in auto) * Non ci prendi le multe, neanche se parcheggi davanti al mobiliere..
twitter come parco pubblico mi pare molto azzeccato: non a caso i tweet sono i cinguettii e a volte è piacevole tenere il twhirl in sottofondo anche senza intervenire, un po' come quando stai seduto su una panchina e guardi la gente che passa.
Di
adamo
(inviato il 16/06/2008 @ 09:13:29)
ehi, thnx to all!
non sono mica convinto neanche io, era solo uno spunto per ragionare su "rete e senso civico", mettiamola così :)
Di
alberto
(inviato il 16/06/2008 @ 10:25:50)
Adesso mi spiego perchè l'anno scorso ho venduto la macchina per uno scooter e pochi mesi dopo ho chiuso il mio blog. E mai iscritto a twitter (mai piaciuto, insieme alle chat)
Il paragone è molto carino e per alcuni versi ci può stare. La metafora dell'aiuola mi fa pensare a uno spazio realmente pubblico solo fino a un certo punto: è aperto a tutti, ma limitato spazialmente e fortemente regolato (non calpestare, non buttare sigarette per terra, ecc.). Un vero e proprio "walled garden", quindi, che esemplifica non soltanto il caso di Twitter ma anche la quasi totalità delle piattaforme 2.0.
Nel paragone che proponi l'aspetto più interessante è rappresentato a mio avviso propio dal rapporto tra pubblico/privato, un rapporto che come sappiamo bene il web 2.0 ha notevolmente stravolto. Il blog è uno spazio privato, proprio come la macchina, ma che per esistere deve necessariamente innestarsi in uno spazio pubblico più grande (il web/la strada) senza il quale non avrebbe alcuna ragione di essere.
Questa sorta di idiosincrasia tra pubblico e privato diventa ancora più forte all'interno dei social network: ("MySpace" esiste solo in funzione di "OurSpace") e di piattaforme come Twitter nate appunto per mescolare la "scena" con il "retroscena" (quante volte ho voluto provocatoriamente scrivere come update: "sta facendo la cacca").
Tra l'auto e l'aiuola, mi viene in mente la riflessione di Danah Boyd riguardo al tempo sempre maggiore passato dai ragazzi americani proprio su MySpace: "non è tanto la tecnologia a incoraggiare i ragazzi a passare tempo online ma la mancanza di mobilità e di accesso a spazi in cui possano passare il tempo senza essere ostacolati".
Allora forse dovremmo dedurre che i digital natives cercano nella rete nuove strade e nuovi spazi pubblici in alternativa a quelli già esistenti? Certo che si. Anch'io come domanda mi pongo a chi appartengano davvero l'aiuola e le strade, ma ancor di più mi viene da chiedere a chi apparteniamo noi, che passiamo sempre più tempo su quelle strade e in quelle aiuole.
Di
stefano
(inviato il 23/06/2008 @ 15:59:40)
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