Scusate la battuta nel titolo, presa da un vecchio, simpatico post di Chris Anderson. Ma Google Wave è veramente una bestia strana, che cambia radicalmente le regole del gioco. La prima impressione è che scardini completamente i concetti di privato-pubblico e di sincrono-asincrono. Non c’è più differenza tra una conversazione a due via mail (asincrona) o chat (sincrona), né tra questa (privata) e una con cinque, dieci interlocutori (pubblica). Si può essere chiamati a partecipare a Wave di altri, come nelle discussioni su FriendFeed o simili; lavorare in modalità collaborativa con piccoli gruppi, condividendo anche documenti; chattare direttamente con un amico; eccetera. Il risultato però sarà una persistenza integrata delle comunicazioni, che non si sparpagliano più in diversi contesti. Stare dentro Wave è come inserire il turbo sullo Shuttle, o essere proiettati tre anni avanti. Cliccando sull’immagine qui sotto dovrebbe essere possibile ingrandirla e vedere come si presenta l’ambiente.
Non è finita: proprio l’altra sera discutevo con un’amica su come potesse funzionare una cosa simile. Internet è stato progetto per le comunicazioni asincrone. Non è banale, e non basta la larghezza di banda, che si operi invece in un ambiente massivamente collaborativo e real-time. E’ una generazione nuova di software. E, infatti, guardando sotto Google Wave si scopre un protocollo importante: XMPP, evoluzione di Jabber (Wikipedia). Ne trovate una breve sintesi qui che rilancia un approfondimento molto interessante in quest’altro post dal titolo esplicativo: Perché Wave è la cosa più interessante dall’invenzione del pane affettato.
Io di Google Wave ho fatto l’anteprima qui e pubblicato il video qui. Ora scappo allo IAB Forum perché alle 15:00 parla proprio Lars Rasmussen, uno di quelli che l’ha inventato. Vedi agenda.


Scopro questo post solo ora e su segnalazione di un amico, dopo aver scritto una mia piccola considerazione su Google Wave. Devo dire che condivido in pieno le tue considerazioni e ritengo che oggettivamente il “wave” possa rappresentare il futuro delle comunicazioni telematiche e non solo. Io mi spingo a dire che teoricamente un computer potrebbe ragionare a wave, modificando e debellando definitivamente le metafore delle cartelle, dei file e dei software così come li conosciamo oggi.
Google parte da una posizione ottima per lanciare la sua rivoluzione, quindi ha le carte in regola per riuscire a renderla realtà in breve tempo. Io mi accoro a gran voce con tutti coloro che promuoveranno questa “visione” e spero che siano in molti a farlo. Un saluto.
Il mio post:
Alla scoperta di Google Wave: il futuro delle email o un progetto destinato al fiasco?
[...] Intanto, mentre il “popolo” appare scettico, in diversi sono entusiasti. Per esempio in questo articolo si sostiene che Google Wave reinventerà radicalmente la comunicazione on [...]
Ciao Maurizio. Si parlava proprio di questo con uno dei fondatori di Itsme, progetto italiano per una nuova metafora di interazione. Preciso preciso :)
[...] This post was mentioned on Twitter by Andrea Spedale, Andrea Spedale. Andrea Spedale said: http://icio.us/odgwga [...]
Lascia un commento
Benvenuti
Io supporto:
Discussioni e Commenti
Starting up
Categorie
Partner
GeekAgenda
Digital Expo
Comunicazione e linguaggio. Da Giotto a Facebook
END SUMMER CAMP 2K10
Sbilanciamoci!
Comma 2010
Interviste e Incontri
In giuria per
Conversazioni in Tempo Reale
Su Facebook
Cose Fatte (Clicca sulle immagini per gli articoli)
Si parla di
Cose Viste (Clicca sulle immagini per gli articoli)
Altri Luoghi
Blogrock
Interviste e Incontri
Nuovi Amici
Patron Saints
Vecchi Amici
Immaginario
Ispirazioni
— Jeremy S. Anderson (Via Napolux)
Licenza
Ultimi Articoli Pubblicati
Most Commented
Most Viewed