Sono in chat con l’amico e partner Nicola Jr. Vitto con cui, da qualche mese, si sta sviluppando un progetto. Si è martellata un’idea fino a tirarne fuori un nocciolo, poi via a strutturare documenti, studi, scenari. Ora è arrivato il momento di scrivere codice, e dall’America ci arriva notizia di un servizio praticamente uguale, appena rilasciato da un grande gruppo. Bella botta.
Non ci facciamo scoraggiare, anzi si affila il martello e si picchia di più. L’innovazione sul Web funziona così. Però mi è venuto da chattargli che “Il problema di essere due anni avanti rispetto all’Italia è che sei un anno indietro rispetto alla Silicon Valley”. Prima l’ho scritto e poi la frase mi ha colpito. Doppio problema: qui sei avanti rispetto al mercato, quindi ti ci vuole un doppio, triplo motore. E mentre perdi tempo a spiegare che il Web è importante, di là dall’oceano vanno come proiettili.
Mi è anche tornato in mente uno scambio di mail di un sacco di tempo fa, con l’amico e partner Luca Galli. Gli raccontavo che mi stava scadendo il dominio Videowiki.it, che era un’idea che avevo per raccogliere i video degli utenti dai cellulari etc etc. Vado a riprendere il messaggio e di quand’è? Del luglio del 2006. In quel momento tornavo dalla conferenza stampa di DailyMotion, ma avevo registrato il dominio nel luglio del 2005. Allora mica sapevo ancora che esisteva YouTube: erano partiti da pochi mesi. Di seguito lo scambio con Luca – è lui che dice “Se avessimo 3 phd in computer science e un garage in silicon valley sarebbe da mettersi lì subito e vedere di fare l’alpha version”, in fondo qualcosa che ho imparato.
—–Messaggio originale—–
Da: Luca Galli [mailto:lgalli]
Inviato: giovedì 6 luglio 2006 12.55
A: dottavi;
Oggetto: RE: 21065046-Dominio in scadenza : videowiki.it
non so bene cosa facciano questi che dici [DailyMotion, ndr], ma se la tua idea era quella di interpretare sul video i principi e i meccanismi dei wiki allora sarebbe sec me molto nuovo e molto bello
intendo, se le logiche di collaborazione distribuita, orizzontale, bottom-up, accesso controllato ma estremamente aperto, capacità di elaborazione con curva di apprendimento quasi a zero (su un utente in grado di usare apps standard) ma anche feature avanzate per esperti o “redazioni” (wikipedia ha una rete intera di redazioni…) etc etc, che a oggi sono disponibili sul testo come media (ragion per cui i wiki han fatto quel che han fatto bla bla), tu le volessi applicare al video come media, e sempre ammesso che questa cosa non esista già, allora di sicuro lì uno potrebbe pensare di mettere in piedi proprio una cosa nuova, una piattaforma o un motore disp online, e lì sopra una tipica start up 2.0 etc
in realtà il movimento di wikipedia è già attivo sui media dico a memoria su tutto il fronte dei repository audio video licenziati con creative commons o altri schemi open. non sono sicuro appunto che ci sia quel che stavo cercando di dire sopra e che se ho capito il senso del nome che avevi in mente tu
chiaram poi ci sono tutti i vari videoblog etc ma in realtà quel che manca lì sec me – e c’è invece nei blog standard, che sono centrati sul testo di nuovo – è proprio la possib di collaborare e manipolare assieme i contenuti…
se avessimo 3 phd in computer science e un garage in silicon valley sarebbe da mettersi lì subito e vedere di fare l’alpha version
> —–Original Message—–
> From: Alberto D’Ottavi [mailto:dottavi]
> Sent: Thursday, July 06, 2006 11:50 AM
> To: lgalli;
> Subject: I: 21065046-Dominio in scadenza : videowiki.it N°
>
> Un annetto circa fa avevo registrato questo dominio. L’idea
> era raccogliere video dagli utenti, meglio se dai cellulari
> facendosi sponsorizzare dalla Nokia o TIM della situazione
>
> Opera decisamente improba per le mie forze :D ma mi fa
> piacere che l’idea era giusta – l’altro ieri conferenza
> stampa DailyMotion, oltre a rafforzare le presenze locali
> stanno facendo accordi con gli operatori per raccogliere i
> video via UMTS. Già attivi in Francia, qui stanno discutendo
> con TIM. Prob idea simile avevano anche quelli di Splinder
>
> Secondo voi ce ne facciamo qualcosa? Come business direi di
> no, però ritengo sempre importante fare dei mock-up, delle
> bozze di progetto… Secondo me bisogna lavorare sui vertical
> …
>
> Bah voi che ne pensate? Direi parliamone alla prossima birra,
> io ho novità
>
> Cheers
> Alberto
>
> —–Messaggio originale—–
> Da: comunicazioni@staff.aruba.it [mailto:comunicazioni@staff.aruba.it]
> Inviato: mercoledì 5 luglio 2006 3.52
> A: dottavi
> Oggetto: 21065046-Dominio in scadenza : videowiki.it N°
>
> Gentile Cliente,
>
> lo Staff di Aruba le comunica che il dominio www.videowiki.it
> è in scadenza il giorno: 18/7/2006 ,con tutti i servizi ad
> esso associati.…
Mettete volentieri una parolaccia in questo punto. Mannaggia a me. Perchè non abbiamo fatto noi YouTube nel 2005? Cosa ci manca? Be’ sì certo, le competenze. E poi la tecnologia, il mercato, il network, la semplificazione della burocrazia, etc etc. Ma l’aspetto più importante che mi viene in mente è la fiducia. Devi crederci. Devi pensare di potercela fare. In Italia non è così. Non sei educato così. Ricordate Papaveri e papere? Ecco.

hai perfettamente ragione, MA:
se anche avessi fatto Youtube prima di Youtube, la massa del mercato americano avrebbe fatto schizzare lo stesso prima loro, anche se tu avessi avuto un anno di vantaggio.
Tanto per la serie “mal comune, mezzo gaudio”: io ho suonato in un gruppo in cui facevo le cose che poi fecero i Linkin Park, diversi anni prima dei Linkin Park :)
Ciao,
Tambu concordo in parte: probabilmente avrebbero dovuto avviare la cosa in lingua, da subito sul mercato americano. Certo, con sforzi/risorse notevoli in comunicazione.
Guarda, se con gli anni sto imparando una cosa è che se hai le idee e le competenze le devi sfruttare e portare avanti.
Non conta se ci sono ‘gli altri che sono più veloci, più grossi, più esposti’. Con il tempo sto imparando che anche i grandi hanno le loro mancanze, i loro ritardi, i loro difetti.
Se ci sei sul serio e hai quella buona dose di necessaria fortuna, sei in grado di fare concorrenza a chiunque.
Tambu, Marlenek: d’accordissimo su tutto ma… vedete come siamo? pensiamo più alle difficoltà che alle opportunità
Stefano: sacrosantissimo, sono stra-d’accordo con te, in pieno :)
Alberto carissimo, ho letto il tuo post (altrimenti che cavolo ti rispondo a fare :P :P :P) e devo farti i complimenti, però volevo soffermarmi su vari punti e dirti che non è solo la questione di “crederci”.
Noi ci stiamo credendo in Meemi.com e ci stiamo smenando soldi e tempo di tasca nostra ma ahimè a questo mondo “nessuno nasce imparato (cit.)”.
Purtroppo in Italia è tutto molto più lungo, tempi burocratici, chiacchiere, approvazione ma sopratutto si è “ignoranti” della materia web.
Per carità non è tutta un’erba ed un fascio ma la stragrande maggioranza si, credono che internet sia FB o MSN, non vedono le potenzialità offerte dai nuovi media.
Noi usiamo Meemi per fare splendidi brainstorming (ed invito tutti a venirci a testare) ma quando ne parlo in un’azienda mi sento rispondere : “ma noi non sappiamo come usarlo, sarebbe troppo difficile da far imparare” … ce sta un quadrato dove si scrive la domanda e la risposta ;)
Il punto è che a volte sembra che non si vuole innovare, come recita sempre il caro direttore di Wired, si ha paura di innovare ed io accetto questa affermazione, sai perchè, per il semplice motivo che se si innova davvero, la gente ha una nuova consapevolezza e nuove armi ma sopratutto nuova CONOSCENZA che i “vecchi” non possono controbattere.
Come ti ho scritto, dopo 2 anni non demordiamo, anzi ci prepariamo ad uscire con tante novità contro i grossi colossi come Twitter e FB e sappiamo (gli utenti ce lo confermano) che siamo sulla buona strada, ma a volte sapere che si cresce in un paese che ti segue e sostiene è davvero gratificante.
Sono fiducioso e so che verrà anche questo ;)
Gran bel post. Probabilmente se tu e Luca aveste avuto facilità a scrivere codice (come dice Nadia, in modo non proprio fine, se foste stati “people who fart code”), avreste buttato fuori un’alpha version due mesi dopo. Ingaggiare un coder presuppone invece un’azienda, un finanziatore, un business plan etc. etc. Propongo un corollario:
“Avere le idee è relativamente facile. E’ la capacità di delivery la vera risorsa scarsa.”
Albe il punto era proprio questo. Il tuo corollario è perfetto, direi che abbiamo le basi per le 91 tesi per lo start-up minimale :)
Enrico: mai demordere ;)
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