Another one. I’m beginning to think… :) 

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Celle Ligure – foto di Lorenzot via PlacidiAppunti

Fanculo Milano, voglio tornare in Liguria 

Technology Drive

dottavi —  18 May 2008 — 2 Comments

Carnegie Mellon Entertainment Technology Center - Technology DriveIl titolo di questo post è il nome di una strada di Pittsburgh, Pennsylvania. Da una parte le vecchie case, sulla collina, dove, fino a una quindicina di anni fa, cercavano ancora di sfuggire ai fumi delle acciaierie e degli stabilimenti di lavorazione del carbone. Dall’altra il fiume e una serie di nuovi edifici dove oggi si fa ricerca universitaria avanzata, si incubano nuove aziende, si studia il futuro.

Carnegie Mellon Entertainment Technology Center

E’ questo racconto il piccolo contributo che ho cercato di portare al fenomenale Sci(bzaar)net di sabato. Grazie Gianandrea, hai messo assieme competenze pregiate, compatibilissime e diversissime - lo raccontano bene i ragazzi di SketchIn. Sono storie che ho raccolto in diverse sedi della Carnegie Mellon University. Le foto qui invece sono ambientate all’Entertainment Technology Center.

Entertainment Technology Center

All’ingresso un e-book è forse un tentativo di unire passato e futuro, mentre la parete che sembra un videogioco mostra i piani di studio. La mappa registra le sedi, dell’ETC e della CMU, che la Carnegie Mellon sta aprendo in un numero di Paesi nel mondo. Poi si passa al Database, che è in realtà il corridoio dove ogni targhetta ricorda un “milestone”: agli studenti è richiesto di aggiungere il proprio.

Entertainment Technology Center

La mega-console a metà presentazione è funzionante, ed è un esercizio, così come l’unione del dance-pad con la Wii – è in questi posti che nascono robe come il Wii-Fit che sta spopolando ultimamente. Le persone che abbiamo incontrato all’ultimo sono il direttore dell’istituto e Anthony Daniels, meglio noto come… C3P0. E’ l’attore che l’ha impersonato per tutta la saga di Star Wars, ed è stato chiamato come docente. Le parole chiave qui sono interdisciplinarità, informalità, serious fun.

Laurie Anderson, resident artist NASA

Alla CMU, il giorno della mia visita, c’era una mostra per celebrare la “Interdisciplinary Science”. All’ingresso si viene accolti da un “roboceptionist”, detto Tank – non per niente il dipartimento di robotica della Carnegie è tra i più famosi al mondo. Nell’atrio ci ricordano che è qui che hanno inventato lo Smiley, oggi ne hanno fatto un premio, e poi entriamo nel laboratorio di Robotica che sembra solo meccanica, lo testimonierebbero i lunar vehicle della Nasa appoggiati negli angoli, roba vecchia.

Nintendo

Ma William “Red” Whittaker ci racconta su cosa sta lavorando: un veicolo in grado di muoversi da solo nelle vecchie miniere, in luoghi irraggiungibili. Uno scanner laser produce un segnale che viene poi rielaborato in real-time 3D per fare una mappa del luogo, che viene analizzata e produce le istruzioni di automazione – alla faccia del mash-up, quando si diceva interdisciplinarietà. Nel laboratorio successivo – che è quello dove hanno inventato i sistemi di force feedback usato nei controller di gioco – il prof. Ralph Hollis ci mostra la “magnetic levitation haptic interface”, un dispositivo in grado di controllare e muovere oggetti in ambienti 3D, potendo anche simularne peso e resistenza. Infine passiamo al Collaboration Innovation Center, dove “convivono” laboratori di Intel, Google e altri. Nel primo di questi vediamo che Intel sta lavorando a un’idea di automazione non programmata: il braccio robotico è in grado di acchiappare gli oggetti anche se in posizioni non predeterminate. Le parole chiave qui sono approfondimento, confronto, collaborazione.

controller

Al termine di questa carrellata mi sono permesso di lanciare tre spunti, tre domande:

- Quale rapporto con l’industria. La mia proposta, spero non ingenua, è che l’università dovrebbe fare soldi per fare ricerca, e non fare ricerca per fare soldi. Quantomeno è certo che si devono risolvere le contrapposizioni.

- Quale ricerca. In Italia credo ci sia ancora una certa “presunzione di superiorità” di alcune discipline rispetto ad altre, e in particolare ritengo ci sia una concezione strumentale della tecnologia. Ritendo sia molto sbagliato. Ogni scienza (dalla fisica delle particelle alle social sciences) dovrebbe sedersi al tavolo considerando la tecnologia un pari grado. Con un’accortezza in più: che “l’architettura è politica”, come diceva Mitch Kapor. Il nucleo progettuale di un sistema ne influenza gli usi. E da questo discende un marasma di cose.

- Quale divulgazione. E’ stata un po’ lunga ma alla fine sono arrivato al tema dell’incontro di sabato :). Il mio punto è che la divulgazione non è e non deve essere banalizzazione, bensì l’unione di due eccellenze, scientifica e comunicativa. Per questo motivo nella progettazione (e nello studio) degli ambienti social bisogna stare attenti a non far prevalere il “minimo comun denominatore”. Per tirar fuori davvero l’intelligenza collettiva ritengo serva anche una dose di “difficoltà” che rappresenti una “sfida cognitiva”, un incentivo alla crescita.

E in ogni caso credo serva un approccio aperto e di sistema.

PS Del viaggio in Pennsylvania ho analizzato altri temi imprenditoriali su 1GN.

PS2 Mi scuso per il post lungo ma non faccio a tempo ad accorciarlo.

Giornata uggiosa, fuori. E invece qua dentro, allo Sci(bzaar)net, c’è bel tempo – metaforico. L’incontro, dice Gianandrea Giacoma, vuole interrogarsi su quali siano le reali prospettive per *fare* qualcosa con le social technologies, oggi, in Italia. Siamo alla Scuola Politecnica di Design, Lambrate, Milano, e qua sotto vedete qualche momento informale dell’incontro, in attesa dei contenuti principali – soprattutto video – che sono stati preparati. Intanto un po’ di foto sono arrivate qua. Io ho girato un paio di piccoli video d’ambiente e situazioni con Qik sul mio canale.

Zyb! Vodafone goes 2.0

dottavi —  16 May 2008 — 1 Comment

"Vodafone understands that the core of any customer’s personal and business network is the set of contacts they hold on their mobile phone".

Così Pieter Knook, Internet Services Director for Vodafone Group, commenta l’acquisizione di Zyb nel comunicato stampa ufficiale. Non si potrebbe essere più d’accordo – e non solo perché l’abbiamo sentito dire da Tim O’Reilly a Berlino.

31,5 milioni di euro il valore dichiarato per l’azienda danese, con appena un paio di anni di vita. Qui il loro blog. Complimenti.

Good to be good

dottavi —  16 May 2008 — 3 Comments

Malefico Folletto che fa cose meravigliose. Tra le tante, Davide partecipa anche a Good 50×70, concorso di "social communication": poster di creatività responsabile, se posso dir così. La mia scelta cade su quello a fianco, ma non perché non ce ne siano di più belli o più intensi qui trovi la gallery).

I poster saranno in esposizione alla Triennale qui a Milano dal 10 al 22 di giugno.

Good 50×70 2008 » Human rights violation

Unite, Fabio Gioia, Italy 

Good 50×70 2008 » Child mortality

 It’s easy to save a child’s life, Farid Yahaghi, Iran 

Good 50×70 2008 » War victims

Laundry, Francesca Balbo, Italy

Stanotte ho sognato che ero all’evento con Kotler a Milano e alla cena, a un certo punto, lui dice «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». E poi guarda me.

Da Vincenzo Cosenza trovo un estratto della ricerca su I social media in Italia del LaRiCA (Facoltà di Sociologia – Università di Urbino) con dati interessanti sugli aspetti quantitativi di utilizzo di blog e social network in Italia. Da approfondire. Per ora mi associo alle considerazioni finali con cui Vincenzo sottolinea l’esistenza di una blogosfera fuori dal perimetro, diciamo così, “illuminato dai riflettori dei motori di ricerca specializzati” (e forse, chissà, è anche bene così :) – Metto la presentazione dopo il salto[//]

Vincenzo mi segnala inoltre i risultati della ricerca Digital PR (agenzia per la quale lui gestisce la sede di Roma) e Millward Brown (che avevamo già conosciuto l’anno scorso per una ricerca sul finance on-line) sulla fiducia dei consumatori nei confronti del web.

Il vulcanico Gianandrea Giacoma ha organizzato l’evento Sci(bzaar)net. Domani, sabato 16 maggio, ci si interroga su come “sfruttare in modo più utile e valido Internet per la produzione, gestione e divulgazione di conoscenza scientifica, e l’inevitabile entrata del mondo accademico nella Società della Conoscenza“.

Grande Gianandrea, che lo racconta qua. Nel blog ufficiale si trovano i contributi dei partecipanti (tranne il mio che deve ancora arrivare, mortacci miei). In questa pagina il programma dell’evento.