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Si legge d’un fiato, in poche ore, come un romanzo. Racconta le storie di alcuni italiani un po’ strani, con delle idee bizzarre che ogni tanto riescono a realizzare. Sono in tanti, in realtà, più di quel che si possa pensare. Si occupano di tutto, dal design alla partecipazione pubblica, dalla medicina all’edilizia, dall’architettura alla programmazione e le startup – ovviamente. E’ Cambiamo Tutto!, il libro di Riccardo Luna. Qui il sito.

E’ bello: collega idee e persone lontane e così identifica un movimento, mette insieme, crea un disegno. E ha liberato tante energie positive, di persone di ogni età, di ogni parte d’Italia e di ogni interesse a cui è venuta voglia di fare. L’ho letto un sabato mattina e quando mi ci sono trovato dentro, a pagina 47, ho fatto un salto sulla sedia. Mi fa piacere aver partecipato, e che a qualcuno sia capitato di pensare che ho dato un piccolo contributo di valore.

Stasera h18:30 ci si incontra in Triennale, a Milano. Riccardo ci aggiornerà sulle novità e suoi nuovi progetti: il libro dovrebbe diventare un video, non so se un documentario o un film. Lo scopriremo stasera. Qui i dettagli. Fatti vedere!

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Be’ non capita tutti i giorni di poter visitare gli uffici di una startup americana. Soprattutto se questa è… quella che tiene in piedi il tuo blog! Mentre ero a San Francisco ho avuto la possibilità di visitare gli uffici di Automattic, ovvero quelli che fanno WordPress. Che ridendo e scherzando fa “girare” 67.791.434 blog nel mondo. Ecco le foto, insieme a qualche dato. Continue Reading…

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Ovviamente non per caso, Simone Rovellini si è laureato in NABA Media Design con il massimo dei voti. Videomaker artistico e delicato – almeno nei suoi lavori precedenti – sta ora avendo un boom internazionale con Exploding Actresses, un tumblr di GIF animate e inserti video, come quello qua sotto, decisamente fuori genere.  Continue Reading…

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“Il problema non è solo sostenere il Made in Italy. Il problema è reinventarlo”. Mi è capitato di commentare così, a un giornalista che mi chiedeva informazioni, il ciclo di eventi Innovating With Beauty promosso da Fondazione Bassetti. E in parte le discussioni sono state effettivamente orientate in questo senso. Tra poco, inoltre, approfondiremo il tema nel panel From Made In Italy To Make In Italy, patrocinato da Confartigianato. Saremo a The Cannery, a Fisherman’s Wharf. Qui sotto qualche riflessione su quanto accaduto finora.  Continue Reading…

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E’ stato grandioso incontrare Dale al WorldWideRome Makers Edition dell’anno scorso :)

“We are born makers. We don’t just live, but we make. We create things” dice Dale Dougherty col suo classico ottimismo americano, versione folk e divertente di un ormai dimenticato (e noiosissimo) positivismo scientifico europeo. Ne ha buone ragioni. Le storie che mostra nel video sono una più matta dell’altra, una più creativa dell’altra. E alla fine però trovano il modo di crescere e creare valore, anche se (o forse meglio: proprio perché) nascono da movimenti grassroot, radici amatoriali che creano connessioni forti tra persone. Continue Reading…

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“Innovating with beauty”. Così Fondazione Bassetti intitola il ciclo di eventi che ha organizzato per settimana prossima a San Francisco, nell’ambito della Design Week locale. Ma il tema è molto più ampio, ed è quello del rinnovato interesse americano per i modi del fare italiano, a confronto con la realtà di laggiù: “Making in Italy – Making in USA. Artisanship, Technology and Design”. Non poteva quindi esserci occasione migliore per portare là una serie di testimonianze – tra le quali, con grande piacere, anche quella del sottoscritto per Blomming.

Tre i momenti di confronto principali, che potranno essere seguiti tramite l’account Twitter della Fondazione (#FF!!!) e l’hashtag #makeITUSContinue Reading…

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Si chiacchierava del fermento che c’è a Milano sul tema Smart City proprio l’altro giorno, con un amico. Per dare un’idea, questo articolo dello scorso aprile sul sito del Comune cita investimenti da 200 milioni di euro per “Risparmio energetico, la sostenibilità e l’innovazione tecnologica, 500 hot spot Wi-Fi, 8 App già attive, 140 ‘data set’ a disposizione di ricercatori e utenti per lo sviluppo di applicazioni, oltre 6.000 km di fibra ottica”. Il che, se mi permettete, mi fa un po’ ridere perché sembra più che altro un piano per uscire dalla preistoria. E’ uguale a ciò che si diceva nel 2003.

E invece una bellissima creatività pubblicitaria di Ogilvy & Mather Francia per IBM Smarter Cities ci ricorda che l’ingrediente essenziale sono sempre le idee. Qui dei cartelloni pubblicitari diventano panchine, rampe, parapioggia. Hack the City, verrebbe da dire. Brillante esempio – anche se poi, ovvio, è una pubblicità. Il video a seguire.  Continue Reading…

Internet Archive - San Francisco - by Alberto D'Ottavi - Infoservi it

Quando sono stato a San Francisco nel 2011, grazie all’invito di una cara amica, mi è capitato di visitare l’Internet Archive. Non potrebbe esserci definizione più accurata che “Un pezzo di storia della Rete”. L’Archive è davvero la storia dei media digitali: è esattamente una biblioteca, ma anziché preservare libri di carta salva il Web - letteralmente, ne fa una copia. Vai sulla Wayback Machine in homepage, digita l’indirizzo di un sito qualsiasi e ne vedrai le versioni negli anni.

Ora, in realtà, Archive.org fa molto di più. Cerca di preservare ogni media digitale. Questi i numeri del loro archivio raccontati da Brewster Kahle, quel giorno:

  • 350.000 libri (eBooks)
  • 500.000 immagini in movimento (video)
  • 1.000.000 di registrazioni audio
  • 2.000.000 ore di TV
  • 3.000.000 di testi elettronici
  • 150.000.000.000 di pagine Web

Non è impressionante? Qualcuno si prende cura di noi. Qui sotto il piccolo video (solo un minuto) che, credo per la prima volta, fa vedere i server effettivamente in funzione, mentre salvano le pagine del Web.  Continue Reading…

Ricevo e giro. Nata a Milano 18 mesi fa come PetizioniOnline.it, oggi presente in 32 nazioni con cinque milioni di utenti registrati, Activism.com dichiara di aver ceduto il 17% al fondo Amiata Ventures di Miami con una valutazione pre-money di 3,5 milioni di dollari. Segue qualche info sulla loro storia e una non proprio confortevole osservazione sulla diffidenza internazionale verso gli italiani.

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“Non siamo stati capaci di  rispondere agli straordinari cambiamenti geopolitici, tecnologici e demografici degli ultimi 25 anni”. 

Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, nella sua relazione annuale. Bene. Ora però cambiamo qualcosa?

25 Anni Di Ritardo? Proviamo A Darci Il Cambio

Ricordate l’antica vignetta “I am googlebot – I control earth”? La trovate qua. La nuova Gmail, annunciata stanotte sul blog ufficiale – si presenta come “A new Inbox that puts you back in control”. In realtà dal video sotto non è molto chiaro chi decide cosa vedere e cosa no. Quel che è certo è che loro hanno più informazioni di noi, su di noi.

 

Weiser-21st-Century-Computer-Scientific-American-Alberto-Dottavi-Infoservi

1991. In Medio Oriente si scatena la Guerra del Golfo, contribuendo tra l’altro a dare un ultimo scossone all’Unione Sovietica, che collasserà a fine anno. La cronaca ci tiene col fiato sospeso per la Uno Bianca, l’incidente della Moby Prince e l’esplosione della Haven davanti al porto di Genova. Canticchiamo tutti Losing my religion, dei REM.

Nel frattempo l’Europa segna tre record tecnologici. Dopo quasi dieci anni di ricerca il Groupe Speciàl MobileGSM – attiva la prima rete telefonica cellulare. Tim Berners-Lee pubblica le prime spec del World Wide Web (per la precisione qua). Linus Torwalds annuncia il progetto Linux. Il personal computing è ancora agli albori, era appena arrivato Windows 3.1.

Nel frattempo al di là dall’oceano Mark Weiser, Head of Computer Science Lab allo Xerox PARC, pubblica su Scientific American un articolo dal titolo The Computer for the 21st Century. Aveva già coniato il termine Ubiquitous Computing e ci stava ragionando su da qualche anno in riunioni come quella della foto sopra, in cui anche i ricercatori americani portavano le Birkenstock usando prototipi di tablet 20 anni prima che uscissero sul mercato. Wieser mantiene la promessa del titolo: praticamente immagina tutte le tecnologie emerse in questi ultimi anni e che informeranno – letteralmente – i prossimi. La prossima rivoluzione si chiamerà Contextual Computing, e Shel Israel e Robert Scoble – grandissimi – ci stanno scrivendo un libro.  Continue Reading…