Oggi alle 14,30 ore italiana (5,30 a Los Angeles) sono state annunciate le nomination delle categorie principali della Notte degli Oscar 2010. Qui un sunto. La novità più importante di quest’anno è stato di portare il numero di candidati al titolo più ambito, ovvero l’Oscar per il Miglior Film, da 5 a 10.
La sfida, come previsto, è sostanzialmente quella fra Avatar e The Hurt Locker, con 9 nomination a testa. Cameron perde così l’unica sfida con -sè stesso- Titanic che restava ancora aperta, ovvero la corsa alle statuette (Titanic ebbe 14 nomination e vinse 11 Oscar), ma era prevedibile calcolando le categorie dalle quali Avatar sarebbe stato escluso per via dell’ampio utilizzo del digitale.
Ricordando quella Notte degli Oscar del 1996, quando Toy Story vinse un Oscar Speciale come primo lungometraggio interamente animato a computer e aprendo al cinema d’animazione un riconoscimento tutto suo, da un po’ di anni vedendo l’evoluzione dell’animazione digitale mi domando a quando le categorie di Oscar dedicate agli attori -ma non solo- non si estenderanno anche ai personaggi virtuali. Il livello di dettaglio e di espressività sono tali che non si può negare che gli attori tridimensionali compiano delle performance ormai paragonabili a quelle degli attori in carne e ossa (oppure degne di una estetica tutta loro). Ricordando quel primo esperimento che venne fatto con Final Fantasy e vedendo gli ultimi risultati ottenuti, sono stati fatti passi da gigante. Io la butto lì, ma visto il livello raggiunto mi domando se non sia ora che personaggi come Carl Fredricksen di UP (2009, Disney-Pixar), gli stessi Na’vi di Avatar, i leggendari Buzz e Woody di Toy Story, non meritino di poter essere premiati per le loro interpretazioni. Se il cinema d’animazione dopo quel primo premio speciale del 1996 ha ottenuto una categoria tutta sua, non sarebbe ora di considerare di espandere le categorie di premi che lo riguardano? Non è ormai troppo riduttiva una sola macro-categoria?
Oppure il fatto che il cinema dal vero e quello digitale siano sempre più legati e connessi fra loro (personaggi veri in scenografie virtuali -e viceversa-, motion capture che da’ ai personaggi virtuali movimenti ed espressioni sempre più vere e naturali, etc..) dovrebbe incrociare ancora di più i premi fra cinema “dal vero” (anche se di film puri al 100% da un qualche intervento digitale credo non ne esistano più, almeno a Hollywood) e cinema “in animazione“. Sottolineare le differenze fra i due diversi “mondi” o unirli definitivamente. Per chiarirci: una Neytiri (sotto le cui vesti c’è comunque un’attrice vera) può competere alla stessa statuetta con -che so- Meryl Streep? O merita una categoria tutta sua? E ha senso paragonare un Na’vi di Avatar con i personaggi de L’era Glaciale?
Oppure va bene tutto così com’è?
Penso che non si possano trascurare l’emozione che sono in grado di trasmettere i personaggi virtuali con le loro performance e il livello di sospensione dell’incredulità raggiunto, soprattutto nei casi dove i personaggi virtuali interagiscono con quelli reali (ma qui, di nuovo, c’è da capire quanto un Na’vi si possa paragonare a un Woody -Toy Story- oppure a un attore in costume e che differenze ci siano con il Benjamin Button di Brad Pitt…). E trovo molto interessante che si possa oggi ragionare su limiti e confini che diventano sempre più sfumati, al di là di quante e quali statuette dare (e a chi).

Anche se con premi minori, al momento esiste Andy Serkis che è stato premiato come attore non protagonista per la sua interpretazione di Gollum, nel Signore degli Anelli http://www.imdb.com/name/nm0785227/awards
[...] virtuali (non c’è nemmeno distinzione fra categoria maschile e femminile). Come scrivevo in questo post in occasione delle nomination dell’ultima edizione della Notte degli Oscar, chissà quando [...]
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